Immagine generata con Claude Opus 5.5
Immagine generata con Claude Opus 5.5
aNIMALI & DIRITTO

Se il ladro viene morso in casa dal tuo cane, devi risarcirlo?

Filippo Portoghese

La nostra rubrica su diritto e tutela del benessere degli animali, tenuta dall’avvocato Filippo Portoghese

Immagina la scena... Un ladro forza una finestra, entra in casa e si trova muso a tartufo con il tuo cane che morde l’improvvido. Il ladro può chiederti i danni eventualmente subiti anche e soprattutto se avevi esposto il famoso cartello “Attenti al cane”?

Le casistiche

Diffida delle risposte salomoniche. Il ladro ha volontariamente creato una situazione di pericolo e se il tuo cane reagisce all’intrusione e morde non è impensabile potere escludere la tua responsabilità quale proprietario del cane. Ma attenzione. Un conto è la naturale e rappresentata reazione del cane altro sarebbe liberarlo deliberatamente e istigarlo all’aggressione. Soprattutto se il ladro ha già preso la via di fuga.

Difendere la propria casa è legittimo. Trasformare un animale in uno strumento offensivo è un’altra cosa. Quindi non necessariamente il ladro morso dal tuo cane deve essere risarcito. Personalmente eviterei comunque di affidare a un cane il compito di fare l’antifurto. Per proteggere una casa esistono porte blindate, telecamere e allarmi. Il cane dovrebbe avere un altro mestiere: fare il cane.

La domanda dei lettori

Ci scrive un nostro lettore, chiedendo il parere dell’avvocato Portoghese. Se volete farlo anche voi scrivete a lettere@laprovinciapavese.it.

Avendo un’abitazione rurale con stalla ospitante fino agli anni 1980 numero 2/3 capi di bestiame da reddito mi è balzata alla mente l’idea di ravvivare la corte con un piccolo pony. Recandomi all'Asl per aprire il noto codice stalla, ma, attenzione, quello a detenzione familiare (fino a 2 capi senza obbligo di letamaia e senza commercializzazione) dopo un estenuante rimpallo di responsabilità tra Asl con veterinari precari e volti nuovi ogni volta e l'ufficio Suap del mio Comune (560 abitanti) mi viene negato irremovibilmente. Non nascondo che attorno alla mia abitazione sono sorte ultimamente nuove abitazioni e nonostante i fumosi regolamenti zoootecnici comunali i funzionari si ostinano a dichiarare l’area in esame urbana o a uso residenziale. Viste le piccole dimensioni dell’animale, mi è stato suggerito di chiedere il permesso ai vicini, ma vi è il rischio di sanzioni».

Immagine creata con Claude Opus 5.5
Animali e diritto

Affitti, il proprietario può vietare animali. Ma può davvero mandare via l’inquilino?

Filippo Portoghese

La risposta dell’avvocato Portoghese

«Gentile lettore, anche per un solo pony sussistono obblighi di identificazione e registrazione nell’anagrafe degli equidi, con rilascio del relativo passaporto, indipendentemente dalla finalità commerciale o amatoriale della detenzione. Lo prevede il decreto legislativo n. 29 del 2011. Trattandosi di un terreno inserito in un’area qualificata come residenziale o urbana non si può prescindere da norme o regolamenti comunali che ammettano o escludano la presenza di stalle, ricoveri o strutture destinate alla detenzione di equidi quale è il suo pony. Diffidi da un eventuale accordo con i vicini che non giustificherebbe la eventuale violazione di precise norme di varia natura. Le suggerisco di rivolgere richieste formali e scritte all’Ats competente come al Comune, chiedendo altrettante risposte scritte meglio valutabili in caso di ulteriore loro diniego».