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Regionali, i Cinque stelle premiano Verni ma per il movimento è flop: 4%. E il consigliere resta fuori

Silvio Puccio

Il candidato vogherese è tra i pentastellati più votati della Lombardia. Con settecento preferenze supera il risultato ottenuto cinque anni fa ma resta fuori

Pavia. Una magra consolazione. Il risultato di Simone Verni, vogherese, si può sintetizzare così. Il volto pavese dei Cinque stelle è il secondo più votato in Regione nelle liste del movimento. Con 740 preferenze, supera il risultato personale delle regionali 2018 (cinquecento quelle incassate) e si avvicina ai colleghi del movimento di territori più vasti.

Elezioni regionali in provincia di Pavia comune per comune: da Volpara, dove Fdi è all’87%, a Varzi dove più di un elettore su due è del Carroccio
le mappe del voto

Elezioni regionali in provincia di Pavia comune per comune: da Volpara, dove Fdi è all’87%, a Varzi dove più di un elettore su due è del Carroccio

Anna Ghezzi

Ma il partito che alle politiche di settembre ha incassato il 15 per cento, in provincia si ferma poco oltre i quattro punti: risultato più simile a quello di una lista civica che a un partito che esprime ottanta parlamentari a Roma. Il movimento ha sfiorato il 20 per cento in provincia alle regionali 2018, piazzandosi sopra il risultato regionale. I numeri di Verni sono distanti dalle migliaia di preferenze incassate da esponenti del centrodestra pavese (come Lucchini o Fedegari)ma per il partito-movimento che ha sempre faticato sui territori, la sua è quasi un’eccezione. Specie al Nord e a livello locale, dove i Cinque stelle hanno sempre faticato di più. «Il mio approccio al territorio è stato ben giudicato – dice il politico – ma l’astensionismo ha lasciato campo libero alla destra».

«Premiato lo sforzo»

Il commento a caldo del consigliere uscente (che ieri ha seguito lo spoglio al liceo Grattoni di Voghera come rappresentante di lista) è sull’affluenza: meno del 40 per cento dei pavesi ha votato, e chi ha imbucato la scheda ha scelto la destra di Fontana. «L’astensionismo è stato un problema – dice – perché ha consegnato la Regione a una destra che governa da trent’anni, con gangli di potere radicati che aiutano a consolidare il consenso. È stata una sfida tra Davide e Golia». Sebbene la sfida sia sempre stata impari, Verni è riuscito a lanciare un segnale in controtendenza: «Il mio approccio alla politica è stato tarato sui bisogni della gente e le istanze del territorio: trasporti, sanità e ambiente. Sono sempre stato a fianco di cittadini, associazioni e delle loro esigenze. Ho dialogato con sindaci di ogni colore politico, non solo del movimento. L’attenzione al territorio ha pagato e per questo non posso che ringraziare. Ma il risultato rimane quello che è». Tra le cause del flop, Verni esclude l’apparentamento col partito democratico e il resto del centrosinistra, mentre i Cinque stelle laziali hanno corso da soli: «Due terzi degli iscritti hanno votato il programma condiviso. L’astensionismo e campagna elettorale infelice nei tempi hanno influito. Chi aveva più potenza di fuoco si è mosso con anticipo sul percorso».

Regione, in provincia di Pavia eletti Lucchini (Lega), Mangiarotti (Fdi), Invernizzi (Fi) e Cantoni (Lombardia ideale). Fuori Verni e i candidati pavesi del Pd
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Regione, in provincia di Pavia eletti Lucchini (Lega), Mangiarotti (Fdi), Invernizzi (Fi) e Cantoni (Lombardia ideale). Fuori Verni e i candidati pavesi del Pd

«Manca la struttura»

Che Verni sia un’eccezione in un movimento senza radici lo ricorda anche Silvia Baldina, consigliera a Vigevano e coordinatrice della campagna elettorale del movimento: «Il risultato è deludente – dice – è mancata una struttura locale che non ci ha consentito di raccontare al meglio i punti del nostro programma. La forte astensione che ci fa capire quanto la gente sia stufa e non creda più nella politica: un campanello d’allarme che deve far riflettere». Fa eco Enrico Battaglia, ultimo per preferenze tra i candidati pavesi del movimento: «Tutta la coalizione è andata male, ma noi abbiamo ragionato troppo a livello dirigenziale guardando meno al territorio. Molti hanno votato senza esprimere una preferenza: vuol dire che i candidati non sono percepiti come un riferimento per l’elettore».

Fdi in provincia di Pavia vale metà centrodestra, Lucchini (Lega) record di preferenze
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Fdi in provincia di Pavia vale metà centrodestra, Lucchini (Lega) record di preferenze

Stefano Romano