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Siher, indagini su chat e contatti con i finanziatori di Hamas
Milano il trentenne fermato attende la convalida mentre gli investigatori esaminano i dispositivi e rapporti con i gruppi nel mirino della Dda di Genova
Milano. Vanno avanti le indagini degli investigatori su Youssef Siher, il 30enne fermato nella giornata di sabato perché ritenuto la “mente” del Movimento 17 ottobre. Il 30enne è accusato di istigazione a delinquere con finalità di terrorismo, legate alle attività del canale Telegram nato a ridosso dei disordini di Milano del weekend del 17 e 18 ottobre. Siher deve rispondere anche dell'accusa del nuovo reato di violenza nelle manifestazioni pubbliche, organizzata con mezzi informatici, introdotto con l'ultimo decreto sicurezza. Indagata, a piede libero, anche la moglie.
Agli atti degli investigatori le chat – silenti dal pomeriggio di venerdì, dopo l'ultima comunicazione con la quale venivano annullate le piazze convocate in precedenza, dando appuntamento alle 14.30 di sabato per i nuovi punti di incontro – e i device del trentenne. Già da sabato, gli investigatori della Polizia di Stato, su indicazione del pm, hanno iniziato ad analizzare le chat che nel giro di poco avevano raggiunto migliaia di partecipanti e hanno comunicato le prove a carico del trentenne per consentire alla Procura di Milano di procedere al fermo, avvenuto nella notte tra sabato e domenica. Siher, al momento, è a San Vittore, in attesa della richiesta da parte della Procura di Milano e dell'udienza di convalida davanti al gip.
A Genova, intanto, sono in corso approfondimenti su ipotetici contatti o legami tra Youssef Siher e il gruppo coinvolto nell'indagine della Dda genovese sui finanziamenti ad Hamas che aveva portato all'arresto di Mohammad Hannoun, presidente dell'Associazione palestinese in Italia. L'obiettivo degli accertamenti è verificare se vi siano stati contatti tra Siher e i gruppi accusati di aver finanziato Hamas.

A Milano, quasi 3mila persone sono state identificate nella giornata di sabato: il dispositivo interforze, predisposto nell'ambito dell'ultimo Comitato per la sicurezza e ordine pubblico, ha complessivamente accompagnato 196 persone di cui 171 sono state accompagnate e sottoposte al fermo preventivo; arrestate 5 persone, denunciate 44. Diverse le manifestazioni che a partire dalle 14 si sono svolte in città, molte iniziative estemporanee e cortei non preavvisati, alimentati da inviti e messaggi pubblicati sui social network e sulle piattaforme di messaggistica istantanea a cui hanno aderito moltissimi giovani. Le varie manifestazioni si sono poi gradualmente unite in città fino a formare un unico grande corteo di circa 15.000 persone.
Anche a Torino, teatro degli scontri nel corso della manifestazione non preavvisata contro il riarmo promossa da Askatasuna alla quale hanno preso parte 4mila persone, sono state identificate oltre 400 persone. Di queste, 38 sono state accompagnate presso gli Uffici della Questura e 2 sono state tratte in arresto: una per resistenza a pubblico ufficiale aggravata e l'altra per resistenza a pubblico ufficiale. Inoltre, 25 persone sono state denunciate a vario titolo per istigazione a delinquere, inosservanza dei provvedimenti dell'Autorità, travisamento e resistenza a Pubblico Ufficiale.
Negli scontri che si sono verificati ieri in diverse città italiane, sono rimasti feriti in 36 tra le forze dell'ordine, tra polizia, carabinieri e guardia di finanza.
