Carlo Antonio Chiriaco
Carlo Antonio Chiriaco
Cronaca

'NDRANGHETASequestrati a Chiriaco beni per un milione di euro

La Direzione Investigativa Antimafia di Milano ha eseguito un sequestro preventivo d'urgenza su beni appartenenti a società che fanno capo all'ex direttore dell'Asl di Pavia arrestato il 13 luglio scorso

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PAVIA. Nuovi sequestri di beni per l’ex direttore sanitario dell’Asl Carlo Chiriaco. Sotto i vincoli dell’Antimafia di Milano sono finite ieri le quote della società Gso (Gestione servizi odontoiatrici), un immobile collegato alla Tecnogest di Rodolfo Morabito e due auto di lusso.

Il provvedimento, firmato dal magistrato Paolo Storari, parla di beni per un milione di euro. Tra questi anche una Cadillac, del valore di circa 60mila euro, che Chiriaco aveva acquistato poche settimane prima di finire in carcere, il 13 luglio, per concorso esterno in associazione mafiosa. Era l’auto personale di Chiriaco, quella che aveva sostituito la Bmw dove i magistrati, per mesi, hanno intercettato buona parte delle conversazioni finite nei faldoni dell’accusa.
Ecco la mappa dei beni confiscati realizzata da Confiscati Bene
(dati dell'Agenzia nazionale dei beni sequestrati e confiscati)


La Cadillac da luglio era rimasta nell’abitazione dell’ex direttore sanitario Asl di Travacò Siccomario, in via Di Vittorio, insieme a un’automobile d’epoca Triumph Roadster, anche questa messa sotto sequestro. I vincoli dell’Antimafia sono poi scattati per un immobile in viale Cremona a Pavia, al numero 501, che risulta di proprietà della Tecnogest, la società del costruttore di Borgarello Rodolfo Morabito indagato, in questa stessa inchiesta, per associazione mafiosa.

L’immobile, che è composto da sei appartamenti, cinque dei quali abitati da inquilini in affitto, era già finito nel mirino dei magistrati a luglio. A quell’indirizzo, infatti, risulta avere la sede legale l’Immobiliare Bivio Vela, società intestata a Veruska Viola e Giovanni Contu, di Cura Carpignano, ma che gli inquirenti collegano a Chiriaco. «Noi non sappiamo niente, qui ci abitiamo solo», spiegava ieri un inquilino dello stabile. Sul cancello è appeso un cartello di dichiarazione lavori per 120mila euro, commissionati dalla proprietaria Tecnogest e realizzati dalla stessa ditta.

L’Antimafia ha sequestrato anche le quote della Gso, società con sede in via Mascheroni a Pavia che gestisce i medici e l’attività degli studi odontoiatrici, e di cui a luglio erano stati sequestrati i conti correnti. La società risulta intestata a Chiraco e a un altro medico, che non è coinvolto nell’inchiesta. Tutti beni sono stati sottoposti a «sequestro preventivo d’urgenza», secondo quanto riferisce la stessa Direzione distrettuale antimafia. Un atto che anticipa la confisca vera e propria. I beni sarebbero una parte del presunto “tesoro” di Chiriaco a cui gli inquirenti stanno dando la caccia da mesi.

«Ci viene contestata l’intestazione fittizia di beni che in realtà non sono mai stati occultati - dice l’avvocato Oliviero Mazza, che difende Chiriaco insieme al legale Nico D’Ascola -. Il sequestro di auto regolarmente iscritte al Pra, e presenti già a luglio nel garage di Chiriaco, che avviene a tre mesi di distanza è la prova dei presupposti errati su cui si fonda questo nuovo provvedimento. Che senso ha sequestrarle solo ora? Ma c’è molto da dire anche sul valore dei beni indicato dalla Procura, visto che le quote della Gso non valgono nulla e con le auto non si arriva certo alla cifra indicata. Riguardo allo stabile di viale Cremona, è lo stesso Chiriaco a smentire che sia suo, visto che appartiene a Morabito. Per questo faremo subito ricorso in Cassazione, anche per la nuova ordinanza di custodia cautelare». In settimana sarà anche presentato appello al Riesame per il rigetto del gip all’istanza di libertà.

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