

FOTO Luciano Garofano, consulente per la difesa
il delitto di garlasco
«Dati genetici del cucchiaio identici a quelli dei pedali». Nuovi dubbi sui Ris del 2007
Garofano chiese accesso alla villetta e gli fu negato
Garlasco. Nella nuova inchiesta torna sotto esame uno dei passaggi più delicati delle prime indagini sull’omicidio di Chiara Poggi. Le ultime novità, riferite dal Tg1, riguardano soprattutto una coincidenza emersa dagli accertamenti del Ris di Parma del 2007: lo stesso valore, 2,78 nanogrammi di Dna, compare in due campioni differenti, uno collegato ai pedali della bicicletta di Alberto Stasi e l’altro al cucchiaino utilizzato da Chiara per la colazione.
È proprio questa sovrapposizione a concentrare ora l’attenzione degli investigatori. Sul campione prelevato dai pedali, il 19 settembre 2007 una corsa elettroforetica aveva restituito un profilo genetico attribuito a Chiara, con una quantità di 2,78 nanogrammi. Il giorno successivo furono effettuate altre due analisi sullo stesso materiale, entrambe senza picchi allelici e quindi prive di un profilo genetico utilizzabile: una notizia che aveva suscitato polemiche, dato che proprio il dato positivo ha contribuito alla condanna di Stasi.
Il dato delle due analisi negative era già emerso nei giorni scorsi. La novità, secondo quanto riferito dal Tg1, è il rilievo dato alla coincidenza quantitativa con il campione del cucchiaino. Da qui prende forma una delle ipotesi che la Procura di Pavia sta verificando: un possibile scambio accidentale tra provette o campioni. Non si tratta, al momento, di una conclusione, ma di una possibilità investigativa ancora da dimostrare.
Resta inoltre da chiarire perché, per ottenere il profilo genetico di Chiara, fosse stato utilizzato il cucchiaino invece di un campione biologico proveniente dall’autopsia. Marino avrebbe ipotizzato che il materiale non fosse stato trasmesso. Ma nei documenti del Ris del 2007 compare un riferimento a un campione ricavato dal sangue della vittima e destinato al confronto.
Il caso Garofano
C’è anche la vicenda delle richieste di Luciano Garofano, generale all’epoca comandante dei Ris di Parma e poi dopo la pensione consulente di Sempio fino a pochi mesi fa, tra gli elementi che tornano sotto esame nelle nuove verifiche sull’omicidio di Chiara Poggi. Nel settembre 2007, quando era comandante del Ris di Parma, Garofano chiese per due volte di poter partecipare ai sopralluoghi nella villetta di via Pascoli.La prima richiesta riguardava le operazioni del 5 settembre. Garofano si presentò sul posto, ma non entrò nell’abitazione. Pochi giorni dopo, l’8 settembre, arrivò una seconda richiesta, questa volta in vista del sopralluogo fissato per il 12 settembre. Anche in quella circostanza l’autorizzazione non venne concessa dalla pm Rosa Muscio. Garofano aveva motivato la richiesta con il proprio ruolo di comandante del reparto e di ufficiale di polizia giudiziaria. Parallelamente, la difesa di Alberto Stasi aveva espresso la volontà di limitare la partecipazione alle persone formalmente autorizzate come consulenti, riservandosi eventuali contestazioni.
