Cronaca

La Coop reagisce: «Noi parte lesa». Tolte le bottiglie dai supermercati

Pier Angelo Vincenzi

La Cantina di Canneto è associata alla Lega cooperative: «Alberto Carini non è più dirigente dell’Agroalimentare»

PAVIA. «Alberto Carini da diversi anni non è più il responsabile lombardo di Legacoop Agroalimentare nord Italia, mentre sì, la cantina di Canneto Pavese è una cooperativa aderente a Legacoop Lombardia». A parlare è la responsabile relazioni esterne e comunicazione di Legacoop Lombardia, Giusy Palumbo. Che, nel primo pomeriggio di giovedì, ha inviato un comunicato ufficiale sulle indagini in corso sul vino falso e adulterato alla Cantina di Canneto.

La posizione di Legacoop, l'associazione che riunisce oltre 15.000 imprese cooperative in tutti i settori, tra cui l’agroalimentare, è chiara. «L’indagine della Procura di Pavia evidenzia l’ennesima presunta frode nell’Oltrepo Pavese, a danno dei vini di qualità. In attesa di conoscere i dettagli legali, Legacoop Lombardia e Legacoop Agroalimentare auspicano severe pene per le eventuali azioni fraudolente dei singoli e controlli efficaci e costanti. È importante, in questo delicato momento, perseverare nella valorizzazione vitivincola dell’Oltrepo mantenendo la continuità aziendale della cantina sociale quale presidio dei produttori locali e canale commerciale insostituibile. La tutela e la fiducia dei consumatori, assieme alla scrupolosa applicazione dei disciplinari, sono l’unica strategia di crescita e di rilancio per un comparto strategico ed importante come il vino, in Lombardia».

Anche Coop Lombardia, la cooperativa di consumatori che opera nella grande distribuzione da oltre trent'anni, stigmatizza duramente la truffa in bottiglia. Andrea Pertegato è il responsabile comunicazione istituzionale di Coop Lombardia, di cui la Cantina di Canneto è un fornitore. «Coop Lombardia – si legge nel comunicato inviato al nostro giornale – ha appreso dagli organi di stampa dell’indagine della Procura di Pavia sulla presunta frode nel settore vitivinicolo da parte della Cantina Sociale di Canneto Pavese. A fronte di tali notizie è stata decisa in via precauzionale la sospensione di tutte le forniture e il ritiro dai punti vendita dell’intero assortimento di vini del marchio Cantina di Canneto, in attesa dell’evoluzione dell’attività inquirente. Coop Lombardia, insieme al Consorzio NordOvest, è evidentemente parte lesa nella vicenda, sia per danno economico che reputazionale. Per un’evidente spiacevole coincidenza, il vino Bonarda del fornitore colpito da provvedimento giudiziario è incluso nell’attività promozionale del canale supermercati, comparendo in prima pagina del volantino con le offerte. Il vino ritirato dagli scaffali è stato prontamente sostituito con un Bonarda proposto in promozione al medesimo prezzo, ma di qualità superiore».

«L’obiettivo primario della nostra politica promozionale - continua il comunicato - è la valorizzazione delle tipicità del territorio lombardo e la tutela dei produttori locali, attraverso una politica di prezzo che tuteli fornitore e consumatore in un vantaggioso rapporto qualità prezzo. Per quanto riguarda le scelte assortimentali del comparto vini di Coop Lombardia, negli ultimi anni la nostra politica commerciale si è articolata e differenziata ampliando di molto la gamma di vini di qualità, inserendo, tra gli altri vitigni, le produzioni a marchio Fiorfiore, eccellenze vitivinicole firmate da prestigiose cantine italiane. Una scelta di qualità, trasparenza e sostegno alle filiere che ci vede organizzare da tempo visite guidate per i nostri soci agli stabilimenti produttivi, non solo lombardi, cicli guidati di degustazioni in negozio e corsi di formazione per responsabili di punto vendita e addetti di reparto, per consigliare ai clienti i prodotti più adatti alle loro esigenze».

Intanto le bottiglie della Cantina di Canneto sono state ritirate anche in altri supermercati del Nord Italia. —