La rievocazione

Tutto pronto: scocca l’ora della Battaglia di Pavia. Grande pubblico alla rievocazione

Lo scontro tra l’esercito francese di Francesco I e quello imperiale di Carlo V ricostruito in un prato della Vernavola con centinaia di figuranti. Già stamane molti curiosi all’accampamento a Mirabello

PAVIA. Tutto è pronto per la rievocazione storica della battaglia di Pavia in programma oggi (domenica) al parco della Vernavola tra le 14.30 e le 16.30. Le prove generali di ieri (sabato) pomeriggio sono state effettuate davanti a diverse centinaia di persone: appassionati, famiglie, familiari dei seicento rievocatori. Anche stamane centinaia di curiosi hanno visitato l’accampamento posto sul retro del castello di Mirabello, verso il parco dove si rievoca la storica battaglia che ha posto fine al dominio dei Francesi nel nord Italia nel 1525 (con l’annessa cattura del re Francesco I).

Proprio da qui inizia lo spettacolo, quando gli imperiali (e i mercenari) al soldo di Carlo V si radunano e marciano compatti dall’accampamento verso il luogo della battaglia.

Una parte del pubblico presente alle prove della rievocazione
Una parte del pubblico presente alle prove della rievocazione

Davanti sventolano le bandiere che hanno un duplice significato, da un lato evidenziano la compagnia e dall’altro guidano i soldati. «A seconda di dove sventolano – afferma Diego Cupelli, un fante – segnalano alla compagnia se devono girare a destra o a sinistra o proseguire dritti. All’epoca venivano impiegati gruppi numerosi e gli ordini, pur avendo i sottoufficiali, spesso non si sentivano, quindi tutti gli uomini dovevano guardare la bandiera». Cupelli racconta la vita di questi giorni a Pavia: «Per me essere accampato vicino al castello e partecipare a una rievocazione storica così è il massimo della vita».

Seguendo le prove generali si scopre che anche la musica aveva un significato particolare: non solo il suono dei tamburi, ma anche i pifferi e le pive che hanno un suono simile alle cornamuse spingevano e, di notte, guidavano i soldati.

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Gli abiti

«Uomini e donne hanno vestiti con colori cangianti – aggiunge Andreina, una rievocatrice che arriva dal Veneto -, questo perché capitava che venissero pagati in stoffe, che vendevano ma che servivano anche per confezionare gli abiti, gli stessi con cui si andava in battaglia. Fra di noi c’è anche una ragazza polacca che prepara i monili e due uomini che vengono dagli Stati Uniti per questa occasione. Le donne dei lanzichenecchi facevano le scarpe, cucinavano, facevano le infermiere e si vestivano in modi diversi, lasciando ad esempio libere le caviglie, le gonne erano più corte».

Battaglia di Pavia, bus navetta e percorsi consigliati per raggiungere l’area della rievocazione
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Il cambiamento radicale

Di importanza capitale la presenza delle armi da fuoco, anche se ieri si sono limitati ai puntamenti, lasciando il resto ai duelli e alle picche, oggi i cannoni spareranno ognuno nove colpi e altrettanti gli archibugi. La Battaglia di Pavia è molto importante anche per l’uso delle armi: per la prima volta sono stati usati gli archibugi.

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L’accampamento raccoglie appassionati figuranti provenienti dall’Italia e dall’estero. Ieri ci sono stati solo duelli e le picche, lunghe 4 o 5 metri, sono state abbassate verso i nemici. «Gli accampamenti, nel Cinquecento erano città viaggianti – spiega Federica Bazzola di Finale Emilia – ci si accampava ai piedi del castello che dovevano assediare. Io qui faccio la vivandiera, cucino le verdure e la carne, seguendo le ricette del cinquecento».

Se in battaglia andavano gli uomini, le donne erano numerose, il 40% del gruppo, spesso i soldati si portavano con loro la famiglia. Alla battaglia oggi partecipano anche tedeschi. «Siamo lanzichenecchi del 1520 – afferma il ventottenne Phillips Storm che arriva dalla città di Rottweiler –, dormiamo nelle tende e ci siamo portati il cibo da casa. Ci divertiremo».