Cronaca

Canneto, altri quattro indagati per la frode del vino, al setaccio 36 aziende

Adriano Agatti e Maria Fiore

La Finanza ha sequestrato 39mila euro a casa di uno degli arrestati. Via agli interrogatori delle persone fermate nel blitz di mercoledì

CANNETO. Frode del vino alla Cantina sociale di Canneto Pavese: l’inchiesta si allarga e potrebbe portare a clamorosi sviluppi anche fuori dai confini provinciali. Ci sarebbero, intanto, altre quattro persone iscritte al registro degli indagati.

Cinque persone, tra amministratori, mediatori e enologi, sono finiti agli arresti domiciliari con l’accusa di associazione per delinquere finalizzata alla frode in commercio, mentre due fornitori hanno l’obbligo di firma dai carabinieri.

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Gli accertamenti, ancora in corso, riguardano i clienti che hanno acquistato vino contraffatto, per lo più in maniera inconsapevole, i produttori che hanno conferito uve ma anche alcuni laboratori di analisi.

Le perquisizioni

I militari della Guardia di finanza di Voghera hanno perquisito 28 aziende del nord Italia, la maggior parte acquirenti del vino «taroccato» prodotto e venduto dalla cantina oltrepadana.

L’obiettivo degli investigatori, coordinati dal procuratore aggiunto Mario Venditti e dal sostituto procuratore Paolo Mazza, è di eseguire controlli incrociati tra le fatture emesse negli uffici di Canneto e quelle effettivamente contabilizzate dai clienti. I finanzieri, attraverso queste verifiche amministrative, vogliono scoprire eventuali differenze che potrebbero rafforzare l’ipotesi della truffa. Nessuna accusa è stata avanzata nei confronti dei titolari delle aziende-acquirenti del vino della Cantina Sociale di Canneto, che risultano parte lesa.

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Maria Fiore


Tra loro ci sono l’Enoitalia di Bardolino, in provincia di Verona, la Cdz S.r.l. di Calamandrana nell’Astigiano, la Castel del Lupo di Calvignano, ma anche aziende della grande distribuzione come la Conad che ha acquistato 10.800 bottiglie di Buttafuoco e la Coop che ha commercializzato i prodotti di Canneto con il marchio Assieme.

Altre aziende coinvolte nell’operazione partita da Canneto Pavese sono l’Araldica vini di Castel Boglione, in provincia di Asti, e la Zonin di Gambellara nel Vicentino.

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O.M.


I conferitori

Diversa è la situazione dei fornitori di uva e mosto alla Cantina sociale. Il personale della Guardia di finanza ha perquisito sette aziende agricole, tutte della zona di Stradella, e una ditta che si occupa di imbottigliamento.

L’obiettivo è di scoprire se, effettivamente, sono state emesse fatture per indicare false consegne alla cantina perquisita.

Ieri, nel corso di alcune perquisizioni, i militari della Guardia di finanza di Voghera hanno sequestrato 5mila euro in contanti e assegni in bianco per 39mila euro a Claudio Rampini, uno dei principali protagonisti dell’inchiesta. Altri 17 mila euro sono stati sequestrati a Claudio Orlandi, uno dei due imprenditori agricoli che ha l’obbligo di firma e diecimila euro, oltre ad una carabina Bayard calibro 12, al titolare di una ditta di imbottigliamento.

Per eseguire le perquisizioni gli uomini delle fiamme gialle hanno impiegato anche un “cash dog”, un cane specializzato nella ricerca di denaro, in grado di “fiutare” e scovare banconote.

Sono state raccolte dai finanazieri anche le testimonianze di alcuni dipendenti della cantina di Canneto Pavese.

Altre persone saranno sentite nei prossimi giorni.

Gli interrogatori

Questa mattina, in tribunale a Pavia, sono fissati gli interrogatori di Claudio Rampini, 53 anni, mediatore di vini di Santa Maria della Versa, e dell’enologo Massimo Caprioli, 58 anni, di Stradella. Rampini (difeso dagli avvocati Marco Casali e Filippo Frattoni Realdo) e Caprioli (difeso dall’avvocato Debora Rinaudo) sono agli arresti domiciliari da mercoledì e oggi hanno l’occasione di spiegare le loro ragioni (ma potrebbero anche decidere di non rispondere alle domande del giudice Luisella Perulli). Ancora da fissare gli interrogatori degli altri indagati, sempre ai domiciliari: Alberto Carini, 36 anni, di Castelverde, in provincia di Cremona, presidente e consigliere delegato del Cda della Cantina sociale di Canneto (difeso dall’avvocato Giovanni Benedini di Cremona); Aldo Venco, enologo di 65 anni, residente a Casteggio, ex consigliere esterno della Cantina sociale di Canneto (avvocato Isabella Cerutti); Carla Colombi, 65 anni, abitante a Montescano, impiegata e vicepresidente. Saranno sentiti anche i due conferitori con l’obbligo di firma: Cesare Forlino, 30 anni, di Borgo Priolo (avvocato Paolo Zambianchi), e Davide Orlandi, 48 anni di Santa Maria della Versa (avvocato Carlo Alberto Genovese). —