©Fred Guerdin/Reporters/LaPresse27-10-2009 BruxellesEsteriInizio della campagna di vaccinazione contro l'influenza suina A all'Ospedale Universitario di St Lucnella foto: vaccinazione del personale medico e paramedico Brussels, Belgium, October 27, 2009, beginning of the vaccination campaign of the .influenza A at the the university hospital St Luc. Injection of the vaccine;  Reporters © Fred Guerdin
©Fred Guerdin/Reporters/LaPresse27-10-2009 BruxellesEsteriInizio della campagna di vaccinazione contro l'influenza suina A all'Ospedale Universitario di St Lucnella foto: vaccinazione del personale medico e paramedico Brussels, Belgium, October 27, 2009, beginning of the vaccination campaign of the .influenza A at the the university hospital St Luc. Injection of the vaccine;  Reporters © Fred Guerdin
Cronaca

Vaccini antinfluenzali col contagocce, 50 dosi a medico

Donatella Zorzetto

La fornitura stabilita dalla Regione per la profilassi anti-influenzale fa arrabbiare la categoria: «Vergogna, tireremo a sorte»

PAVIA. «Una vergogna». I medici di base urlano il loro sdegno e indicano Regione Lombardia, rea secondo loro di «non provvedere adeguatamente al fabbisogno di vaccini antinfluenzali per la popolazione fragile». In poche parole: il Pirellone dopo il 19 ottobre consegnerà solo 30 vaccini ad ogni medico, per la prima settimana, altri 20 per il periodo 26-31 ottobre e se va bene 50 dal 2 novembre in poi. «Troppo pochi rispondono i dottori, ognuno di noi ne ha ordinati almeno 350. Che facciamo? Tiriamo a sorte per curare i malati cronici?».

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Dosi con il contagocce

La notizia è arrivata ieri, e ha avuto l’effetto di una doccia gelata per i medici di base della provincia di Pavia. Che da giorni vanno dicendo di essere preoccupati, che i vaccini non si trovano, che non sanno come fare per i loro pazienti. Ora hanno di fronte una decisione, di Regione Lombardia, che a loro non piace affatto: si sentono «sminuiti, offesi e contrariati» all’idea di «dover fronteggiare pazienti che hanno assoluto bisogno del vaccino», ma che nella gran parte dei casi «non potranno avere, almeno fino a dicembre».

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Per loro parla Giorgio Monti, medico di base a Voghera e presidente della Fimmg pavese (Federazione italiana dei medici di medicina generale). Il più arrabbiato di tutti. «La notizia è arrivata oggi (ieri per chi legge ndr). Non potevo crederci – sottolinea Monti –. È da giorni che ci stiamo attivando per sapere quanti dei nostri pazienti intendano vaccinarsi contro l’influenza, e ci hanno telefonato a decine. Sapevamo della difficoltà della Regione di approvvigionarsi, viste le aste fallite, ma non immaginavamo che il tutto si traducesse in questo provvedimento».

«Abbiamo saputo che Ats Milano ha comunicato ai medici di base del proprio territorio che la Regione garantirà le prime dosi del vaccino solo dal 19 ottobre, e che saranno 30», spiega Monti.

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La protesta

E prosegue: «Altre 20 dosi di vaccino arriveranno tra il 26 e il 31 ottobre e ulteriori 50 dal 2 novembre in poi. Solo da metà novembre si potranno prenotare le dosi successive. Ma stiamo scherzando? Tutti i medici di famiglia hanno prenotato quantitativi ben maggiori. Io, ad esempio, ho chiesto 350 dosi di vaccino e ho 250 pazienti fragili. Mi dica la Regione cosa posso raccontare a queste persone, a malati cronici che hanno anche quattro patologie da curare. Devo dire loro di aspettare tre settimane per avere un vaccino di cui hanno assoluto bisogno? Seguendo questo criterio di distribuzione il rischio sarebbe di vaccinarsi a Natale». «È vergognoso – conclude Monti –. In Regione dovrebbero dimettersi».

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Le reazioni si moltiplicano. Il consigliere regionale Pd Giuseppe Villani sottolinea: «Sono cifre irrisorie, che non basteranno a coprire nemmeno le categorie alle quali la Regione ha dato la massima priorità: i pazienti fragili e gli over 65. Basti pensare che un medico di famiglia, in Lombardia, conta in media quasi 1400 pazienti». Per Villani e il Pd è «l’ennesima dimostrazione che in Lombardia la campagna vaccinale subirà gravi ritardi, non entrerà nel vivo fino a metà novembre e che comunque non basterà per tutti. Un ritardo imperdonabile, che rischia di mettere in pericolo la salute di migliaia di cittadini. Il sistema di vaccinazione, inoltre, macchinoso e complicato, rischia di disincentivare i cittadini a chiedere di fare l’antinfluenzale. Insomma, più che una campagna vaccinale sembra una lotteria”. —