la giornata

L’abbraccio di Pavia a papa Leone XIV e l’appello alla pace: «Stop a logiche di profitto e dominio» – La giornata

redazione

A San Pietro in Ciel d’Oro «come tornare a casa», l’elogio alla Chiesa di Pavia, i cori della folla, l’emozione della comunità latino – americana, il regalo dei bimbi del Cnao

PAVIA. Caldo, caldissimo. Ma Pavia abbraccia il Papa: applausi, cori, giallo dappertutto per accogliere papa Leone XIV che Pavia ha conosciuto per anni come Robert Prevost, a capo degli agostiniani. Quindicimila i pellegrini arrivati a Pavia per ricevere la benedizione e vedere il Papa da vicino.

I commenti

«Per me e per tutti i cittadini di Pavia è stata una grande emozione accogliere Papa Leone XVI nella nostra città. Gli siamo grati per il messaggio di pace che ci ha voluto donare e per l'invito a impegnarci in prima persona nella costruzione di una comunità, che sappia vivere in armonia e sappia recuperare i valori essenziali» ha detto il vicepresidente del Senato e senatore della Lega Gian Marco Centinaio, ex vice sindaco di Pavia.

Il Presidente della regione Attilio Fontana rivolge "un sincero ringraziamento a tutti coloro che hanno contribuito alla perfetta riuscita di questa giornata storica: volontari, operatori della Protezione civile, personale sanitario, forze dell'ordine, amministrazioni locali e tutti i professionisti coinvolti nell'organizzazione dell'evento. Con competenza, dedizione e grande spirito di servizio hanno garantito assistenza, sicurezza e supporto ai fedeli e ai cittadini prima, durante e dopo la visita del Santo Padre, consentendo che ogni momento si svolgesse nel migliore dei modi. Ancora una volta la Lombardia ha dimostrato la forza di una comunità capace di fare squadra e di mobilitarsi con efficienza e generosità nelle occasioni più significative. Ringrazio infine papa Leone XIV per aver scelto la Lombardia e per i messaggi di speranza, pace e attenzione verso i più fragili che ha voluto consegnare ai nostri cittadini. Da questa giornata raccogliamo un insegnamento prezioso: continuare a lavorare, ciascuno nel proprio ruolo, per una società più coesa, capace di non lasciare indietro nessuno e di mettere sempre al centro la dignità della persona".

L’assessore al Welfare della Regione Lombardia, Guido Bertolaso, che ha accolto papa Leone XIV al Centro nazionale di adroterapia oncologica (Cnao) ha commentato: «Una visita davvero eccezionale, estremamente commovente, molto bella, perché il Santo Padre - ha sottolineato l'assessore - ha incontrato molti di quei bambini che da tutta Italia vengono a questo centro per farsi curare contro delle malattie oncologiche che fino a qualche anno fa non davano alcuna speranza mentre oggi, grazie a questa tecnologia che permette di concentrare gli interventi sulle molecole del tumore, sia si tratti di un neuroblastoma piuttosto che di qualche altra patologia gravissima, permette di garantire a questi bambini una sopravvivenza importante e significativa. Il pontefice ha incontrato molti di questi bambini insieme ai genitori, insieme ai fratellini, dei bambini che sono recuperati e vengono trattati lì. E quindi è stato davvero un momento molto toccante e molto utile per quello che riguarda tutto il lavoro che fanno gli operatori sanitari, non solo del Cnao, ma anche del vicinissimo policlinico San Matteo, di quelle che sono le strutture sanitarie pubbliche, private e convenzionante che nella provincia di Pavia svolgono ogni giorno attività estremamente importanti di assistenza, ma anche di formazione ricerca. Questa visita rappresenta uno stimolo, un impulso da parte del Santo Padre che ci ha voluto davvero incitare ad andare avanti, a credere nel lavoro che facciamo e a dare il massimo per assistere tutti i nostri concittadini che ne hanno bisogno».

Coldiretti consegna un cesto simbolico con i prodotti della terra

Un cesto simbolico con i prodotti enogastronomici d’eccellenza del territorio pavese, dal riso della Lomellina al vino dell’Oltrepò. È quello che Coldiretti Pavia ha consegnato a Papa Leone XIV in occasione della visita del Santo Padre oggi a Pavia. «Un gesto semplice ma denso di significato, con cui abbiamo voluto esprimere devozione e vicinanza alla sua missione», sottolinea Silvia Garavaglia, presidente di Coldiretti Pavia. Il direttore provinciale Antonio Tessari ha portato personalmente gli omaggi di Coldiretti Pavia al Papa, facendogli il baciamano in piazza della Vittoria a nome dell’intera comunità agricola del territorio. «La visita di Papa Leone XIV è un momento storico per la nostra città e per la Diocesi, ma anche un forte richiamo al valore della custodia del Creato, della famiglia agricola e del lavoro come dignità – dice ancora Silvia Garavaglia, Presidente di Coldiretti Pavia – Principi che noi imprenditori agricoli di Coldiretti portiamo ogni giorno nelle nostre aziende e nelle filiere del territorio pavese». «In un tempo segnato da cambiamenti climatici e difficoltà economiche per le imprese agricole, la parola del Papa è per noi conforto e orientamento – aggiunge Antonio Tessari, Direttore di Coldiretti Pavia – Ci ricorda infatti che l’agricoltura non è solo mercato, ma cura e responsabilità verso la comunità: per tutti questi motivi abbiamo chiesto al Santo Padre una benedizione per gli agricoltori e per le loro famiglie».

Ore 18.50 – L’elicottero decolla verso Sant’Angelo Lodigiano

Papa Leone XIV, dopo Pavia,è atteso a sant'Angelo Lodigiano. Il Pontefice atterrerà in elicottero allo Stadio comunale ''Carlo Chiesa'' di Sant'Angelo Lodigiano dove sono arrivati i pullman delle parrocchie, organizzati dalla Diocesi di Lodi. All'arrivo, il Papa sarà accolto da monsignor Maurizio Malvestiti, vescovo di Lodi, e da Cristiano Devecchi, sindaco di Sant'Angelo Lodigiano. Successivamente, il Pontefice si trasferisce in auto alla Parrocchia dei Santi Antonio Abate e Francesca Cabrini per l'adorazione al Santissimo Sacramento e la venerazione del Cuore di Santa Francesca Cabrini.

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Ore 18.11 – I saluti sulle note di Resta qui con noi

«Resta qui con noi, il sole scende già resta qui con noi, Signore è sera ormai». Le note del celebre canto accompagnano gli ultimi saluti di piazza della Vittoria al papa, che dopo le parole, le benedizioni e le formalità stringe mani e accoglie le parole di scout, autorità, amministratori e amministratrici. In Piazza della Vittoria a Pavia per l'incontro di Papa Leone XIV con la cittadinanza, c’erano circa 3500 persone. Tra loro tanti sindaci, l'ex ministro dell'Agricoltura Gian Marco Centinaio e Alessandro Cattaneo, ex sindaco della città. Quella in piazza della Vittoria è l'ultima tappa a Pavia per Prevost prima di dirigersi a Sant'Angelo Lodigiano

Padre Farrell, priore degli agostiniani: «E’ tornato a casa sua»

''E' stata una visita bellissima. A casa, e' tornato a casa, come negli anni passati quando è stato un frate agostiniano, è venuto qua come a casa e anche oggi è entrato nella cucina, come a casa''. Padre Joseph Farrell, priore degli agostiniani, racconta l'incontro che l'ordine di Prevost ha avuto con lui a Pavia. ''Non è stata un'entrata formale, solenne, ma come un confratello che è tornato a casa. Certamente è vestito un po' differente, ma è tornato come nostro confratello. Abbiamo avuto quell'incontro con lui nel refettorio, parlando un po' per vedere come sta'', racconta.

Ore 18 – «No a logiche di dominio e profitto, prendiamoci cura del mondo». E cita la Costituzione

«Non si può credere senza pensare, né è possibile illuminare i quesiti più alti della ragione senza fede. Con questa fiduciosa apertura, infatti, la ragione umana domanda e progetta: non si chiude in logiche di profitto o di dominio, ma scopre nuovi modi per prendersi cura di sé e del mondo» ha detto Papa Leone XIV nel suo discorso in piazza della Vittoria a Pavia. «Nella misura in cui crede, l'essere umano non si rassegna alla fine, a un frammento storico che termina con la morte: proprio la fede ci ricorda che non siamo sudditi di un fato anonimo, sostenendo invece la certezza che Dio è creatore e salvatore della vita», ha affermato il Papa. L’invito è stato a «Cercare il bene comune, non gli interessi di parte». Il Papa parla alla cittadinanza: «Il nome città, dal latino civitas, indica, oltre che un luogo, una condizione umana: la città è una per tutti, è singolare e plurale. Il popolo che la abita vi costituisce una società, cioè un organismo che dev'essere ben ordinato nelle sue relazioni e nelle sue leggi», osserva Leone che cita la Carta Costituzionale. «Essere sociali - scandisce Prevost - significa essere solidali, comportandosi da autentici soci: motivati dal bene comune e non da interessi di parte. I cittadini sono sempre concittadini! Difatti, si chiama appunto ''Comune'' l'ente democratico che si prende cura della città, promuovendo il benessere di quanti vi abitano».

«Davanti alle sfide attuali chiediamoci che cosa fortifica e che cosa erode le nostre case: domandiamoci che cosa rende stabile e che cosa ferisce la nostra società. Altrimenti, ciò che è di tutti rischia di diventare di nessuno: quando l'indifferenza sembra disgregare la nostra comunità, occorre rinnovare l'attiva partecipazione di tutti alla vita cittadina» ha aggiunto nel suo discorso in piazza della Vittoria a Pavia. «Davanti a forme di degrado e di analfabetismo civico, siamo chiamati a condividere linguaggi di dedizione e di servizio, che custodiscono piazze, parchi, strade come luoghi di incontro per eccellenza - ha affermato -. Questa buona cittadinanza sa coltivare la concordia attraverso il dialogo e l'incontro costruttivo tra le persone e le culture che animano Pavia». «Ci troviamo tra monumenti che parlano di voi, e che perciò parlano a voi. Mi riferisco non solo a quelli antichi, ma alle case, alle scuole, all'università, all'ospedale, ai centri parrocchiali - ha sottolineato Leone XIV -. Sono tutti luoghi significativi, strutture dotate di senso proprio, che testimoniano accoglienza, educazione, cultura. In forme distinte attestano una medesima cura della persona-in-comunità, con la sua dignità e i suoi valori, quelli che vi uniscono come un solo popolo e che sono anche alla base della Carta costituzionale italiana».

Ore 17.40 – Piazza della Vittoria

«Pavia e' città di pace»ha detto il sindaco Michele Lissia parlando in piazza del Duomo nel suo indirizzo di saluto al Papa. Il sindaco di centrosinistra ha denunciato i ''genocidi'' nel mondo e i ''popoli martoriati'' dalle guerre. «Una città che produce conoscenza deve chiedersi per chi la produce. Una città che forma giovani deve chiedersi quale futuro consegna loro. Una città che cura deve ricordare che ogni fragilità è anche una responsabilità collettiva» ha proseguito. «La dignità della persona, la giustizia, il lavoro, il diritto all'educazione, la verità, la solidarietà, l'accoglienza delle diversità, tutte le diversità - ha affermato - devono diventare i criteri con in quali una comunità misura il proprio grado di civiltà».

«Viviamo un tempo segnato da guerre, da immagini di distruzione, da genocidi, da popoli feriti e martoriati che forse credevamo solo relegato al passato. Pavia è una Città di pace. Pace come scelta politica, culturale, morale. Pace che rifiuta la guerra come destino inevitabile. Pace intesa come volontà di mettere la vita umana prima del potere, prima dell'interesse economico, prima della logica delle armi». E ancora: la visita di Papa Leone XIV a Pavia «ci richiama a una grande responsabilità: quella di non accontentarci di amministrare il presente, ma provare a renderlo più umano». Lissia sottolinea l'importanza di "rigovernare la tecnologia in una dimensione etica e superando le paure con la capacità di dare conforto morale e materiale a chi ne ha bisogno ora e per chi ne avrà bisogno in futuro. In poche parole, rafforzare la consapevolezza che la persona viene prima di tutto e che la conoscenza ha un unico, ultimo scopo, quello di servire la vita».

Pavia ha detto il vescovo Sanguineti, «conosce una fase, con segni di speranza e con problemi antichi e nuovi: si prospettano interventi urbanistici rilevanti e la sua parola, Padre Santo, può essere uno stimolo forte a fare rete tra enti pubblici e realtà private, tra fondazioni bancarie e imprenditori, tra servizi amministrativi del Comune, della Provincia e della Regione e le espressioni della vitalità sociale che nascono dalla libera aggregazione dei cittadini, dei gruppi e delle famiglie».

Ore 17.15 – 1500 persone in piazza Duomo

«Basta odio tra Paesi, vogliamo vivere in pace»', ha ammonito il Papa parlando in piazza del Duomo a Pavia. «Se vogliamo cambiare e che il mondo viva in pace dobbiamo cominciare con noi stessi. Questo vuol dire basta parole di odio, insulti, con il 'bullying', basta con tutte quelle cose che fanno guerra tra le persone, tra le comunità e i Paesi». Lo ha detto Papa Leone XIV, parlando a braccio a Pavia, in piazza del Duomo."Dobbiamo imparare a essere costruttori di pace e promotori di riconciliazione", ha affermato.

Visita del Papa al Duomo di Pavia, accolto sul sagrato dai i bambini e dalla Comunità sudamericana, Pavia (Italy) June 20, 2026 (Photo Claudio Furlan/LaPresse)

The Pope’s visit to Pavia Cathedral, where he was welcomed in the churchyard by children and the South American community, Pavia (Italy), 20 June 2026 (Photo: Claudio Furlan/LaPresse)
Visita del Papa al Duomo di Pavia, accolto sul sagrato dai i bambini e dalla Comunità sudamericana, Pavia (Italy) June 20, 2026 (Photo Claudio Furlan/LaPresse) The Pope’s visit to Pavia Cathedral, where he was welcomed in the churchyard by children and the South American community, Pavia (Italy), 20 June 2026 (Photo: Claudio Furlan/LaPresse)

In piazza Duomo, a Pavia, Papa Leone XIV ha salutato i ragazzi del Grest, gli oratori, ringraziando "gli educatori per il loro servizio". Poi, rivolto ai ragazzi degli oratori, ha affermato: "Perseverate e costruite una autentica amicizia, non solo con uno schermo e un telefonino, ma autentica, di persona, tutti presenti. Troveremo così Gesù che vive davanti a noi".

Visita del Papa al Duomo di Pavia, accolto sul sagrato dai i bambini e dalla Comunità sudamericana, Pavia (Italy) June 20, 2026 (Photo Claudio Furlan/LaPresse)

The Pope’s visit to Pavia Cathedral, where he was welcomed in the churchyard by children and the South American community, Pavia (Italy), 20 June 2026 (Photo: Claudio Furlan/LaPresse)
Visita del Papa al Duomo di Pavia, accolto sul sagrato dai i bambini e dalla Comunità sudamericana, Pavia (Italy) June 20, 2026 (Photo Claudio Furlan/LaPresse) The Pope’s visit to Pavia Cathedral, where he was welcomed in the churchyard by children and the South American community, Pavia (Italy), 20 June 2026 (Photo: Claudio Furlan/LaPresse)

Visita del Papa al Duomo di Pavia, accolto sul sagrato dai i bambini e dalla Comunità sudamericana, Pavia (Italy) June 20, 2026 (Photo Claudio Furlan/LaPresse)

The Pope’s visit to Pavia Cathedral, where he was welcomed in the churchyard by children and the South American community, Pavia (Italy), 20 June 2026 (Photo: Claudio Furlan/LaPresse)
Visita del Papa al Duomo di Pavia, accolto sul sagrato dai i bambini e dalla Comunità sudamericana, Pavia (Italy) June 20, 2026 (Photo Claudio Furlan/LaPresse) The Pope’s visit to Pavia Cathedral, where he was welcomed in the churchyard by children and the South American community, Pavia (Italy), 20 June 2026 (Photo: Claudio Furlan/LaPresse)

Ore 17 – I saluti in piazza San Pietro in Ciel d’Oro

Saluta tutti, uno per uno, si ferma a stringere mani e dispensare benedizioni. Se nelle parole ha cercato di essere veloce, nei gesti di vicinanza Leone non si risparmia, e offre la mano alle tante persone che sono arrivate in piazza, in particolare agli ospiti delle varie comunità e centri per la disabilità arrivati ad accoglierlo, affrontando il caldo. Sono arrivati alle 14, come da programma, e sotto gli alberi hanno atteso il pontefice, emozionati.

Al termine della visita alla basilica di San Pietro in Ciel d'Oro a Pavia, Papa Leone XIV si è fermato a salutare e benedire i pellegrini in attesa in piazza, con particolare attenzione a un gruppo di malati e disabili. Il Pontefice ha stretto mani, benedetto e salutato diversi bambini, donando loro anche alcuni rosari. Tra questi Nicolò, un bambino con la sindrome di Down, che ha ricevuto dal Papa un rosario di perline bianche. Leone XIV si è soffermato anche con Carmen, una donna su sedia a rotelle, che gli ha donato a sua volta un rosario. "Abbiamo parlato un po' e gli ho dato in dono una corona del rosario benedetta a Lourdes, dove sono appena stata - ha raccontato la donna, visibilmente emozionata -. Gli ho detto che è speciale perché ha sei decine e non cinque: durante l'ultima apparizione la Madonna aveva detto a Bernadette di dire una decina in più per pregare per malati e peccatori". Il Papa le ha risposto: "Devo andare anche io a Lourdes".

Al termine della visita di Papa Leone XIV al santuario agostiniano di San Pietro in Ciel d'Oro a Pavia, il priore generale dell'Ordine di Sant'Agostino, padre Joseph Farrell, ha raccontato il clima dell'incontro: "È stata una visita bellissima. È tornato a casa, come negli anni passati quando è stato frate agostiniano e priore generale: è venuto qua come a casa e anche oggi è entrato dalla porta della cucina, come a casa". Farrell ha sottolineato l'informalità del momento: "Non era un'entrata formale, solenne, ma come un confratello che è tornato a casa. Certamente è vestito un po' differente, ma è tornato come nostro confratello. Abbiamo avuto quell'incontro con lui nel refettorio, parlando un po' per vedere come sta il Santo Padre". Il priore ha poi descritto lo stato d'animo del pontefice: "L'ho visto oggi molto tranquillo, molto contento. Gli ho chiesto come è andato il viaggio in elicottero, io devo abituarmi a viaggiare così, lui credo che sia già abituato ma l'ho visto tranquillo e contento di essere qua con le monache, con i frati, con la famiglia". Alla domanda su un eventuale dono, Farrell ha spiegato: "La comunità gli ha donato una riproduzione di un pezzo dell'arca, quello della conversione di Sant'Agostino. Sembra che sia in marmo, ma con tutti i dettagli della conversione di Sant'Agostino". Il priore ha raccontato la reazione del Papa: "Il Santo Padre ha apprezzato molto quel regalo. Immaginate che riceve regali ogni giorno, ma quando ha ricevuto questo ha quasi abbracciato il dono".

Ore 16.45 – «Cercare verità e giustizia»

Non affaticarsi in cose secondarie, andare all'essenziale. Cercare ''verità'' e ''giustizia'', ha ammonito il Papa in occasione della celebrazione della Parola di Dio nella Basilica di S. Pietro in Ciel d'Oro, a Pavia dove sono ancora in corso le preghiere e l’adorazione cantata delle reliquie. ''Questo essere costruiti e costruire in Cristo - ha osservato - ci preserva dal rischio di disperderci e affaticarci in cose secondarie, magari buone, ma che non vanno all'essenziale. Naturalmente siamo chiamati a essere realisti, e sappiamo che nelle comunità parrocchiali e nella vita di una diocesi ci sono tante urgenze e tanti impegni che richiedono presenza e molteplici attività. Si tratta però di ricondurre tutto al centro, di costruire sempre a partire dalla pietra angolare, di impedire che le nostre azioni risultino dispersive, centrate unicamente su noi stessi e sui nostri sforzi''. Il Papa, pensando alla realtà di Pavia, ha sottolineato anche ''l'importanza della pastorale universitaria e del dialogo con la cultura. Lo studio e l'elaborazione scientifica spronano i credenti a pensare una proposta di fede capace di illuminare la ricerca di verità, di giustizia e di bellezza che muove l'animo umano''.

Ore 16 – L’omelia

«Per non scoraggiarsi serve uno sguardo animato dallo spirito della fede, che aiuti a leggere la realtà in modo più profondo rispetto a ciò che appare a prima vista, e a non scivolare in un atteggiamento negativo e pessimista, incapace di generare vita nuova. Lo sguardo che ci è richiesto - e che lo Spirito Santo ci dona - è invece quello di Gesù» ha detto Papa Leone XIV nella sua omelia nel corso dell'incontro con gli agostiniani a Pavia, nella Basilica di San Pietro in Ciel d'Oro. E ancora: «"Sono contento di quanto ho sentito su questa Chiesa che è in Pavia: una Comunità di antica tradizione che rimane viva e presente nella città e nel territorio, attenta ai segni di questo tempo e alle sue sfide, senza lasciarsi scoraggiare dalle fatiche, dal contesto secolarizzato e dalle difficoltà nella trasmissione della fede

Un fedele ha donato a papa Leone XIV una torta alla spuma di mandorle durante la visita del Pontefice alla basilica di San Pietro in Ciel d'Oro a Pavia. Il dolce riprende la ricetta della tradizionale torta di mandorle di Varzi, tipica dell'Oltrepò Pavese. Le autorità confermano la presenza di circa 1800 fedeli all'interno e all'esterno della Basilica di San Pietro in Ciel d'Oro per la Celebrazione della Parola di Dio

Ore 15.30 – Sulle spoglie di Agostino

«Siamo tutti segno di amore e carità nel mondo». La prima benedizione del papa a San Pietro in Ciel d’Oro nel nome di Sant’Agostino, dopo aver salutato bambini e malati che lo attendevano nel piazzale, è stata nel nome di Sant’Agostino, testimonianza dell’amore fraterno del vescovo di Ippona. «Se resto ancora qualche minuto riconosco tanti di voi» ha detto, e il riferimento è alla frequentazione assidua che ha avuto con il convento degli agostiniani.

Il vescovo Corrado Sanguineti ha presentato a Papa Leone XIV una Chiesa pavese «antica ma viva», radicata nella storia e impegnata a confrontarsi con le sfide del presente. Nel saluto pronunciato nella basilica di San Pietro in Ciel d'Oro, il presule ha ringraziato il Pontefice per la visita, ricordando il suo legame con il luogo che custodisce da oltre tredici secoli le reliquie di Sant'Agostino e dove, da priore generale degli Agostiniani, era già stato più volte.

Sanguineti ha descritto una diocesi «in cammino», segnata dall'esperienza del Cammino Sinodale e dalla crescente corresponsabilità dei laici, con una presenza attiva nei mondi del lavoro, della scuola, dell'università, della sanità, dell'accoglienza dei migranti e del carcere. Ha sottolineato il valore della testimonianza personale della fede e il ruolo dei giovani, nei quali vede «germogli belli» e il desiderio di vivere esperienze autentiche di spiritualità e servizio.

Rivolgendosi infine al Papa, il vescovo ha chiesto una parola capace di confermare la comunità nella fede e di incoraggiarla nella missione: «Questa è la Chiesa che oggi ha davanti a Lei», ha detto, invitando il Pontefice a benedire i fedeli e ad aiutarli a «prendere il largo».

Ore 15 – La commozione al Cnao e il cuore dei piccoli pazienti

«Avere l’opportunità di incontrare il Santo Padre è un conforto, dopo il percorso che abbiamo affrontato. Ci fa capire che non siamo soli». Patrizia Villa e Davide Frencini sono i genitori di Mattia, 17enne dalla provincia di Lecco: dopo le cure al Cnao, guarda al futuro con più fiducia e oggi, insieme ai suoi genitori, ha incontrato papa Leone XIV durante la sua visita al Centro nazionale di adroterapia oncologica, fondato per studiare e trattare i tumori rari, resistenti o inoperabili con avanzate tecniche di radioterapia. La famiglia di Mattia è una delle dieci che questo pomeriggio accoglieranno il pontefice nella sede di via Borloni insieme ai dipendenti Cnao e ad alcuni rappresentanti della sanità cittadina. «Eventi così non capitano tutti i giorni, vivo questa esperienza con una certa emozione» racconta Mattia, che parla della malattia che ha attraversato con la stessa semplicità con la quale si racconta a un amico la propria giornata, mentre i genitori a fianco nascondono a stento la commozione.

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Il momento più intenso della visita è stato proprio l'incontro con dieci bambini in cura al Centro. Papa Leone XIV ha sottolineato l'importanza della famiglia: "Fate capire a tutto il mondo - ha detto il Papa – come quando ci sono momenti difficili, se non c'è la presenza, l'amore della famiglia, tutto è più difficile". "Dio vuole che nessuno soffra - ha aggiunto il Papa – Quello che ci promette Dio è che sarà sempre presente, anche quando siamo troppo deboli, ci manda degli angeli».

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I piccoli pazienti hanno consegnato al Pontefice un cuore speciale, composto da frammenti delle loro magliette, al quale è collegato un piccolo stetoscopio. Al dono è stato affiancato un libretto, che racconta il percorso creativo e umano che ha portato alla realizzazione dell’opera “Ti ascolto”, realizzata con le loro stesse mani e la guida dell'artista pavese Stefano Bressani. Anche i vertici del Cnao hanno voluto consegnare a Papa Leone XIV un'opera capace di rappresentare l'identità e la missione del Centro, la scultura, "Il Segno della Cura", che interpreta il viaggio invisibile delle particelle accelerate a velocità straordinarie per trasformarsi in strumento di cura. L'opera riprende il logo di Cnao - un cerchio aperto proiettato verso l'esterno - e lo arricchisce con una sfera che evoca il nucleo atomico, circondata da un sistema di orbite. Sfruttando un originale gioco di luci e riflessi, emerge il segno di una croce.

«Al Cnao si fa scienza mettendo l’energia dell’atomo al servizio della cura, con le particelle che quasi diventano farmaci. Dal punto di vista medico si potrebbe parlare di una scommessa vinta: la dimostrazione che, quando vent’anni fa abbiamo cominciato, ci avevamo visto giusto. La visita di papa Leone, e quella del presidente Mattarella a ottobre 2025, sono il riconoscimento del lavoro svolto dalle nostre professionalità, oltre che un onore per noi» spiega Gianluca Vago, presidente del Cnao che ha accolto il pontefice al centro nazionale di adroterapia oncologica. Si tratta di un’avanzata forma di radioterapia che, anche sulla scia dell’esperienza del centro pavese, in alcune sue forme (come la protonterapia) si sta diffondendo presso altri istituti.

L’ente ha intenzione di continuare a spingere oltre la frontiera della ricerca: tra le linee in sviluppo c’è l’introduzione della macchina per la Bnct, parte del progetto di ampliamento del Cnao: una tecnologia che usa il boro portato nelle cellule tumorali e poi “innescato” da un fascio di neutroni, per distruggerle in modo mirato. Cnao sarà il primo centro italiano ad averla e il secondo in Europa (l’unico precedente è a Helsinki). I primi pazienti in protocollo clinico sperimentale potrebbero essere trattati a fine 2028, dopo l’iter per la marcatura CE. «Il nostro obiettivo è continuare a innovare, immaginando strategie di cura che possano trovare nuove possibili applicazioni» prosegue Vago. Il direttore generale Sandro Rossi aggiunge: «Oltre a quelle che già trattiamo, il nostro futuro deve puntare a estendere l’adroterapia ad altre patologie, come per esempio i tumori del fegato o del polmone, combinando trattamenti e facendo sperimentazione. Il nostro lavoro è anche merito del sistema Italia e della rete di enti e ospedali che gravitano intorno a noi, dalla raccolta dei pazienti alle ricerche». Altre tecnologie arriveranno prima: tra queste c’è il gantry, una macchina rotante per la protonterapia che permette di mirare sul tumore in modo ancora più specifico. I primi trattamenti dovrebbero cominciare in autunno. Questa e altre innovazioni potrebbero anche ampliare il numero di pazienti trattati: oggi sono circa 600 l’anno ma domani la quota potrebbe salire intorno ai mille offrendo un’opportunità a persone che, altrimenti, avrebbero poche alternative

Ore 14.38 – L’atterraggio

In leggero anticipo sul programma (che diceva 13.45) il pontefice è atterrato al campo da rugby del Cus sotto il sole, accolto dalle autorità. Il sindaco Michele Lissia, il presidente della Provincia Giovanni Palli, il presidente della Regione Attilio Fontana, il vescovo Corrado Sanguineti.

La giornata

Le transenne lungo le vie che saranno attraversate dal papa nel suo tragitto, i pellegrini che arrivavano alla spicciolata mentre altri scappavano con l’ombrellone in auto verso lidi meno torridi.

I volontari dell’organizzazione fin dalle prime luci dell’alba attivi per preparare l’accoglienza mentre alle finestre sventolano le bandiere gialle e bianche del Vaticano. Lungo viale Matteotti, i gazebo del Pertusati sotto cui troveranno riparo gli anziani, con i loro messaggi di affetto in attesa del passaggio in papamobile del pontefice.

Ore 10.30 – L’annullo filatelico

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In occasione della visita di Papa Leone XIV questa mattina è stato organizzato uno speciale annullo filatelico di Poste Italiane allo stand allestito nei giardini del Castello. C’era la direttrice della Filiale di Pavia Cristina Giovannelli e la responsabile commerciale Annamaria Gallo, insieme alle autorità civili e religiose del territorio: la viceprefetta aggiunta Valeria Rabbia, il sindaco Michele Lissia, il presidente della Provincia Giovanni Palli, il vescovo Corrado Sanguineti e il vicario generale don Daniele Baldi. L'annullo celebrativo consentirà ai collezionisti e ai fedeli di conservare un ricordo ufficiale della storica giornata pavese dedicata al Pontefice.

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STEFANIA PRATO

Le bottigliette

Già dal mattino i volontari hanno cominciato a distribuire le bottiglie di plastica da bere ai pellegrini, anche perchè non si possono introdurre in centro bottigluiette con tappo, lattine, borracce o bottiglie di vetro, tra le altre cose. Ats ha allertato i presidi sanitari del territorio, in previsione dell’afflusso di gente, e le istituzioni sanitarie hanno organizzato turni di reperibilità del personale sanitario, in caso di necessità,. In giro per la città la Protezione civile, le forze dell’ordine, ma anche tanti e tante volontarie tra giovani, scout e associazioni.

La rimozione dei dehors da piazza della Vittoria
i preparativi

La visita di Papa Leone: la protezione civile schiera 300 volontari a Pavia

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Il programma

Oggi è il giorno della visita di Papa Leone XIV. Il Papa atteso per un pomeriggio che unirà il significato religioso dell’incontro con la comunità al valore istituzionale di un evento destinato a coinvolgere migliaia di persone. Il Pontefice arriverà nel primo pomeriggio e toccherà alcuni dei luoghi più importanti della città: il Centro nazionale di adroterapia oncologica, la basilica di San Pietro in Ciel d’Oro, il Duomo e piazza della Vittoria. Sarà una visita concentrata in poche ore, ma scandita da tappe molto diverse tra loro: il momento privato con i pazienti, la preghiera davanti alle reliquie di Sant’Agostino, il passaggio in papamobile nel centro storico e il saluto finale alla cittadinanza.

La visita al Cnao

L’arrivo di Papa Leone XIV è previsto intorno alle 14.45 al campo rugby del Cus, in località Cravino, dove il Pontefice atterrerà in elicottero. Da lì partirà il primo trasferimento verso il Centro nazionale di adroterapia oncologica, la struttura pavese specializzata nel trattamento dei tumori con particelle pesanti. Sarà il primo appuntamento della giornata, previsto attorno alle 15, e avrà carattere privato. Al Cnao il Papa incontrerà una decina di pazienti con le loro famiglie. È una tappa breve, ma molto significativa, perché colloca all’inizio della visita il tema della cura, della fragilità e della vicinanza a chi affronta la malattia. Non è prevista una grande cerimonia pubblica: il passaggio sarà riservato, dentro un luogo che da anni rappresenta una delle eccellenze scientifiche e sanitarie della città.

A San Pietro in Ciel d’Oro

Dopo la visita al Cnao, Papa Leone XIV raggiungerà la basilica di San Pietro in Ciel d’Oro. L’arrivo è previsto intorno alle 15.45, mentre alle 16.15 il Pontefice presiederà una celebrazione della Parola. Sarà il cuore spirituale della visita, anche per il legame personale e simbolico del Papa con Sant’Agostino e con la comunità agostiniana. Nella basilica Leone XIV sarà accolto dai padri agostiniani e dai vescovi lombardi. Il momento più atteso sarà la venerazione delle reliquie di Sant’Agostino, custodite nell’arca marmorea che rende San Pietro in Ciel d’Oro uno dei luoghi più importanti della cristianità agostiniana. Per la città sarà anche un ritorno a una storia che attraversa secoli: quella di una basilica che ha visto passare pellegrini, studiosi e fedeli da ogni parte d’Europa. La presenza del Papa in San Pietro in Ciel d’Oro avrà anche un valore identitario per Pavia. La basilica è uno dei luoghi che più raccontano la sua storia religiosa e culturale. Per questo la tappa non sarà soltanto un momento liturgico, ma anche un riconoscimento al ruolo che la città ha avuto e continua ad avere nella memoria agostiniana.

Il saluto e la papamobile

Alle 17 Papa Leone XIV uscirà dalla basilica per salutare i fedeli raccolti nell’area esterna di piazza San Pietro in Ciel d’Oro. Subito dopo salirà sulla papamobile per il trasferimento verso piazza Duomo. Sarà il tratto più visibile della giornata e quello che permetterà anche a chi non ha ottenuto il pass per le aree contingentate di vedere il Pontefice. La papamobile passerà da via Giacomo Griziotti, viale Giacomo Matteotti, piazza Francesco Petrarca, via XX Settembre e via Jacopo Bossolaro. Lungo queste strade sono attesi molti fedeli, invitati a disporsi con ordine e a seguire le indicazioni del personale presente. La Diocesi ha invitato i cittadini a evitare spostamenti tra le diverse aree della visita, proprio per consentire un afflusso più ordinato e sicuro. Piazza San Pietro in Ciel d’Oro, piazza Duomo e piazza della Vittoria saranno accessibili soltanto con pass.

La sosta in Duomo

Il passaggio successivo sarà in piazza Duomo. Qui Papa Leone XIV riceverà l’omaggio della comunità sudamericana e dei bambini e ragazzi dei Grest della Diocesi. Sarà uno dei momenti più corali della visita, pensato per unire la dimensione internazionale della Chiesa alla presenza delle comunità locali e dei più giovani. Dopo il saluto sul sagrato, il Pontefice entrerà in Cattedrale per un momento di adorazione del Santissimo Sacramento. È prevista anche una sosta di preghiera davanti all’altare di San Siro, primo vescovo e patrono della Diocesi e della città. La tappa in Duomo avrà quindi una doppia dimensione: da una parte l’incontro con alcune componenti della comunità diocesana, dall’altra il raccoglimento davanti ai simboli religiosi più importanti della Chiesa pavese.

Piazza della Vittoria

Alle 17.30 Papa Leone XIV arriverà in piazza della Vittoria, dove è previsto l’incontro con la cittadinanza. Sarà il momento centrale della visita pastorale e anche quello più atteso sul piano pubblico. Per l’occasione è stato allestito il palco che accoglierà il Pontefice e l’area sarà presidiata secondo il dispositivo predisposto dalle autorità. L’incontro in piazza della Vittoria sarà il punto di arrivo dell’intero pomeriggio. Dopo la visita privata al Cnao, la preghiera a San Pietro in Ciel d’Oro, il passaggio in papamobile e la sosta in Duomo, il Papa parlerà alla città.

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Sarà il momento in cui la visita uscirà dalla dimensione dei singoli luoghi per diventare un appuntamento collettivo, rivolto ai fedeli, alle istituzioni e a tutta la comunità pavese.La conclusione è prevista intorno alle 18.30. Al termine dell’incontro, Papa Leone XIV lascerà piazza della Vittoria per tornare verso il campo rugby del Cus al Cravino, da dove ripartirà

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