

Garlasco, i pm pronti a chiedere il rinvio a giudizio per Sempio
A giorni attesa la trasmissione degli atti al giudice. Dubbi sulla revisione Stasi
GARLASCO. «Tempi stretti». Così nei corridoi della Procura di Pavia si dà per imminente l’attesa mossa dei pm, ovvero la richiesta di rinvio a giudizio per Andrea Sempio (nella foto), indagato nell’inchiesta bis sul delitto di Garlasco. La trasmissione degli atti al giudice che dovrà valutare se avviare un processo oppure no potrebbe avvenire entro questa settimana. Sulla carta i pm avrebbero nove mesi di tempo, ma l’intenzione sembra quella di non attendere oltre. Il giudice, a quel punto, fisserà l’udienza preliminare, che potrebbe però anche essere sospesa in attesa dell’esito della revisione della condanna di Alberto Stasi, che sta finendo di scontare la pena di 16 anni per il delitto.

Gli interrogativi
Il Gup può mandare a processo Sempio in presenza di una sentenza già passata in giudicato per lo stesso fatto? Questo è l’interrogativo da chiarire, perché precedenti non ce ne sono. La difesa di Sempio (attraverso gli avvocati Liborio Cataliotti e Angela Taccia) sta già valutando, a questo proposito, un’istanza di trasmissione degli atti alla Corte costituzionale, perché a detta dei legali «non possono coesistere per lo stesso caso un condannato definitivo in attesa di eventuale revisione e un altro imputato. La revisione deve venire prima perché altrimenti il sistema salta».

Ancora scontro sull’orario della morte di Chiara Poggi
La possibile revisione potrà arrivare da due fronti: uno è quello della difesa Stasi, attraverso gli avvocati Antonio De Rensis e Giada Bocellari, l’altro è quello della procuratrice generale di Milano Francesca Nanni. Ma se il primo è certo, sul secondo non ci sono indicazioni, solo qualche indiscrezione (tutta da verificare) secondo cui la procura generale sarebbe propensa a presentare una istanza alla Corte di Appello di Brescia.
Le altre indagini
A complicare l’iter, già pieno di interrogativi, è anche l’intreccio dell’inchiesta principale con altri due fronti di indagine. Uno riguarda l’operato dei Ris che indagarono nel 2007. Su questo fascicolo il riserbo in procura è massimo, ma gli investigatori sono al lavoro per chiarire alcune anomalie, prima fra tutti quella del Dna sui pedali della bici di Alberto Stasi, le cui analisi avevano fornito anche due esiti nulli mai comunicati all’allora pm Rosa Muscio.
Il secondo fascicolo riguarda l’ipotesi di corruzione e di un condizionamento della prima inchiesta su Sempio che si concluse, nel 2017, con l’archiviazione.

