i verdetti del voto

Pavia, la delusione di Cantoni: «Paghiamo l’eredità della giunta Fracassi»

Stefano Romano

Il centrodestra si ferma al 45%. «Auguri a Lissia, non ceda a derive estremiste». Fratelli d’Italia primo partito della coalizione ma senza exploit. Male anche la Lega

PAVIA. Le facce sono tirate, la rassegnazione si può quasi toccare, ma a mezza voce quasi tutti ti dicono che in fondo si aspettavano che finisse così anche se speravano di no. Il candidato del centrodestra Alessandro Cantoni si è fermato al 45% con 15.298 voti, ha perso le elezioni ma non il fair play: «Congratulazioni e buon lavoro al nuovo sindaco Michele Lissia che ha vinto dopo una campagna elettorale corretta». Poi, però, una stoccata alla coalizione di centrosinistra: «Auguro a Michele di non farsi sopraffare dal campo largo, da quelle liste della sua coalizione che potrebbero spostare l’asse dell’amministrazione su posizioni pericolose per la città».

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Cantoni ha perso le elezioni, ma entrerà in Consiglio comunale a Pavia: resterà anche nel Consiglio regionale dove è capogruppo della commissione ambiente? «Certo – risponde – mi sarei dovuto dimettere se fossi diventato sindaco ma il doppio incarico di consigliere comunale e regionale è compatibile e, in passato, qui a Pavia si è già fatto. E dal Consiglio regionale continuerò a lavorare per il bene della mia città».

Le ragioni della sconfitta

Veniamo alle dolenti note Cantoni: perché ha perso? «Sapevamo che la strada era in salita quando siamo partiti in clamoroso ritardo rispetto al centrosinistra – risponde –. Abbiamo dovuto recuperare in soli due mesi il lavoro che gli altri hanno fatto in cinque mesi e mezzo. E poi ho pagato l’eredità di un’amministrazione che non ha portato a termine il proprio compito approvando il Pgt. E i pavesi non lo hanno perdonato».

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I timori del centrodestra

E adesso? Cosa succede adesso? «Governerà la città chi ha criticato. Chi non ha fatto proposte ma ha protestato. Bisogna capire se ci sarà qualcosa di più e non soltanto la protesta. L’alternanza a Pavia è un classico, la storia ce lo insegna ed è un dato statistico, però Pavia in questa fase particolare ha bisogno di risposte concrete e serie a partire dai progetti sulle aree dismesse che hanno bisogno di continuità per rivitalizzare la città. Si deve farlo in tempi veloci e la speranza è che chi andrà ad amministrare la città abbia questo tipo di sensibilità e non amministri per slogan. Se viaggi per slogan mentre amministri finisce male: penso ad esempio al campo largo e mi vengono i brividi. Non andavano d’accordo durante la campagna elettorale mi immagino cosa succederà quando dovranno amministrare. In un momento, ripeto, in cui Pavia ha bisogno di risposte serie. Pavia ha anche bisogno di solidità, la stessa solidità dimostrata dal governo come dimostrano i dati elettorali delle europee che hanno premiato la compagine che lo sostiene».

A livello di liste il risultato migliore nel centrodestra è quello di Fratelli d’Italia che ha ottenuto il 15% con 5.024. Colpisce però la distanza abissale della percentuale raggiunta da FdI a Pavia rispetto ai numeri nazionali, regionali e provinciali. Alle europee gli elettori hanno premiato FdI con il 28.8% a livello nazionale, il 30.9% nel collegio del Nord Ovest (che riunisce Lombardia, Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta), e addirittura il 31.3% in provincia di Pavia. Una percentuale, quest’ultima, più che doppia rispetto al dato della città di Pavia del 15%, lontanissimo dal 21% raggiunto alle politiche del 2022 con 7.280 voti. Sempre rispetto alle politiche del 2022 migliora la percentuale di Forza Italia al 10.2% (era 7.9% nel 2022). Perde invece la Lega (8.2% rispetto al 10.1% del 2022 e al 26.5% delle comunali del 2019) e a Pavia città raccoglie un risultato particolarmente negativo se confrontato alle percentuali raggiunte a livello regionale (13.9%) e provinciale (addirittura dieci punti in più al 18.5%). Per essere il partito che esprimeva il sindaco si tratta di un segnale politico pesante. Per le liste civiche l’unico confronto possibile è con le comunali di cinque anni fa visto che non si sono presentate alle politiche del 2022. Pavia ideale (la lista del candidato Cantoni) cresce al 9.3% rispetto al 6,3% del 2019, mentre Pavia prima di Niccolò Fraschini si ferma al 2.7% rispetto al 5,7 di cinque anni fa.