
Cronaca
Villa delle Statue e il bar Giada requisiti ai Valle
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VIGEVANO. La villa di corso Togliatti 3, a Vigevano, meglio come conosciuta come "la villa delle statue" (perché lungo il muro di cinta erano collocate statue raffiguranti animali) venne confiscata al clan Valle nel 1995. Il sito www.liberanet.org spiega che l'Agenzia delle Entrate aveva stimato il valore dell'immobile per una cifra superiore ai 370mila euro.
Una villa di oltre 200 metri quadrati, con accesso pedonale e carraio, ampio cortile e rustici per circa 1.200 metri quadrati assegnati alla Croce Azzurra di Vigevano (associazione di volontariato che è inserita nell'ambito del servizo di emergenza del 118 di Pavia) a cui fu assegnato il 18 dicembre 2000. E' stata, nell'estate 2015, una delle destinazioni dei campi organizzati dall'associazione Libera per i giovani che trascorrono giorni d'estate sistemando i beni confiscati ai clan mafiosi.
Ecco la mappa dei beni confiscati realizzata da Confiscati Bene
(dati dell'Agenzia nazionale dei beni sequestrati e confiscati)
Il bar Giada, in viale Artigianato 35, è un altro dei beni confiscati a Vigevano al clan Valle nel 1995. Un immobile dal valore stimato dall’Agenzia del Demanio in 221.000 euro. Secondo gli inquirenti l'allora bar Giada veniva utilizzato dalla famiglia Valle per incontrare collabo ratori e vittime.Dopo la confisca, l'immobile venne prima assegnato al Servizio Francescano, dal 1997 al 2002, che lo adattò a dormitorio. In seguito, viene assegnato a un pool di associazioni: “Caritas Diocesana”, l'associazione “Oltremare”, “Antea”, che vi realizzarono un progetto di accoglienza "con percorsi di reinserimento sociale e lavorativo per uomini italiani e stranieri, con una permanenza possibile massima fino a sei mesi". Dal 2013, con il nome di "Casa Josef" , è gestito dalla “Caritas Diocesana” per decisione del Comune che ha da poco rinnovato la convenzione (per 65.000 euro) fino al 31 dicembre 2016. (d.a.)
