

Il gusto della provincia
Vini d’eccellenza: Gambero Rosso incorona l’Oltrepo. Ecco i premiati
L’edizione 2027 della guida Vini d’Italia premia la provincia con undici “Tre Bicchieri” assegnati alle cantine
Torrazza Coste Mai così tanti “Tre Bicchieri” in Oltrepò Pavese come nell’edizione 2027 della guida “I vini d’Italia” del Gambero Rosso. I riconoscimenti proiettano l’Oltrepò Pavese al secondo posto tra i territori lombardi, dopo la Franciacorta, per il massimo riconoscimento della guida: sono 11 i “Tre Bicchieri” assegnati, di cui dieci per vini a base Pinot nero, sia Metodo Classico che in rosso, a dimostrazione della direzione che ha deciso di prendere il territorio. Di questi, in tre etichette compare già il nome “Classese”, il marchio collettivo adottato dal Consorzio per identificare lo spumante Docg.
Tra conferme e novità Tra le 11 aziende oltrepadane premiate, due hanno ottenuto per la prima volta i Tre Bicchieri: si tratta di Finigeto (Montalto Pavese), con il Pinot Nero “Il Nirò” Riserva 2023, e Cà Tessitori (Broni), con il Metodo Classico Extra Brut “MV” 2021. «Finigeto è un’azienda relativamente nuova - spiega Francesco Beghi, storico degustatore della guida “Vini d’Italia” e referente della zona Oltrepò per il Gambero Rosso -. Il titolare Aldo Dallavalle e l’enologo Marco Terzoni hanno dato una svolta importante. Noi l'abbiamo tenuta d'occhio, abbiamo visto che anno dopo anno cresceva, quindi è un bene per il territorio che ci sia comunque un'azienda del genere che alla fine porta dei risultati soprattutto su Riesling e Pinot Nero. Cà Tessitori, invece, ha fatto un altro tipo di strada, è un’azienda storica, che ha la cantina in paese, a Broni, e i vigneti altrove. La famiglia Giorgi ha sempre lavorato seriamente, hanno sempre fatto vini buoni. Da non tantissimi anni hanno deciso di puntare sul Metodo Classico e sono migliorati in tantissimo anche loro in questo senso. Quindi, da una parte un’azienda storica, che ha fatto un salto di qualità, dall’altra un’azienda nuova che è cresciuta anno dopo anno».
Tra le conferme della guida, sicuramente l’azienda Giorgi (Canneto Pavese) che per il diciottesimo anno consecutivo ottiene i Tre Bicchieri con il “1870” Brut Dégorgement Tardif 2019 su cui compare il marchio Classese, così come sul Pas Dosé Riva Rinetti 2021 di Calatroni (Montecalvo Versiggia), che ottiene il premio per la terza volta, e il Pas Dosé Vergomberra 2021 di Bruno Verdi (Canneto Pavese) con cui Paolo Verdi torna a vincere i Tre Bicchieri. «Abbiamo deciso di utilizzare già il nome Classese, come con il Cruasè, in guida sia per semplificare un po’ le cose di fronte al lettore sia per dare un segnale della serietà del progetto che il Consorzio sta portando avanti - aggiunge Beghi -. Ci sono aziende che hanno aggiunto Classese o che stanno per aggiungerlo in etichetta, al momento solo come nome consortile, in attesa dell’approvazione come denominazione, e aziende che facevano Vsq, che lo hanno mantenuto ma che parallelamente fanno uscire dei Classese». Ancora conferme negli spumanti per il Farfalla, in versione Noir Collection Extra Brut Rosè, di Ballabio (Casteggio) e per il Cruasè “Roccapietra” Extra Brut 2020 di Cantina Scuropasso (Pietra de’ Giorgi), mentre torna Castello di Cigognola (Cigognola) con il Metodo Classico Pas Dosé “Cuvée dell’Angelo” 2020. Ma il Pinot nero non è solo bollicine, non a caso, altri due Tre Bicchieri sono andati a Pinot Nero vinificati in rosso: il “Terrazze Alte”2024 di Tenuta Mazzolino (Corvino San Quirico), al top della guida da quattro anni consecutivi, e “Ottavia”2021, cru di rosso della tenuta Conte Vistarino (Rocca de’ Giorgi) che sarà presentato ufficialmente a Milano il prossimo 19 ottobre. Ottavo anno consecutivo, infine, per il Buttafuoco Storico di Fiamberti (Canneto Pavese) ancora con il “Vigna Solenga” 2022. «Territorio in crescita» «Non era mai successo che in Oltrepò si assegnassero 11 Tre Bicchieri - conclude Beghi -. Già lo scorso anno si era arrivati a nove e sembrava un record. Quando ho iniziato io venticinque anni fa i Tre Bicchieri li prendeva solamente il “Nature” di Monsupello e non sempre. Un segnale di un territorio fortemente in crescita, con aziende importanti e storiche che fanno da traino. Territorialmente, i premi sono concentrati soprattutto tra val Versa e valle Scuropasso, zone notoriamente più vocate per il Pinot Nero».
