la svolta

Cristina Frazzica uccisa da uno yacht pirata a Napoli, soccorritore indagato per omicidio colposo: «Non ce ne siamo accorti»

Adriano Agatti

Si tratta dell'avvocato Guido Furgiuele. Secondo gli investigatori ha investito il kayak (forse senza rendersene conto) e si è allontanato. Poi è tornato indietro

VOGHERA. C’è un indagato per omicidio colposo e omissione di soccorso nell’inchiesta per la morte di Cristina Frazzica, la 30enne vogherese che, domenica pomeriggio, è stata investita e uccisa da un’imbarcazione pirata nel golfo di Napoli. L’indagato è l'avvocato Guido Furgiuele, figlio di Alfonso, noto penalista napoletano, che risulta essere il proprietario dell'imbarcazione individuata dalle forze dell’ordine nell’ambito delle indagini in corso, è già stato interrogato. Proprio lui ha prestato soccorso al superstite: l’ipotesi è che, dopo aver causato l’incidente costato la vita a Frazzica, chi era alla guida dell’imbarcazione si sia allontanato e poi sia tornato indietro. Il segnale di Sos, infatti, è stato lanciato circa 30 minuti dopo l’impatto proprio dal natante che ha recuperato il giovane sopravvissuto. Il corpo senza vita di Cristina è stato trovato invece a poca distanza dal luogo dell’impatto dai soccorritori. Ma chi era alla guida si è allontanato consapevole di quanto accaduto oppure non si è accorto del kayak? «Non ci ha visti, andava veloce» ha spiegato Vincenzo Leone, il sopravvissuto.

Incidente sul kayak, il racconto choc del superstite: 'Lo yacht che ha ucciso Cristina non ci ha visti, andava veloce'
il sopravvissuto

Incidente sul kayak, il racconto choc del superstite: 'Lo yacht che ha ucciso Cristina non ci ha visti, andava veloce'

L’indagato

«Io e i miei sei ospiti non abbiamo avvertito alcun impatto. Uno dei miei ospiti ha visto a poppa un ragazzo sbracciarsi e siamo tornati indietro per soccorrerlo. Lui ha detto che la ragazza era stata investita da una barca velocissima ed eravamo convinti che non fosse la mia. Più di soccorrerlo e dare l'allarme non potevamo fare". A parlare con l'Ansa è l'avvocato Guido Furgiuele, il penalista indagato dalla procura di Napoli nell'ambito delle indagini sulla morte della ricercatrice Cristina Frazzica.

Il cantiere navale

L’imbarcazione pirata sarebbe un cabinato di 18 metri inquadrato domenica dalle telecamere della videosorveglianza installate a villa Rosebery, la residenza partenopea del presidente della Repubblica. Gli investigatori puntano su questo yacht ma sarebbero state sequestrate altre due imbarcazioni simili. L’imbarcazione era custodita in un cantiere navale: gli investigatori della capitaneria di porto, coordinati dal magistrato di turno della procura della Repubblica di Napoli, l’hanno trovata più a sud rispetto a dove è avvenuta la tragedia. Le ricerche dello yacht erano iniziate già domenica, soprattutto nella zona di Mergellina, ma i primi accertamenti non avevano ottenuto esiti positivi. E così gli uomini della capitaneria di porto di Napoli avevano visionato le immagini delle telecamere della videosorveglianza di villa Rosebery, che avrebbero registrato il momento dell’arrivo dell’imbarcazione pirata, ad oltre cento metri dalla riva, e il momento del tragico impatto.

Gli investigatori hanno girato i cantieri navali della zona e, ieri mattina, sono arrivati ad uno yacht identico a quello dei filmati. L’avrebbero fatto vedere ad alcuni testimoni che l’avrebbero riconosciuto. Così è stato sequestrato ed è stato messo a disposizione dell’autorità giudiziaria che dovrà disporre le perizie sui natanti che potranno fornire la conferma sull’identificazione della barca killer.

Intanto il corpo di Cristina Frazzica è a disposizione della procura per lo svolgimento dell’autopsia: l’ esame dovrebbe anche consentire di scoprire se Cristina sia morta sul colpo, oppure se un soccorso tempestivo avrebbe potuto salvarle la vita.

Il ritorno della salma a Voghera, per lo svolgimento dei funerali, è previsto tra qualche giorno.

Il cordoglio a Voghera

Tutta Voghera è in lutto. Nessun clamore elettorale è bastato a distogliere l’attenzione della città dalla tragica scomparsa di Cristina Frazzica. La biotecnologa 30enne studiava per un master all’Università Federico II e stava svolgendo un tirocinio alla PharmaTech Academy di Scampia ma era molto benvoluta nella città in cui aveva vissuto fino a pochi anni fa (di origine era calabrese, di Taurianova). Tanti i messaggi di cordoglio apparsi nelle scorse ore sui social: l’hanno ricordata gli insegnanti (si era diplomata al Maserati), gli amici, la sezione locale del Partito Democratico e molti altri che hanno incrociato il suo percorso. Ieri la sindaca Paola Garlaschelli ha acceso un cero virtuale in sua memoria sulle pagine istituzionali: «La notizia della prematura e tragica scomparsa della giovane Cristina Frazzica – ha scritto - è motivo di dolore e raccoglimento per comunità vogherese tutta. L’amministrazione comunale e la città partecipano al profondo dolore della famiglia».

Al coro dei ricordi si è unita anche la Croce Rossa locale, di cui Cristina aveva fatto parte tra il 2010 e il 2015: «Cristina – ha scritto la presidente Chiara Fantin - ti ricordiamo ragazzina in Croce Rossa, attiva con il gruppo giovani. Sempre sorridente. Come dimenticare quel sorriso che non negavi mai a nessuno. Gli studi e il lavoro ti hanno portata lontana da noi ma di certo non possiamo dimenticare tutto quello che ci hai dato. Ti porteremo sempre nel cuore». Una sua foto è stata postata dall’associazione sportiva Taekwondo Centro Arti Marziali di Pavia, dove Cristina si allenava insieme alla sorella gemella Martina prima di trasferirsi a Napoli. —

Serena Simula