Il 47enne responsabile azzurro dell’asta in una foto-simbolo a Parigi davanti ai cinque cerchi olimpici
Il 47enne responsabile azzurro dell’asta in una foto-simbolo a Parigi davanti ai cinque cerchi olimpici
parigi 2024

Giannini promuove l’atletica azzurra a Parigi 2024: «Siamo quinti al mondo, 3 medaglie bel bottino»

M.Sc.

Dopo Olimpiadi.Il 47enne vigevanese responsabile azzurro dell’asta: «Per la prima volta 2 nostre atlete in finale. Battocletti, che emozione»

Andrea Giannini, 47 anni, ha partecipato ai Giochi Olimpici di Parigi come responsabile azzurro del salto con l’asta. «Vivere nel villaggio olimpico è stato incredibile, a contatto con grandi atleti come Djokovic», spiega l’ex nazionale di salto con l’asta che ora, tra l’altro, coadiuva la moglie Manuela Merlo nell’organizzazione della Scarpadoro.

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Si è parlato però di letti di cartone e di mancanza di aria condizionata.

«Se è per questo, i letti erano di cartone anche a Tokyo e si dormiva abbastanza bene. E’ vero che mancava l’aria condizionata, ma solo un paio di giorni sono stati afosi. Polemiche frivole create da chi non era ai Giochi. Ceccon, sorpreso ad appisolarsi sotto una panchina, ha detto di non poter far nulla senza che si crei subito polemica. Quanto al cibo, noi italiani siamo molto pretenziosi. Siamo sopravvissuti, ma va detto che gli atleti si portano spesso il cibo da casa perché hanno diete particolari».

Come giudica le prestazioni dei saltatori con l’asta italiani?

«Sono felicissimo. Nessuna atleta italiana era mai entrata in finale e stavolta ci sono riuscite in due. Elisa Molinarolo ha fatto il personale ed è arrivata sesta, Roberta Bruni ha chiuso 11esima alla sua prima finale importante. Claudio Stecchi è stato sfortunato, un mese fa aveva problemi fisici, è riuscito a partecipare ed è stato il primo degli esclusi».

Chiuso un ciclo olimpico, si pensa già a Los Angeles?

«Innanzitutto si tratta di vedere se mi confermano nello staff tecnico. Io comunque sto già pensando al prossimo quadriennio olimpico. Nel 2025 ci saranno Europei e Mondiali indoor, ultimo appuntamento da recuperare fra quelli persi per il Covid, poi a Tokyo a settembre i Mondiali. Senza dimenticare gli Europei a squadre, dove l’Italia è campione».

Qualcuno ha messo in dubbio che l’impegno degli Europei a Roma ha pesato sulla forma degli atleti azzurri.

«Per me non è così. L’Olimpiade è un palcoscenico mondiale. A parte le solite superpotenze, il Pakistan vince il giavellotto, St. Lucia è un’isola grande come l’Elba e vince i 100 femminili, ribadendo quanto sia grande l’atletica. L’Italia con tre medaglie ha fatto il suo. Siamo quinti al mondo nell’atletica come somma di risultati».

Il futuro?

«Sto guardando già alle nuove generazioni, spero che ea Tokyo si aggiunga qualcuno ai tre astisti azzurri in gara a Parigi. La squadra è pronta a riceverli. Tamberi è un grandissimo capitano, non una prima donna con arie da star Jacobs è un uomo squadra pazzesco».

La gara che l’ha più emozionata?

«L’argento di Nadia Battocletti nei 10.000 e i bronzi di Furlani nel lungo e Diaz nel triplo».M.Sc.