

Vaccino obbligatorio per entrare, Rsa pavesi promuovono la stretta
I direttori: «Personale quasi completamente immunizzato». I sindacati: «garanzia necessaria»
PAVIA. Obbligo vaccinale per tutti i lavoratori delle Rsa da domenica 10 ottobre prossimo: strutture e sindacati in provincia di Pavia sono favorevoli. «Così si garantisce la sicurezza di tutti». Un decreto del governo che riguarda 5.800 ospiti in 85 strutture accreditate dall’Ats. I dipendenti in tutto sono 4.283.
Ad oggi il vaccino è già obbligatorio per gli operatori sanitari delle Rsa, ma non per altre tipologie di personale compreso quello esterno. Mentre già da quest’estate i parenti che vogliono accedere devono essere dotati di Green pass.

Le strutture sono pronte. Le case di riposo provinciali non temono che le nuove norme creino carenze di personale. «I nostri dipendenti sono tutti vaccinati, già da prima - spiega il direttore sanitario del Pertusati di Pavia, Marco Rollone -. Anche gli ospiti che vengono a visitare i parenti hanno tutti scelto la vaccinazione per avere subito il Green pass e poter tornare vicini ai loro cari. Ci sono alcuni parenti nel limbo del Green pass: hanno ricevuto la prima dose e poi non hanno potuto completare il ciclo perché si sono presi il Covid. Ora sono senza certificazione. Comunque garantiamo anche a chi non è vaccinato o con il Green pass la possibilità di vedere i propri cari: lo facciamo con la stanza degli abbracci».
«Il nostro personale è tutto vaccinato, reputo positivo che ci sia anche l’obbligo per i dipendenti esterni: una misura di sicurezza in più a tutela di ospiti e resto del personale» sottolinea Andrea Deplano, direttore del De Rodolfi di Vigevano. Anche i nuovi vertici della Pezzani di Voghera non temono carenze di lavoratori dal 10 ottobre: «Il personale della Pezzani e' tutto vaccinato, ci son osolo tre casi in via di definizione. Questo è fondamentale per proteggere i nostri anziani, soggetti fragili e vulnerabili» analizza il nuovo direttore generale Alfonso Mercuri.

Nelle Rsa pavesi è allarme fragili: «Serve la terza dose di vaccino»
I sindacati a favore. I sindacati, seppur con sfumature diverse, sono a favore delle nuove norme: «Così si toglie ogni dubbio ed interpretazione - sottolinea Americo Fimiani (Cgil) -. Ma anche la possibilità che datori discriminino chi non ha la vaccinazione. Speriamo aumentino le vaccinazioni tra il personale, così non ci saranno problemi per le strutture per avere personale».
«Gli obblighi sono sempre una forzatura, però la logica dice che il Covid uccide subito, e quindi bisogna tutelarsi anche se non si sanno effetti a lungo termine dei vaccini - evidenzia Maurizio Poggi (Uil)- Problemi di personale? Le sacche di resistenza anti vax ci saranno ancora». «Era ora che arrivasse una norma del genere - sottolinea Domenico Mogavino (Cisl) -. Abbiamo vissuto momenti tremendi nelle Rsa, vogliamo tornare tutti alla libertà. Un anno fa aspettavamo i vaccini, ora ci sono e vanno fatti per tornare alla vita di prima. Il personale, in generale, era già tutto vaccinato per lavorare in queste strutture. L’obbligo di fatto già c’era».

