

fuoriclasse
Destino o coincidenze troppo perfette: «Il volo cancellato e l’incontro che cambia la vita»
Gaia, terza CSU Cairoli Pavia: «Cambio di programma inatteso: così mia zia ha incontrato il marito». Giulia, quarta BL del liceo Volta: «Il destino è quell’incontro che non avevi cercato, ma che in qualche modo stavi aspettando»
Il destino è quell’incontro che non avevi cercato, ma che in qualche modo stavi aspettando. È una strada che sembra sceglierti, anche quando provi a cambiare direzione. A volte è dolce, altre fa male, lascia sempre qualcosa dentro. C’è destino negli sguardi che restano, nelle persone che arrivano al momento giusto, o forse nel momento sbagliato ma necessario. È fatto di coincidenze che sembrano troppo perfette per essere casuali, e di addii che insegnano più di mille presenze. Forse il destino non è scritto da qualche parte, ma vive in ciò che sentiamo. E in tutto quello che, senza sapere perché, ci cambia per sempre.
Giulia Montagna – 4ªBL, Liceo Volta, Pavia
Fato, sorte, fortuna, caso: sono sinonimi che il dizionario ci offre per definire la parola destino. Per me il destino è qualcosa che ognuno possiede. Nonostante spesso ci venga ripetuto che siamo noi gli unici artefici della nostra vita, responsabili del nostro futuro, io continuo a credere al destino. La vita mi ha dimostrato che se qualcosa è destinato a intrecciarsi con il nostro cammino puoi respingerlo, ignorarlo, evitarlo, ma troverà sempre modo di tornare. Al contrario, se un’opportunità o una persona non devono far parte del nostro cammino, non servirà a nulla rincorrerle: ogni sforzo sarà vano. «Mia zia scozzese aveva pianificato un viaggio in Spagna con la sua migliore amica; il loro volo fu cancellato, scelsero l’Italia come meta alternativa (l’unica disponibile).
Durante quel viaggio conobbe mio zio: erano entrambi molto giovani, ma un’intuizione profonda le suggerì che era l’uomo giusto. Si trasferì in Italia a 20 anni e rimasero insieme per 60, morirono lo stesso anno per vecchiaia, ricordando la loro vita come felice e piena di gioie». Questa storia me la raccontò mia nonna quando ero molto piccola e mi colpì profondamente. Tra tutti i voli che avrebbero potuto essere annullati, come mai proprio il loro? E fra tutti gli uomini possibili, come mai lui? Sono domande a cui io non so dare una risposta razionale. I più scettici lo definirebbero una serie di coincidenze. Io, fin da bambina, ho attribuito a questi eventi un’unica spiegazione: destino. E andando avanti col tempo ho scelto di credere nel fato. Penso che questo mio affidarmi al destino funga anche da “scudo”: quando le cose non vanno come sperato, evito di caricarmi di colpe, preferisco credere che se è andata così è perché così doveva essere. Perché il mio destino ha voluto che andasse esattamente in questo modo.
Gaia Semplici 3ªCSU, Liceo A. Cairoli, Pavia
