

L’avvocata di Sempio: «La Procura ha deciso che lui è l’assassino, giochiamo duro anche noi»
La difesa dell’indagato ha tempo fino al 18 ottobre per depositare le consulenze di parte
Garlasco. Ancora una settimana per inviare in procura le repliche alle consulenze dei pm. Poi le carte dell’inchiesta bis sul delitto di Garlasco potrebbero diventare la base per un processo. Lo deciderà il giudice che sarà nominato dopo la richiesta (scontata) di rinvio a giudizio da parte della Procura per Andrea Sempio, unico indagato per il delitto di Chiara Poggi, dopo la condanna in via definitiva di Alberto Stasi, l’allora fidanzato della vittima.

Entro il 18 ottobre dovranno essere depositate le eventuali contro-consulenze. La famiglia Poggi, attraverso gli avvocati Francesco Compagna e Gian Luigi Tizzoni, non ha nulla da aggiungere, mentre la difesa di Sempio ci sta lavorando. L’intenzione è di replicare su uno degli indizi cruciali: la traccia 33, l’impronta sul muro delle scale della cantina che i pm attribuiscono all’indagato. I consulenti Armando Palmegiani e Luigi Bisogno stanno ultimando le proprie considerazioni. Non è esclusa neppure una relazione medico-legale, in risposta a quella della patologa forense Cristina Cattaneo e Biagio Eugenio Leone, che ha ampliato la forbice temporale dell’omicidio, da «circa 15-30 minuti» fino a 60 minuti. Un tempo per commettere il delitto che escluderebbe Stasi e sarebbe invece compatibile con gli spostamenti di Sempio quella mattina.

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«C’è fiducia»
«Presenteremo le nostre consulenze nei prossimi giorni, abbiamo già stabilito una riunione su Zoom per capire e fare il punto con ogni consulente», ha spiegato l’avvocata Angela Taccia, legale di Andrea Sempio insieme a Liborio Cataliotti. L’avvocata ha aggiunto che «la giustizia funziona e ha voglia di capire. Se tanti ci fermano per strada per chiederci quando andremo in aula, significa che la fiducia in un giudice terzo e imparziale ancora c’è».
La perizia psichiatrica
Taccia, invitata al festival di Fanpage, ha anche spiegato perché Sempio abbia rifiutato l’incontro con lo psichiatra: «È indubbio che la Procura di Pavia sia assolutamente convinta che l'assassino di Chiara Poggi sia Andrea Sempio. Stanno cercando di far quadrare le cose perché secondo le loro indagini Sempio è il colpevole. Quando abbiamo capito che questo era il modus operandi, abbiamo detto: perché collaborare per forza? Se la procura attua questa, mi cito da sola, "lotta dura senza paura”, perché non farlo anche noi? Siamo anche noi parte processuale. Se giocano duro loro, giochiamo duro anche noi. Visto che il nostro non è un capriccio ma una strategia fondata su notti insonni e mesi di studio, a quel punto perché dovrei autorizzare o facilitare una consulenza psichiatrica?».

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Il filone degli ex Ris
Non è ancora chiaro che destino avrà, invece, il filone di indagine sull’operato degli ex Ris che indagarono sul delitto di Chiara Poggi nel 2007. Ieri sono circolate voci di possibili indagati. Anche l’avvocato di Luciano Garofano, Daniele Carra, ha presentato una richiesta in procura per verificare una eventuale iscrizione nel registro degli indagati del suo assistito, «ma non abbiamo ancora una risposta». Garofano era stato sentito dai pm a settembre su alcune anomalie relative al Dna isolato sulla bicicletta di Alberto Stasi a settembre del 2007. Un primo test positivo fu seguito da due test negativi che non furono però indicati nella relazione ufficiale al magistrato né messi a disposizione dei consulenti di allora di Stasi. Proprio gli ex tecnici di Stasi, Matteo Fabbri e Francesco Avato, potrebbero essere chiamati in procura a riferire, e così anche l’allora pm Rosa Muscio, titolare del fascicolo di indagine.

