il caso

Vaccinazioni miste, manca Pfizer. I primi richiami slittano a luglio

Donatella Zorzetto

Duemila under 60 pavesi hanno avuto AstraZeneca e sono in attesa della “seconda dose”

L’obiettivo è vaccinare con richiamo gli under 60 che avevano ricevuto la prima dose di AstraZeneca ed erano programmati per la seconda (Pfizer o Moderna) da venerdì scorso ad oggi: sono circa 2.000 divisi tra gli hub San Matteo e Asst (1.500 al Palacampus e 500 tra Auser di Voghera e Il Ducale di Vigevano). Questo obiettivo va raggiunto entro il termine massimo di sei giorni, quindi entro mercoledì prossimo, perchè sennò l’effetto vaccino andrà indebolendosi sino a scomparire. Il problema è che per queste 2.000 persone il vaccino Pfizer non c’è. Non sono sufficienti le dosi in arrivo e per ora non ne sono previste di nuove, quindi è quasi certo che le somministrazioni slitteranno a inizio luglio.

«Speriamo che la situazione si sblocchi, e che ci spediscano i Pfizer e Moderna necessari per le persone che devono fare la vaccinazione eterologa – sottolinea Carlo Nicora, direttore generale del San Matteo –. Il nostro hub è pronto, ed è in grado, avendo le dosi a disposizione, di esaurirle senza problemi in una settimana».

epa09252511 Boxes of AstraZeneca (Vaxzevria) vaccine storage inside a pharmaceutical refrigerator during a mass vaccination against COVID-19 coronavirus pandemic at a gymnasium turned to non-hospital vaccination center in Bangkok, Thailand, 07 June 2021. Thailand rolled out the mass vaccinations across the country in an effort to contain the nationwide spread of COVID-19 coronavirus pandemic amid a shortage of jabs while thousands of infections and surging death tolls have been reported daily. Bangkok has the highest number of infections in Thailand.  EPA/RUNGROJ YONGRIT
IL CASO

A Pavia 10mila dosi di AstraZeneca stipate nei freezer

Vertice ad Ats

Proprio per decidere come riprogrammare le somministrazioni con mix di vaccini, così da dar seguito a ciò che Regione Lombardia ha stabilito lunedì scorso, ossia che si proceda con una nuova calendarizzazione a partire dal 17 giugno, ieri mattina si è tenuto un vertice tra Ats e i responsabili degli hub pavesi: oltre a Nicora, Armando Gozzini, direttore generale di Asst Pavia. Una decisione non facile se si considera che tutto dipende, appunto, dalle dosi in arrivo, promesse in quantità, ma nei fatti non ancora disponibili.

«Il programma che abbiamo stabilito prevede che si dia precedenza ai richiami (Pfizer) in sospeso per queste 2.000 persone vaccinate in prima battuta con AtsraZeneca e poi che si proceda convocando tutti coloro che dovrebbero fare le prime dosi – insiste Nicora –. Ma finchè i vaccini extra non arriveranno, questo non potrà rimanere che solo sulla carta».

Quasi 19mila pavesi in attesa

Al di là dei 2.000 vaccinati a metà con AstraZeneca, i cui richiami ricadono in questi ultimi sei giorni, la platea di pavesi in attesa per lo stesso motivo è formata da 18.677 under 60 che hanno assunto la prima dose del vaccino Oxford e che ora dovranno sottoporsi a vaccinazione eterologa, cioè fare il richiamo con un altro siero: Pfizer o Moderna, appunto. Ma stanno attendendo che gli hub a cui si sono rivolti comunichino loro una seconda data, diversa da quella indicata sul loro certificato vaccinale, per la somministrazione dell richiamo.

Nel frattempo il presidente di Regione Lombardia, Attilio Fontana, ha spiegato: «Qualche giorno, o settimana, li dovremo perdere perché si dovrà riprogrammare la distribuzione dei vaccini. Siamo in attesa di avere delle specificazioni maggiori, purtroppo la scienza su questo campo è contraddittoria». E ha aggiunto: «C’è stata una generica rassicurazione del generale Francesco Paolo Figliuolo, il quale ha detto che si cercherà di dare una risposta alla legittima richiesta di aumentare le inoculazioni di Pfizer e di Moderna. Ne abbiamo bisogno di più, altrimenti c’è il rischio di dover rallentare».