

Elezioni regionali, scrutatori reclutati sul filo di lana
PAVIA. L’esodo degli scrutatori ha colpito la provincia di Pavia. Mai come quest’anno è stato difficile per gli uffici elettorali reclutare il personale da destinare alle votazioni, perché sono stati tantissimi gli scrutatori che per un motivo o per l’altro hanno rifiutato in massa la convocazione.

Le cifre
Il Comune di Pavia ne ha sostituiti 125 su 354 (il 35%) e in maniera non troppo diversa è andata anche a Voghera e Vigevano, dove sono stati arruolati con una certa fatica i rispettivamente 158 e 254 scrutatori necessari per istituire i seggi. Difficile dire si il medesimo trend abbia interessato anche i presidenti (93 a Pavia, 41 a Voghera e 66 a Vigevano) che essendo nominati dalla Corte d’Appello, non sono stati sostituiti dagli uffici elettorali.

I dati, comunque, sono ancora parziali: solo oggi, quando i seggi verranno ufficialmente istituiti, si potrà fare il conto ufficiale delle defezioni. In caso mancassero degli scrutatori, il presidente stesso sarà autorizzato a cercare un sostituto, mentre se mancherà un presidente, la palla passerà all’ufficio elettorale comunale.
Quanto al numero degli elettori, sono chiamati alle urne 442.013 pavesi, di cui 215.608 uomini e 226.405 donne.

L’impegno richiesto
Uno scrutatore percepisce per le elezioni regionali (che comunque prevedono il voto disgiunto e le preferenze, e quindi uno spoglio non particolarmente rapido) 120 euro, mentre il presidente ne percepisce 150. Meno prendono coloro che saranno impiegati all’interno dei seggi speciali, quelli istituiti negli ospedali e nei luoghi di cura con almeno 100 e fino a 199 posti-letto o negli istituti di detenzione. Per loro, che svolgono meno ore perché hanno il compito di raccogliere esclusivamente i voti degli elettori che non possono recarsi a votare nel seggio di appartenenze, è previsto un compenso di 90 euro per i presidenti e di 61 euro per gli scrutatori.
L’impegno comincia oggi pomeriggio con l’istituzione del seggio (che prevede la timbratura delle schede e le operazioni preliminari) e prosegue domani (dalle 7 alle 23) e lunedì dalle (7 alle 15) per le votazioni vere e proprie. Chiusi i seggi, si procederà allo spoglio, che potrebbe durare diverse ore, indicativamente dalle due alle quattro salvo problemi durante lo spoglio.
In totale un impiego di tempo che si aggira intorno alle 28 ore, pagate, conti alla mano, qualcosa come 4,30 euro l’ora per gli scrutatori dei seggi ordinari e 5,35 euro l’ora per i presidenti di seggio.
Cifre poco allettanti soprattutto se si considerano le responsabilità che l’incarico comporta.
I motivi delle defezioni
Il primo motivo delle mancate adesioni, quindi, potrebbe essere proprio quello economico. Soprattutto tra i lavoratori, che per una cifra così irrisoria preferiscono di gran lunga andare in ufficio.
Per tanti, il problema però sarebbe anche il lavoro stesso: cadendo le elezioni di lunedì, molti avrebbero problemi a lasciare vuota la scrivania, nonostante prendere parte ai seggi sia un diritto tutelato dalla legge.
Ad aver gentilmente declinato l’offerta sono stati quest’anno anche molti studenti, che rappresentano storicamente un bacino di utenti abbastanza numeroso. Perché? Perché il tempismo con cui cadono le elezioni quest’anno è infelice: a febbraio gli studenti universitari sono in piena sessione invernale, e se non hanno l’esame proprio lunedì comunque non possono permettersi di perdere due intere giornate di studio per presenziare ai seggi.

