

«L’avevamo detto, zone d’ombra nel vino». La Cantina Torrevilla: ora pulizia totale
TORRAZZA COSTE. «Avevamo detto che c’erano delle zone d’ombra, ma è sbagliato attaccare tutto il mondo delle cantine cooperative». Incalzato dai giornalisti, il presidente della “Torrevilla Viticoltori Associati”, Massimo Barbieri, ha commentato così le ultime vicende che hanno coinvolto la cantina sociale di Canneto Pavese, nel corso dell’incontro di presentazione dell’avvio dei lavori di riqualificazione della cantina di Codevilla, che si è svolto ieri nella sede di Torrazza Coste.
«Sia fatta pulizia»
«Spero che questo scandalo porti a galla tutte le realtà che non lavorano in modo corretto – ha aggiunto Barbieri – altrimenti tra due anni saremo ancora qui a parlare di questo. Non ho apprezzato, però, chi ha trovato l’occasione per denigrare il lavoro delle cantine cooperative e dei piccoli produttori».
Un accenno anche alla situazione del Consorzio, da cui Torrevilla era uscita in polemica dopo le ultime elezioni e in cui sembra, al momento, non voler rientrare anche dopo l’ultimo appello lanciato dall’assessore regionale Rolfi a Riccagioia lunedì scorso: «Quello che dovevamo dire lo abbiamo detto e scritto ai tavoli in Regione – ha tagliato corto il presidente -. La soluzione non è certo quella di allargare il Cda del Consorzio. Comunque siamo pronti a confrontarci con l’assessore».

I progetti futuri
Torrevilla, intanto, pensa ai suoi progetti futuri, legati alla qualità dei prodotti e alla valorizzazione del Metodo Classico: e la riqualificazione della cantina di Codevilla, per cui saranno investiti 1,5 milioni di euro, è un passaggio importante di questo percorso a 360 gradi. «I lavori porteranno alla creazione della cantina del Metodo Classico, dove verrà lavorata tutta la produzione di bollicine dell’azienda – ha spiegato Barbieri -. La cantina sarà costruita con tutti i più moderni criteri di sosteniblità ambientale, andando anche a recuperare le vasche in cemento armato della torre vinaria che non sono più utilizzabili per questioni di sicurezza, in modo da poter stoccare fino a 300/350 mila bottiglie. Questo è il primo step a cui seguirà l’ampliamento della bottega di vendita del vino e la creazione di una sala di degustazione per l’accoglienza di turisti e visitatori».

La tracciabilità
Anche Torrevilla è decisa a spingere ancora di più sulla tracciabilità per far fare ai suoi prodotti un ulteriore salto qualitativo. «La produzione di Metodo Classico è cresciuta progressivamente negli ultimi anni – ha dichiarato il direttore Gabriele Picchi -. Torrevilla ha iniziato il primo progetto qualità con la ricerca dei vigneti migliori nel 1997 e in questi venti anni l’azienda si è strutturata per la lavorazione di qualità di tutto il comparto vitivinicolo, convertendo la tipologia di prodotti su cui ha voluto investire. Negli anni scorsi abbiamo perfezionato lo studio del terroir e della zonazione dei vigneti per arrivare oggi ad un programma gestionale che ci permette di tracciare il prodotto arrivando fino alla particella di vigneto di provenienza». Con l’obiettivo di avere prodotti top da lanciare sul mercato: «Ci stiamo inserendo nella ristorazione di livello e nella grande distribuzione, per questo è importante avere un prodotto di alta gamma – ha sottolineato il professor Leonardo Valenti, docente dell’università di Milano e consulente della cantina -. La nuova cantina ci consentirà di aumentare lo stoccaggio delle bottiglie Metodo Classico, in modo da poter lasciare a riposare anche più tempo le annate importanti, cosa che ora non siamo in condizioni di fare se non per partite molto piccole». —
Oliviero Maggi

