

Immagine creata con Claude Opus 5.5
Animali e diritto
Affitti, il proprietario può vietare animali. Ma può davvero mandare via l’inquilino?
La nostra rubrica su diritto e tutela del benessere degli animali, tenuta dall’avvocato Filippo Portoghese
Può un contratto di affitto vietare a chi vive nella casa di avere animali? E la violazione del divieto è sufficiente per ottenere la risoluzione del contratto e dunque mandarti via?
Cosa succede
Immaginiamo che Tizio conceda in locazione il proprio appartamento a Caio con espresso divieto di detenere animali. Caio, nonostante la clausola, tiene in casa un cane, peraltro di grossa taglia. Il proprietario chiede la risoluzione del contratto. Chi ha ragione? Il divieto contrattuale di detenere animali è legittimo e non costituisce una clausola vessatoria. Poco importa il nuovo sentire sociale, certamente favorevole alla convivenza tra persone e animali. Il proprietario ha il diritto di stabilire limiti all’utilizzo dell’appartamento. E poco conta che per il codice civile un regolamento condominiale non può vietare di possedere o detenere animali domestici.Il proprietario può non volere animali nel proprio immobile concesso in locazione. Punto e a capo.
Cosa dice la legge
Ma la violazione di tale divieto comporta automaticamente la risoluzione del contratto di locazione? No. Anche se la clausola è valida e la sua violazione accertata, occorre valutare la gravità dell’inadempimento. Si potrebbe sostenere che la violazione di scarsa importanza, soprattutto se il locatore non dimostra concreti e gravi disagi.
È accaduto in una vicenda decisa dalla Corte d’Appello di Napoli (sent. n. 1254/2025): pur ritenendo valido il divieto del proprietario, la Corte non ha risolto il contratto. Il conduttore, rinunciando a tenere l’animale, ha potuto continuare ad abitare nell’immobile. Morale? Vietare si può. Mandare via l’inquilino è un’altra storia.
