

Mirabello ritorna campo di Battaglia: «Ora pensiamo a una rievocazione ogni 2 anni»
PAVIA. L’appuntamento con la storia è cominciato: inaugurata venerdì la tre giorni di rievocazione per i 500 anni dalla Battaglia di Pavia (24 febbraio 1525), sabato prosegue tutto il giorno e domenica alle 14 il clou della manifestazione con centinaia soldati, 4 cannoni a salve e una trentina di archibugieri sul campo per simulare la vittoria degli imperiali sull’esercito francese del re Francesco I.
L’accampamento da oltre 120 tende nel parco del castello di Mirabello è aperto da venerdì, centinaia i visitatori del primo giorno (accesso libero). «Ci impegniamo a promuovere una nuova rievocazione con cadenza biennale» rilancia il sindaco Michele Lissia a margine dei saluti istituzionali.

«Nel nostro programma – dice Lissia – abbiamo inserito il completamento della manutenzione e il rilancio del castello di Mirabello e di un museo dedicato, non per celebrare la guerra ma per ricordare cos’era l’Europa divisa del Rinascimento, prima che diventassimo Unione. Una rievocazione con cadenza biennale fa parte di questo progetto».

I centri di attrazione dell’evento sono due: il campo di battaglia ricavato da un terreno su via Pavesi e l’accampamento delle truppe.
Nei fatti, è un parco a tema rinascimentale: «Tutti i pasti che consumiamo durante gli orari di apertura sono preparati seguendo i documenti storici» spiega Simona Tagliazucchi della gruppo storico Exheres (Bellinzago Novarese) che veste i panni di una vivandiera al lavoro sulla zuppa di verdure, rigorosamente senza patate e pomodori che in quell’epoca non erano diffusi. In tutto, i rievocatori sono 520 arrivati da tutta Europa e dagli Stati Uniti.

Il campo è visitabile seguendo il percorso che serpeggia tra le tende, e i figuranti sono ben disposti a dispensare curiosità e pillole di storia sulle loro armature, gli abiti, e le loro abitudini durante la rievocazione.
Buona parte di loro ha passato la notte al campo, perché i più “ortodossi” costruiscono anche le tende e i giacigli sulla base dei documenti dell’epoca, montando dei letti di legno rialzati e compatibili con il periodo.
Altri chiedono aiuto alla modernità, utilizzando sacchi a pelo o indumenti termici sotto i vestiti. Che in certi casi possono costare anche duemila euro, perché i sarti specializzati sono pochi e i materiali spesso pregiati. Per le armature più cesellate, invece, non c’è un tetto massimo di spesa. «I nostri abiti sono di lino e lana, che tengono molto più caldo dei vestiti contemporanei» racconta Björn Volquardsen della compagnia Fähnlein di Rottweil (Germania).

Ad attrarre la curiosità dei primi visitatori, le tre bombarde e il cannone scenico ad avancarica, esposti a favore: «Durante la Battaglia spareremo diversi colpi a salve» raccontano Massimo Mazzoni e Marco Govoni, della compagnia Borgo del diavolo». Battaglia che sarà messa in scena dagli oltre 500 figuranti domenica alle 14.

