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Verso l’Innovation Week di Pavia, Auricchio: «L’innovazione è futuro. Al fianco delle imprese per aiutarle nel percorso»

ALESSANDRO DOWLATSHAHI

Il presidente della Camera di commercio, spiega quali sono gli obiettivi del festival: «Mostrare ai giovani che anche nel nostro territorio ci saranno opportunità di alto livello»

«In un mondo che cambia, l’innovazione è il futuro. Pavia è già un centro di eccellenza in questo senso: pensiamo all’Università e al Cnao, visitato anche dal presidente Sergio Mattarella, ma anche alle tante aziende presenti sul territorio». Così Gian Domenico Auricchio, presidente della Camera di commercio di Cremona, Mantova e Pavia. Perché questo evento è così importante per la città? «È un’iniziativa corale che coinvolge aziende, istituzioni e cittadini.

Sono anni che la Camera di commercio riflette su questo progetto, dai tempi in cui era presidente Giovanni Merlino. E ora il progetto è realtà, anche grazie a Unioncamere nazionale, che ha sostenuto finanziariamente l’evento e che sarà presente con il presidente Andrea Prete alla presentazione del 7 aprile».

Qual è lo scopo?

«Il festival vuole far conoscere alle piccole e medie imprese i vantaggi dell’innovazione. A beneficiare di questi “laboratori di futuro” saranno anche i cittadini pavesi e le persone che verranno da fuori. Gli eventi saranno aperti a tutti e gratuiti e metteranno in dialogo diverse realtà: dall’astronauta Paolo Nespoli all’economista Gianmario Verona fino all’archistar Mario Cucinella».

In che modo la Camera di commercio sta supportando le piccole e medie imprese nel processo di innovazione?

«Uno dei compiti che ci ha affidato il Ministero è il progetto dell’alternanza scuola-lavoro per incoraggiare l’ingresso dei giovani nel mondo delle aziende. Poi c’è tutta la parte di supporto alla trasformazione digitale delle realtà imprenditoriali: noi ce ne occupiamo realizzando bandi aperti a tutte le aziende. La Camera di commercio cerca inoltre di essere a fianco delle aziende con risorse e personale dedicato».

Quanto è importante attrarre giovani talenti sul territorio?

«In Italia abbiamo tanti talenti che, come sappiamo, purtroppo vanno all’estero: lo scopo è mostrare ai giovani pavesi, ma anche milanesi, che anche qui ci saranno opportunità per lavori innovativi. Dobbiamo continuare a costruire luoghi adatti ai giovani per convincerli a rimanere a Pavia a lavorare nelle aziende e nelle istituzioni d’eccellenza. Qui, esprimendo le loro idee, potranno costruire una cultura dell’innovazione».

Quali sono oggi i settori più promettenti per l’innovazione nella provincia di Pavia?

«Il biomedicale è uno dei settori che sta avendo un’innovazione straordinaria. La stessa Fedegari è un’eccellenza nel suo ambito industriale. Ma anche l’agricoltura, già negli anni passati, è stata un settore fortemente innovativo e anche in futuro continuerà a esserlo. Insomma, è difficile fare una graduatoria: dall’alimentare alla meccanica, tutte le aziende saranno interessate da aspetti innovativi. Non è un caso che la stessa Assolombarda verrà a un evento per testimoniare che l’industria e l’impresa sono fortemente interessate all’innovazione».

Quali sono le principali difficoltà che le aziende incontrano oggi nell’innovare?

«La mancanza d’innovazione è dovuta alla dimensione dell’azienda. A causa della crisi contingente, l’imprenditore si è concentrato sulla sua attività. Come Camera di commercio vogliamo far sapere che siamo al loro fianco, dando supporto e proponendo bandi».

In che modo la sostenibilità si integra con i processi di innovazione promossi dalla Camera di commercio?

«Innovare è il futuro, la sostenibilità è un dovere. Negli ultimi anni rispettare determinati parametri, come la tutela dell’ambiente e la parità di genere, significa per un’azienda proporsi come modello virtuoso. Sicuramente ci sono Paesi più avanti di noi sotto questo aspetto, ma anche in Italia c’è molta voglia di essere aggiornati e sostenibili. Il risparmio dell’acqua e l’equità nel trattamento professionale tra uomo e donna sono già elementi presenti nelle nostre corde: la sfida è riuscire a metterli a bilancio».

Quale consiglio vuole dare a chi parteciperà?

«Andate a più eventi possibili: ogni contributo permetterà di guardare al tema dell’innovazione da una prospettiva diversa. E poi divertitevi: a questo contribuirà la direzione di Massimo Sideri, che è sicuramente uno dei giornalisti che meglio conosce il fare innovazione e il comunicarla. Sideri racconterà il futuro delle aziende in maniera simpatica e comprensibile. Alla fine non penso che l’innovazione sia un ostacolo così grande: è semplicemente una questione di cultura. E va coltivata».