

Cronaca
«Stasi non ha cambiato i pedali alle bici»
GARLASCO. Delitto Poggi: nessuno scambio di pedali fra le bici di Alberto. Lo sostiene il sostituto procuratore Laura Barbaini, che rappresenta l’accusa al processo di appello bis contro Stasi. Il Pg ha chiesto di sentire nelle prossime udienze anche i tecnici che hanno analizzato la bici nera consegnata dalla famiglia Stasi pochi mesi fa. Non venne sequestrata all’epoca del delitto, quando fu requisita una bici bordeaux e oro marca Umberto Dei e sui pedali fu trovato Dna di Chiara, la vittima.
Le biciclette sono un punto nodale nella vicenda: due vicine videro una bici nera davanti a villa Poggi, la mattina del 13 agosto 2007.
Era stata la parte civile (i Poggi) a sostenere lo scambio di pedali. Ipotizzando che Alberto, poiché della bici nera si è parlato subito, temendone il sequestro avesse scambiato i pedali. I tecnici del Pg Barbaini hanno dimostrato che la bici nera ha i suoi pedali originali, basandosi sulla «data di fabbricazione dei pedali», e analizzando i catarifrangenti in particolare. Per l'accusa i «componenti» della bicicletta nera sequestrata «hanno date tra loro congruenti». - Quindi «non è mai avvenuto alcuno scambio». Resta da capire allora «da dove vengono i pedali non originali della Umberto Dei – commenta il legale dei Poggi, l’avvocato Gianluigi Tizzoni – un prodotto di nicchia molto costoso, tanto che negli ultimi sei anni ne sono stati venduti 32 esemplari: non sono senza ombra di dubbio quelli montati dalla ditta».
Secondo i nuovi accertamenti dell’accusa, dalla contabilità aziendale risulta che un’altra bici nera fu donata nel 2005 al padre di Alberto, da un fornitore della sua ditta di autoricambi. «Resta da capire allora anche se la seconda bici nera esiste ancora e dovrà essere analizzata», commenta Tizzoni. Nell’ultima udienza, si è parlato poi di un raccoglitore con 41 foto che ritraggono Alberto con Chiara e altre persone, acquisito dai carabinieri nell'autunno 2007 a casa Stasi. Non si troverebbe più negli archivi della caserma di Vigevano. Il pg avrebbe ritrovato tra le carte processuali il verbale con l'elenco di quanto prelevato sette anni fa a casa Stasi. Quindi ha delegato i carabinieri di Vigevano, oggi guidati dal capitano Rocco Papaleo, di cercare quel raccoglitore di foto per analizzare le immagini e avere indicazioni sull'abbigliamento – in particolare, le scarpe indossate da Stasi –e le biciclette.
Ma nel 2007 le foto non sarebbero state trasmesse all’allora pm Rosa Muscio. Non sono state trovate nell'ufficio corpi di reato nè nella cancelleria della ex procura di Vigevano, non sono state restituite a Stasi e non esistono in copia. Anche sulle foto smarrite, non è esclusa la convocazione in aula di alcuni testimoni.
