la mostra

Gli arazzi celebrativi della Battaglia di Pavia, i capolavori fiamminghi in arrivo dagli Usa ed esposti a settembre

m.g.p.

Il castello Visconteo ospiterà la grande mostra fino a gennaio 2026. Una seconda sezione è dedicata alla produzione artistica dell’epoca

Sette maestosi arazzi, tessuti in quattro anni, tra il 1528 e il 1531, dalla manifattura fiamminga di Jan e Willem Dermoyen su disegni di Bernard von Orley. Arriveranno direttamente dagli Stati Uniti dove stanno raccogliendo un clamoroso successo di pubblico. Dal 18 settembre saranno esposti al castello Visconteo, protagonisti attesissimi della mostra Pavia 1525: la città, le arti, la battaglia, mostra a cura di Francesco Frangi, Pietro Cesare Marani, Mauro Natale , Laura Aldovini. E per la sezione arazzi: Carmine Romano. Con la supervisione della dirigente del settore Cultura Ivana Dello Iacono.

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Maria Grazia Piccaluga

La mostra si articolerà in due grandi sezioni. La prima dedicata agli arazzi di Capodimonte, un ciclo con una storia avvincente, da quando venne donato a Carlo V, passando poi ad altri componenti della famiglia e giunto in possesso dei marchesi d’Avalos di Vasto e Pescara, e infine donati da Alfonso d’Avalos allo Stato italiano nel 1862.Questo capolavoro dell'arte tessile rinascimentale è stato recentemente restituito al grande pubblico dopo un importante intervento di restauro.

La seconda sezione è invece dedicata al contesto storico-artistico della città tra fine Quattrocento e il 1525. E si aprirà con la figura di Donato de’ Bardi, pittore attivo in prevalenza a Genova, ma che orgogliosamente si firma Papiensis, precursore dello sviluppo dell’arte rinascimentale a Pavia e fondamento per tutta la pittura lombarda del Quattrocento. I nuclei intorno a cui si svilupperà il percorso sono: la Certosa, il Duomo, la città.

La prima parte è dedicata allo straordinario cantiere della Certosa di Pavia, un cardine per l’arte lombarda, anche per la presenza dei capiscuola dell’arte della regio ne, come il Bergognone. La seconda parte si incentra sulla ricostruzione della cattedrale pavese. «E la terza parte – spiegano i curatori – si propone di rendere visibili i riverberi di questa vivace congiuntura nella produzione degli artisti pavesi impegnati nella pittura , nella scultura in legno e nella miniatura. Prenderanno così corpo e verra nno presentate per la prima volta a confronto tra loro le personalità di pittori come Bernardino Lanzani, Bartolomeo Bonone, il cosiddetto Maestro della Deposizione di Pavia, il Maestro delle Storie di Sant’Agnese, oltre ad esempi dei maestri intagliatori come i fratelli De Donati e Giovan Angelo Del Maino, artista che fu tra i più nobili interpreti della scultura lignea nell’Italia di primo Cinquecento». m.g.p.