

Pavia lancia il suo messaggio: Università fonte di sviluppo per l’agricoltura che ci nutrirà nel rispetto dell’ambiente
PAVIA. L’innovazione non nasce solo come effetto di una programmazione attraverso app e computer. Innovazione è soprattutto cambiare modo di pensare per trovare soluzioni nuove a problemi antichi. Anche in agricoltura. E proprio all’innovazione in agricoltura e ai legami dell’agricoltura con gli altri settori dell’economia, è stata dedicata la tappa pavese di “Alfabeto del futuro”, l’iniziativa del gruppo Gnn per raccontare le migliori energie del Paese. Raccontarle dai territori con le loro specificità, come ha ricordato il direttore editoriale del gruppo Gnn Massimo Giannini. E l’agricoltura è una delle specificità che contraddistinguono il territorio della provincia di Pavia. “La forza della terra” era il titolo della tappa pavese del tour: evento che ha raccontato come l’agricoltura sta cambiando per nutrire il mondo senza inquinarlo.

A coordinare la giornata il direttore della “Provincia Pavese” Andrea Filippi e, da remoto, l’organizzatore del tour Luca Ubaldeschi. Sul palco imprenditori agricoli, industriali dell’agroalimentare e protagonisti dei settori che con l’agricoltura lavorano in sinergia. E l’Università di Pavia che ha appena inaugurato un corso di agricoltura sostenibile. Collegato in video, intervistato da Massimo Giannini, il vice direttore generale della Fao Maurizio Martina spiega che l’agricoltura deve nutrire un mondo che si sta avvicinando ai 10 miliardi di abitanti , ma deve farlo rispettando l’ambiente. «La fame è ancora un problema che riguarda 828 milioni di persone nel mondo, mentre 3,1 miliardi di persone non hanno accesso tutti i giorni a una dieta sana - ha spiegato Martina -. Ci sono tre sfide che dobbiamo affrontare: conflitti, clima e Covid. Le guerre peggiorano sempre la situazione alimentare, così come quella in Ucraina. Poi il clima che sta cambiando e gli effetti della pandemia». Ucraina e Russia, ad esempio, sono esportatori di grano, girasoli e mais soprattutto verso paesi emergenti: «Che ora sono ancora più in difficoltà - ha evidenziato Martina -. Per affrontare le sfide mondiali vanno evitate politiche sovraniste e protezioniste: con mercati chiusi non risolvono i problemi alimentari, anzi peggiorano come dimostra uno studio della Banca Mondiale».

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Sfide internazionali, che si legano anche a quelle locali. Con il caro energia che attanaglia il mondo agricolo.
Questi i temi portanti del dibattito. Con Pavia che rivendica un ruolo centrale. A partire dal nuovo corso magistrale di Agri-food sustainability lanciato dall’università: «Un orgoglio per noi che in questo modo vogliamo aiutare lo sviluppo del territorio», ha evidenziato la prorettrice dell’università Hellas Cena. Ma sostenibilità e verde che devono riguardare anche lo sviluppo urbano: «Puntando sulla rigenerazione di aree dismesse, come stiamo facendo a Pavia», ha spiegato il sindaco della città, Fabrizio Fracassi.
«Un futuro che deve guardare al nostro passato - ha ricordato anche il volto televisivo (pavese) Gerry Scotti -. L'esegesi del futuro passa dalla rispettosa riscoperta del nostro passato. L'alfabeto del futuro c'era già nei geroglifici degli egizi e nelle civiltà mesopotamiche, in chi sapeva leggere gli astri e costruire una piramide».
Poi spazio alle esperienze delle imprese. Sia quelle produttrici, con l’esperienza della dirigente Coldiretti Wilma Pirola che nella sua azienda agricola punta anche sul fotovoltaico «per arginare i costi del caro energia», oppure come la riseria Scotti di Pavia. Un’azienda storica che sta aumentando volumi e consumi energetici «riducendo però le emissioni, con impianti moderni per riutilizzare l’energia che creiamo», ha evidenziato il presidente Dario Scotti. Ma anche chi punta sulle novità, come Paolo Forattini co-fondatore della Local Green di Giussago dove si coltiva insalata in verticale praticamente senza consumo di acqua e di terra. «Un futuro che sarà con macchine ecosostenibili e sempre più intelligenti», ha aggiunto Daniela Ropolo, dirigente Cnh Industrial. «E anche il sistema di banca Intesa San Paolo crede nell’agricoltura e in tutte le attività che finanziamo», ha aggiunto il responsabile della direzione agribusiness della banca Massimiliano Cattozzi.

