il caso

Soltanto 13 pavesi over 50 ai centri vaccinali nell’ultimo giorno per mettersi in regola

Donatella Zorzetto

Negli hub della provincia di Pavia era possibile avere il siero senza prenotazione. Ora rischiano sanzioni e la sospensione dal lavoro

PAVIA. Ieri, lunedì 14, ultimo giorno utile per vaccinarsi presentandosi senza prenotazione negli hub della provincia, si sono presentati in 13. Si è rivelata un flop la dimostrazione di responsabilità degli over 50 pavesi, tra i quali i no vax sono circa 12mila. Questo è il numero complessivo dei residenti in provincia che oggi, martedì 15, nel caso di presentassero in azienda o in ufficio, si vedranno rimandare a casa. Perchè potranno lavorare solo in possesso di un Green pass rafforzato.

Ultimi giorni di appelli

Negli ultimi giorni si sono moltiplicati gli appelli agli ultra 50enni. «Avete dai 50 anni in su e non siete ancora vaccinati contro il Covid? Dal 15 febbraio non potrete più lavorare, né nel pubblico né nel privato», hanno precisato politici ed esperti. Oggi scatta infatti l’obbligo del super Green Pass - diventato illimitato per chi ha tre dosi di vaccino oppure è guarito e ha almeno due dosi di vaccino -, in vigore fino al 15 giugno prossimo. In altre parole, come già avviene per alcune categorie professionali (forze dell’ordine, docenti e personale scolastico e sanitario) anche chi ha più di 50 anni sarà obbligato a vaccinarsi per andare al lavoro.

Accessi agli hub col contagocce

Ciò nonostante, in provincia la ressa non c’è stata. Anzi. Nei Centri vaccinali di Pavia, Vigevano e Voghera i 50enni pentiti sono arrivati alla spicciolata: 6 al PalaCampus, il resto al Centro Auser di Voghera e al Ducale di Vigevano. Pochi. Anzi, pochissimi, quando invece ci si aspettava una massiccia adesione dell’ultima ora. Al momento sono quasi 1 milione e 700mila gli italiani che a distanza di due anni dall’esplosione della pandemia non hanno ricevuto nemmeno una dose. A Pavia sono circa 12mila le persone ancora attive sul lavoro tra i 50 e i 69 anni. Per loro da oggi sarà tutto più complicato: per i trasgressori è prevista una sanzione da 600 a 1.500 euro nel caso di accesso ai luoghi di lavoro e saranno comunque costretti a tornarsene a casa.

Verranno considerati assenti ingiustificati, senza conseguenze disciplinari e con diritto alla conservazione del rapporto di lavoro ma senza diritto alla retribuzione, né altro compenso. Saranno esentati coloro che per ragioni si salute non possono vaccinarsi.

Snobbata la multa no-vax

Già il 1 febbraio scorso, quando è scattata la multa di 100 euro nei confronti degli over 50 che non hanno adempiuto all’obbligo vaccinale, si era assistito ad un flop. Risultavano poco più di 300 quelli prenotati sino al 28 febbraio prossimo.

Il dato pavese sugli over 50 non vaccinati supera quello regionale. La percentuale riferita alla Lombardia si ferma all’8,2 punti: tre in meno rispetto alla quota di non vaccinati in provincia. Secondo Ats Pavia, il dato sui 50enni non vaccinati, né prenotati, oscilla intorno al 7%. «Il rallentamento della curva epidemiologica è anche frutto della campagna vaccinale in atto – ha spiegato il direttore generale Lorella Cecconami –. L’adesione, come dicono i numeri, è buona. Ma è fondamentale che anche i reticenti si convincano che l'unica arma per uscire dalla pandemia è il vaccino».