
Papa Leone XIV, gli Agostiniani in festa: «Tornerà a Pavia a dire grazie al Santo»
PAVIA. C'è comprensibile euforia nella famiglia agostiniana di Pavia. Dopo il forte legame che legava Benedetto XVI ad Agostino, è arrivato ora un Papa agostiniano (il primo della storia), che addirittura volle essere presente nella nostra città lo scorso 25 febbraio 2024 per concludere le celebrazioni del tredicesimo centenario della traslazione del corpo del santo padre della Chiesa a Pavia.
«Io da pellegrino a Pavia»
Fu Prevost infatti a presiedere il solenne pontificale prima della reposizione dell'urna, come cardinale prefetto del dicastero dei vescovi. «Vengo qui come pellegrino, vengo a pregare un grande padre della Chiesa e un grande pastore», aveva detto l'allora cardinale Prevost. Padre Gianfranco Casagrande, priore della comunità agostiniana, non nasconde la sua gioia per questa elezione inaspettata, ma che ora apre scenari affascinanti per Pavia, visto il grande affetto che il neo-Papa nutre per sant'Agostino.

«Non ci sarà neanche bisogno di invitarlo – sorride padre Casagrande – sono sicuro che sarà lui stesso a chiederci di poter venire per ringraziare il santo e pregare sulla sua tomba». Già in altre due occasioni quello che oggi è Papa Leone XIV era stato a Pavia: nel 2011 l'allora priore generale dell'ordine Agostiniano alla basilica di San Pietro in Ciel d'oro aveva celebrato l'eucarestia nella giornata che aveva visto la presenza dei pellegrini del Cammino di Sant'Agostino. E ancora prima, il 21 aprile 2007, aveva affiancato Papa Benedetto XVI nel Cortile del Convento adiacente alla basilica per la benedizione della prima pietra del Centro Culturale Agostiniano "Benedetto XVI».
Forte amicizia
Il priore Casagrande ha un legame di amicizia con il nuovo Pontefice, come racconta egli stesso. «Abbiamo lavorato insieme in più occasioni – racconta – perché quando lui era priore generale della Provincia Agostiniana io ero priore provinciale. E con lui sono anche stato a visitare la missione di Trujillo, in Perù, dove lui era direttore del progetto di formazione comune degli aspiranti agostiniani dei vicariati di Chulucanas, Iquitos e Apurímac. Insomma è sempre stato un punto di riferimento per me».
Da una conoscenza così approfondita padre Casagrande ha derivato quindi delle certezze in merito al carattere del Papa novello. «Sono molto contento di questa sua elezione – spiega Casagrande – farà molto bene perché è una persona con cui si può dialogare, che sa anche ascoltare ed è molto intelligente. Ha due lauree, una in filosofia e l'altra in matematica, che lo hanno aiutato a completare tutti gli aspetti delle sue riflessioni ed è anche dotato di profonda cultura, visto che oltretutto parla correntemente ben sette lingue». Inoltre padre Casagrande svela anche le ragioni per cui, a suo avviso, ha scelto di chiamarsi Leone XIV. Se molti sono stati sorpresi da questa decisione, il priore agostiniano non lo è per nulla e spiega il perché.
Perché Leone XIV
«Io vedo in questa sua scelta un percorso di continuità nel solco di Papa Leone XIII – dice – che era protettore dell'Ordine Agostiniano per le sue origini presso Carpineto Romano. Tanti agostiniani furono resi santi e beati da Leone XIII, in primis Santa Rita. Ebbe insomma un legame empatico con il nostro Ordine. E quindi ecco la ragione per cui padre Prevost ha scelto di esserne il successore. Oltretutto so per certo che è sempre stato molto legato alla dottrina sociale della Chiesa e molto attento alle questioni sociali in generale. Aveva molto a cuore l'enciclica Rerum Novarum di Leone XIII».Daniela Scherrer

