Cronaca

«Mio marito morto di Covid al San Matteo, spariti gli anelli»

Mauro Depaoli

Gropello, il racconto della donna: «Mi è arrivato il sacco con i suoi effetti personali, mancavano gli ori e il cellulare» 

GROPELLO CAIROLI. Per lei al dolore della perdita del marito si è aggiunto quello di non avere più nemmeno gli oggetti che quel legame simboleggiavano. Nives Gabetta, 54 anni, aspetta da quasi tre mesi di riavere gli effetti personali del marito Francesco Castoldi, 62 anni di Gropello, morto l'1 aprile per il Covid-19 al San Matteo di Pavia. Nel reparto di Terapia intensiva il bancario, molto conosciuto nel centro lomellino, è stato ricoverato per una decina di giorni, sino alla sua morte. Ma non sono più state trovate la fede nuziale sua e quella del nonno materno, che portava al dito, un anello Tuum, 5 braccialetti, due in oro e altri in acciaio, e il cellulare, un Samsung J610 comprato un anno fa.

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Nives Gabetta è guarita da soli 15 giorni dal Coronavirus, malattia contratta insieme al marito viaggiando quotidianamente verso Milano, dove lei lavora in Posta e il marito lavorava in banca. «Comprendo che al San Matteo medici ed infermieri erano impegnati nel tentativo di salvare il maggior numero di vite possibile – dice la vedova, – ma sarebbe bastato spendere un minuto in più per recuperare gli oggetti di cui lamento l'assenza, non tanto per il loro valore intrinseco, bensì per quello affettivo. Avrebbero potuto magari metterli in una tasca del giubbotto di Francesco, che mi è stato fatto recapitare a casa».

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L'odissea degli effetti personali di Francesco Castoldi inizia circa una settimana dopo la sua morte. «Io stavo ancora molto male a causa del virus – prosegue Nives, – faticavo a respirare ed ero in quarantena. Alcuni militi di Gropello Soccorso si offrirono di andare in ospedale a recuperare tutti gli oggetti che mio marito aveva con sé al momento del ricovero».

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I volontari del sodalizio tornarono con un sacco con la scritta Castoldi. La vedova apre il sacco e trova la prima sorpesa. «Dentro – spiega Nives Gabetta – c'era dei capi di vestiario che non appartenevano a mio marito. Evidentemente si era verificato uno scambio di persona. Per cui rimando al mittente il tutto e dopo una serie di telefonate e segnalazioni, dopo qualche giorno mi viene consegnato un altro sacco. Questa volta all'interno ci sono la giacca di mio marito, il portafoglio con i documenti e il denaro, il carica batterie del cellulare, ma senza il cellulare né i gioielli».

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Riparte quindi la ricerca. «Ho inviato una mail, come mi è stato indicato dall'Ufficio relazioni con il pubblico – continua la vedova, – con la descrizione degli oggetti mancanti, ma non ho avuto risposte. Sembra si siano volatilizzati. Non voglio lasciar cadere la questione, se necessario farò un esposto alle forze dell'ordine. Sono rimasta sola: lo scorso 18 maggio a 84 anni è morta anche mia mamma Maria Adele, forse per l'eccessivo dolore, e di mio marito non ho neppure i ricordi più cari» . —

Mauro Depaoli