

Cronaca
’Ndrangheta, il Comune chiede maxi-risarcimento
PAVIA. Il Comune di Pavia chiederà 300mila euro di risarcimento danni a Franco Bertucca, imprenditore edile di Cura Carpignano condannato, con sentenza definitiva, a 4 anni e 8 mesi per associazione mafiosa e Rocco Coluccio, biologo di Novara (6 anni in Appello). Lo ha deciso la giunta, in applicazione del fatto che, sin dal primo grado, il Comune di Pavia risultava tra le parti civili ed è, quindi, legittimato a ottenere eventuali risarcimenti. Franco Bertucca fu tra i pavesi arrestati nell’ambito dell’opedrazione “Infinito” che, il 13 luglio 2010, gettò improvvisamente luce sulla presenza della ’ndrangheta a Pavia e sul territorio provinciale.

La stessa operazione che portò in carcere l’ex direttore sanitario dell’Asl, Carlo Chiriaco e l’ex avvocato tributarista, Pino Neri. In primo grado, davanti al tribunale di Milano, Bertucca era stato condannato a sei anni, e a risarcire il Comune di Pavia, ma i giudici di secondo grado gli avevano riconosciuto le attenuanti generiche. Davanti alla Cassazione erano stati proposti due ricorsi: quello del procuratore generale, che aveva contestato l'applicazione delle attenuanti, e di conseguenza la riduzione della pena in appello, e quello dell'avvocato difensore dell'imputato Orietta Stella, che dall'avvìo dell'inchiesta aveva tentato di dimostrare l'estraneità del suo cliente all'accusa di avere fatto parte dell'organizzazione criminale mafiosa. Bertucca, per l'esattezza, era accusato di essere capo della "locale" (una cellula della 'ndrangheta) di Pavia, dove avrebbe avuto un ruolo organizzativo. La Cassazione, tuttavia, aveva condiviso l'impostazione della Corte di appello, che aveva parlato nella sua sentenza di "posizione defilata" dell'imputato nell'organizzazione criminale pavese. Anche per questo la pena era stata diminuita dagli iniziali sei anni a 4 anni e 8 mesi.

«Neri, il “politico” della ’ndrangheta»
di Fabrizio Merli
Il Comune di Pavia lamenta un danno d’immagine; per questo motivo, quando ancora la città era amministrata dalla giunta di Alessandro Cattaneo, si era costituito parte civile ai processi penali.
Ma il Mezzabarba si era già mosso per incassare i 300mila euro che la corte di Cassazione gli aveva confermato, a titolo di risarcimento per il danno di immagine, al termine dell'iter processuale che aveva visti imputati Carlo Chiriaco e Giuseppe “Pino” Neri. La decisione era stata presa, nel corso di una riunione della giunta Depaoli, e l'incarico era stato affidato all'avvocato Saverio Bertone. Spettava al legale occuparsi di incassare il danno riconosciuto alla parte civile per la condotta di Carlo Chiriaco e Pino Neri oltre alle spese legali sostenute per tutti i gradi di giudizio.

