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L’intelligenza artificiale per trovare lavoro: il portale della Provincia di Pavia
Abbinerà in automatico i profili cercati dalle aziende e i profili compatibili ma resterà il controllo da parte degli operatori dei Centri per l’impiego
PAVIA. L’incrocio tra domanda e offerta di lavoro passa anche per il supporto dell’intelligenza artificiale, in grado di suggerire in tempi rapidissimi abbinamenti tra i profili cercati dalle aziende e i curriculum che soddisfano quelle richieste.
È l’elemento innovativo del portale realizzato dalla società Gulliver per i Centri per l’impiego della Provincia - presentato ieri nella sala dell’Annunciata nell’ambito della Settimana del lavoro - e pronto a debuttare a fine mese. Un’applicazione a quanto pare pionieristica a livello di Cpi: è la prima del genere in Lombardia e probabilmente anche in Italia.
«Con l’intelligenza artificiale viene effettuata, in tempi molto rapidi ma in maniera puntuale, un’analisi dei curriculum vitae – ha spiegato Elisabetta Pozzi, dirigente della Provincia – e delle corrispondenze con le richieste delle aziende. Il portale è frutto di un lavoro molto lungo e complesso, perché usare queste tecnologie dà risultati molto buoni, ma è necessario gestirle in maniera attenta. È’ stato un investimento importante per la Provincia».
Stefano Capoferri, direttore generale della software house Gulliver che aiuta gli enti della pubblica amministrazione nei processi di digitalizzazione, partner di Vodafone, è entrato nei dettagli del progetto assieme a Cristian Benedetti. L’obiettivo era «fornire un portale web accessibile a chiunque. L’intelligenza artificiale è un supporto agli operatori del Centro per l’impiego, che devono poi confermare ogni passaggio».
Il portale è rivolto ai cittadini, che tramite lo Spid possono accedere, creando o completando il proprio profilo, inserendo ogni informazione che ritengono utile; alle aziende, che immetteranno le posizione lavorative che cercano; agli operatori dei Cpi, che andranno a controllare sia le corrispondenze proposte dall’Ia che quelle non proposte. È importante precisare che l’utente potranno anche non avvalersi della funzionalità dell’intelligenza artificiale per cercare lavoro, disattivandola. I cittadini potranno anche decidere se operare da soli per la ricerca di un impiego, oppure con il supporto dei Centri per l’impiego. Le aziende dovranno richiedere la registrazione al portale e quindi le credenziali di accesso. Il portale conterrà anche una sezione per l’assistenza digitale, video con consigli e tutorial.
«L’ausilio dell’Intelligenza artificiale consentirà di effettuare in automatico alcune operazioni, liberando energie che potranno essere impiegate dagli operatori per azioni di maggior creatività e progettazione», ha aggiunto il presidente della Provincia, Giovanni Palli, davanti alla platea dei rappresentanti di associazioni, sindacati, enti.
Nella mattinata di mercoledì, ai Giardini Malaspina, erano in programma anche gli incontri con le agenzie per il lavoro, mentre nel pomeriggio si è svolto un nuovo Career Day, ovvero i colloqui tra alcune aziende del territorio e chi si era candidato per una delle posizioni aperte, un centinaio. Colloqui che proseguiranno anche giovedì mattina, dalle 9 alle 17, negli uffici della Provincia in piazza Petrarca. Ne sono stati fatti già cinque dall’inizio dell’anno, con il coinvolgimento di quattordici 14 aziende e duecento candidati alle relative offerte di lavoro.
Un’altra si terrà sabato mattina a Voghera (dalle 9 alle 12.30), a chiusura della Settimana del lavoro, assieme all’inaugurazione della nuova sede del Centro per l’impiego di via Plana, nell’ex tribunale, presente l’assessora regionale Elena Lucchini. Si tratta di un altro cospicuo investimento da parte della Provincia (circa 2 milioni di euro), un intervento cominciato con l’amministrazione precedente e portato a conclusione: la nuova sede si estende su una superficie di 700 metri quadrati contro i 150 della precedente, ed è dotata anche di un auditorium con 80 posti.

Il direttore di Assolombarda Pavia Francesco Caracciolo
Il mercato del lavoro in provincia, Catalano (Cgil): «Troppi precari, stipendi bassi»
L’ultimo report sul mercato del lavoro, su tutto il 2024, elaborato dall’Osservatorio dei Centri per l’impiego della Provincia evidenzia la persistenza di un alto numero avviamenti con contratti precari: sugli oltre 77mila, solo 13.529 sono a tempo indeterminato, e c’è da notare che sono inclusi anche gli apprendistati attivati e i contratti per i lavoratori domestici e colf, altri 12.238 sono in somministrazione (in prevalenza a termine), mentre ben 41.599 sono gli avviamenti di rapporti a tempo determinato. Altro dato che emerge è che il saldo tra assunzioni e cessazioni rimane positivo (ma non nell’industria), ma si restringe la forbice e in questa dinamica le donne risultano le più penalizzate. E ancora, l’apporto dei lavoratori extra Ue è sempre più importante. con Romania, Egitto, Albania e Marocco che risultano le nazionalità più presenti. Un dato positivo è invece l’alto numero di giovani che fanno il loro ingresso nel mercato del lavoro.
Un quadro che ha dato lo spunto a Fabio Catalano, segretario generale della Cgil di Pavia, di evidenziare «alcune criticità del mercato del lavoro che restano irrisolte»: oltre all’alto numero di avviamenti con contratti precari, anche il «basso livello retributivo: un quarto dei lavoratori della provincia guadagna meno di 8.500 euro l’anno», elementi che «impattano sull’economia del territorio. Bisogna fare uno sforzo per anticipare i processi di crisi». Il presidente della Provincia, Giovanni Palli, si è detto d’accordo sull’obiettivo di aumentare il numero di contratti a tempo indeterminato, mentre «espongono alla volatilità del mercato del lavoro» i forti flussi in entrata e uscita che caratterizzano alcuni mesi dell’anno, legati alla stagionalità (a settembre il 35% degli avviamenti è nella scuola). La chiusura è stata affidata a Vittorio Poma, ex presidente della Provincia e vicepresidente esecutivo di Alma Mater Ticinensis: «Il salto di qualità dei Centri per l’impiego è che ora non devono limitarsi a funzioni amministrative, ma possono mettere in campo capacità progettuali».
Le agenzie per il lavoro: «Per i giovani la vita viene prima dell’impiego» (di Valentina Guaglianone)
I Giardini Malaspina diventano lo scenario perfetto per un colloquio. Durante la settimana del lavoro, decine di agenzie con i loro stand hanno accolto persone alla ricerca di occupazione. Da HumanGest, Humana e During, fino a Tempi moderni, Attal, Adecco e Gigroup. Oltre all’inserimento nel mondo del lavoro, l’idea è quella di creare l’opportunità di fare più colloqui contemporaneamente.
Tutti ora richiedono lo smartworking perché consente di conciliare vita e lavoro
«Grazie a eventi del genere si ha la possibilità di valutare tra le tante opportunità - spiegano Stefania Urbani e Chiari Biati di Risorse -. Chi si presenta ha la possibilità di avere tutte le informazioni necessarie, e poi potrà passare da noi in filiale per fare un secondo colloquio. È un modo anche per togliere l’ansia del classico colloquio di lavoro, essendo qui in una forma un po’ particolare, all’aria aperta, in mezzo alla natura».
Da un punto di vista generazionale si spazia da ragazzi neodiplomati o neolaureati fino a cinquantenni in attesa di una ricollocazione lavorativa. Non solo, stando alle testimonianze delle agenzie, sono molti anche i cittadini ormai in pensione che passano di lì alla ricerca di una nuova occupazione. A differenza degli adulti però, le nuove generazioni, quando cercano un lavoro, sanno bene cosa vogliono. Soprattutto cosa non vogliono. E sono pronti a metterlo bene in chiaro fin da subito. Una tendenza questa confermata dalle stesse agenzie. «Negli ultimi anni c’è stato un boom di ultra cinquantenni, perché magari le aziende dove lavoravano prima nel frattempo avevano chiuso o si erano trasferite all’estero. Così com’è cambiata la fascia delle ricerche dell’ultima generazione. Ci sono più pretese rispetto al passato, essendo cambiata anche l’importanza data alla socialità e alla vita privata, aspetti che per i giovani adesso vengono prima del lavoro», spiega Marco Bonacossa di Attal Group.
Dello stesso avviso anche Silvia Brambilla e Valentina Caroglio, rappresentanti di Pavia e Milano dell’agenzia During. «I giovani non hanno più intenzione di fare compromessi per un lavoro. Vengono da noi e chiedono orari prestabiliti, comodi. Quasi tutti ora richiedono lo smartworking perché è uno strumento che permette una vita più agevole, più tranquilla. Non si accontentano più e non hanno intenzione di vivere per il lavoro, qualunque esso sia, sacrificando tutto il resto. Prima era la normalità, ora non è più così».
I giovani non si limitano a cercare un impiego. Desiderano un lavoro che offra soddisfazione personale, crescita professionale e, più di ogni cosa, un buon equilibrio tra vita privata e carriera. E questo non vuol dire che non abbiano voglia di lavorare. Non fuggono dal lavoro, fuggono dalla tossicità del lavoro. Alle nuove generazioni spetta dunque il primato di aver abbassato la soglia di tolleranza alla frustrazione: se qualcosa non va, se manca il rispetto, se ne vanno. E non è pigrizia o disimpegno. È solo consapevolezza. —
