Cronaca

Case, ditte e terreni dei clan: in provincia 62 beni confiscati

di Maria Fiore

Nel 2015 la provincia di Pavia al sesto posto in Lombardia, Vigevano e Portalbera i centri dove il fenomeno è più esteso

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PAVIA. Terreni, negozi, aziende e, nei luoghi dove la mafia ha investito sul mattone, anche case. Sono arrivati a quota 62 i beni confiscati nel 2015 alla criminalità organizzata in provincia di Pavia. Erano 43 nel 2013: un aumento in linea con i dati nazionali raccolti dall’Agenzia per i beni sequestrati e confiscati a ’ndrangheta, camorra e sacra corona unita.

Ecco la mappa dei beni confiscati realizzata da Confiscati Bene
(dati dell'Agenzia nazionale dei beni sequestrati e confiscati)

Dati che consentono di mappare i luoghi diventati, nel corso degli anni, terre di conquista della criminalità organizzata. I numeri dicono che la provincia di Pavia è al sesto posto in Lombardia per numero di beni confiscati e che la regione stessa, con 1.918 beni tra aziende e immobili, è al sesto posto in Italia, prima tra le regioni del nord (a conferma di come la mafia non riguardi più ormai da tempo, solo il sud), dopo Sicilia, Campania, Calabria, Puglia e Lazio.

La provincia di Pavia arriva invece dopo Milano, Monza, Varese, Cremona e Como, ma precede Mantova (che ha avuto, nel 2015, 17 beni confiscati) e Sondrio (appena 4). Se il numero delle confische dà indicazioni sull’espansione della criminalità organizzata, non c’è da stare tranquilli: la provincia di Pavia, infatti, occupa il 46esimo posto della classifica nazionale, tra 111 province.

La buona notizia, però, è che questi patrimoni vengono, per buona parte, riconsegnati alla società civile. In provincia di Pavia 27 di questi beni sono stati destinati a scopi sociali, mentre per 32 è ancora in corso la procedura di assegnazione. Alcuni, tra questi, sono in stato di degrado e quindi al momento inutilizzabili.

Ma dove si concentrano i beni confiscati? Secondo i dati, il territorio più “colonizzato” dalle mafie è quello di Vigevano e Lomellina, dove già a partire dalla metà degli anni Novanta grosse proprietà sono state confiscate al clan di ’ndrangheta deiValle. Nel territorio di Vigevano sono 18 gli immobili confiscati nel 2015 (uno in più rispetto al 2013), alcuni in seguito alle condanne degli affiliati alla famiglia mafiosa, tra cui il boss Francesco Valle. Tra questi, oltre alla villa del boss, un locale ad uso commerciale in viale Artigianato (valore di 221mila euro) e un appartamento in via San Giovanni di 103 metri quadrati (valore di 71mila euro).

Al clan Valle è stato confiscato anche un fabbricato di due piani ad Alagna e un appartamento di sei vani più garage (che risulta assegnato a una Onlus) a Cilavegna.

Villa delle Statue e il bar Giada requisiti ai Valle

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Ma l’ombra della mafia si è allungata anche su altri territori della provincia. In Oltrepo colpisce il dato di Portalbera, con 14 beni confiscati, il doppio rispetto al 2013. Ma anche il numero di Torrevecchia Pia, dove nel 2015 sono stati sottratti alle mafie 6 immobili, in particolare abitazioni e garage.

Altri beni (5, per la precisione) risultano confiscati a Garlasco, mentre la città di Pavia conta due immobili. Lo stesso numero di Siziano, dove risalta il caso del motel sottratto a un clan mafioso che operava nel traffico degli stupefacenti e che ha mantenuto, anche dopo la confisca, la destinazione di albergo. Anche a Zerbolò sono stati confiscati due immobili, tra cui l’abitazione di un trafficante di droga dal Sudamerica: 476 metri quadrati con box e giardino affidati anni fa dal Comune a un’associazione per disabili.

(Grafici e mappa a cura di Maria Fiore e Anna Ghezzi)

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