

Innovare per crescere: le sfide dell’agricoltura per nutrire il mondo e migliorare l’ambiente. Ne parliamo giovedì 13 a Pavia
L’Alfabeto del futuro nasce per rispondere a una domanda: quanta capacità c’è in Italia di innovare? Cioè di interpretare le questioni centrali di questa fase storica in maniera più moderna e aiutare il nostro Paese a essere competitivo?
Quando ci siamo confrontati con questi quesiti all’inizio del progetto, oltre quattro anni fa, l’importanza del tema era già chiara, ma non così urgente come oggi, quando “innovare” e “innovazione” sono diventati termini protagonisti in ogni ambito. Fateci caso: insieme con sostenibilità, innovare sembra essere la formula magica capace di illuminare il nostro orizzonte.
Ma attenzione: sbaglieremmo a pensare che innovazione sia sinonimo di miracolo. Non è un’etichetta che basta appiccicare e incredibilmente risolve i problemi. Innovare richiede studio, approfondimento, ricerca, investimenti: è un termine-contenitore che rivela un approccio e una dedizione nuovi.

Il nostro viaggio è partito da qui, dal desiderio di conoscere e far conoscere le energie che in Italia lavorano con questa prospettiva. La buona notizia è che ne abbiamo trovate molte, come dimostra il fatto che il progetto de L’Alfabeto del futuro è cresciuto nel tempo e quest’anno, per la prima volta, fa tappa anche a Pavia.
L’abbiamo scelta per approfondire un tema – l’agribusiness – che fino a oggi non avevamo ancora affrontato e sul quale Pavia ha invece molta voce in capitolo. Ma è anche l’occasione per superare una sorta di pregiudizio. Quando parliamo di innovazione, tendiamo a pensare che si tratti soltanto di sviluppo della tecnologia, una questione di algoritmi e byte e come tale riservata all’informatica o a materie affini. Insomma, il settore primario, la coltivazione e la produzione alimentare sembrerebbero lontani da tutto questo.

Partecipare per capire: porte aperte a tutti all’evento sull’agricoltura di giovedì a Pavia. Ecco come partecipare
Non è così. Proprio perché l’innovazione è prima di tutto una questione di approccio, si può applicare a ogni argomento. Anzi, in un tema centrale come l’agricoltura, diventa ancora più cruciale. Pensateci. Oggi, quando ragioniamo di agribusiness, ci confrontiamo con i cambiamenti climatici, con la lotta agli sprechi, con i problemi legati alla sovrappopolazione (viaggiamo verso quota 8 miliardi). Non basta, perché la corsa dei prezzi, dall’energia alle sementi, incide pesantemente sulla produzione alimentare e ne condiziona le scelte. L’agricoltura è oggi un paradigma esemplare della complessità che ci circonda ed è perciò più necessario che mai applicare a questo settore soluzioni nuove, che aumentino la produttività in presenza di risorse limitate e nel rispetto dell’equilibrio dell’ambiente.
Insomma, la risposta è l’innovazione, e saremmo portati a pensare che l’Italia faccia scuola, vista l’importanza della nostra produzione agricola a livello europeo. Ci scontriamo invece con un potenziale inespresso di crescita legato a esempio al ritardo nella formazione digitale (solo il 46% della popolazione adulta ha competenze digitali di base). Serve dunque investire in formazione, come primo passo, assecondando una tendenza in atto da qualche anno, che vede crescere il numero di giovani imprenditori agricoli.
Non suoni quindi strano l’aver scelto l’Aula magna di un’università per ragionare insieme sullo sviluppo dell’agribusiness, radunando aziende affermate che possono tracciare la rotta e servire da esempio. L’Università di Pavia, poi, forte dei suoi corsi in questo settore, è particolarmente indicata.
Vi aspettiamo perciò giovedì 13 alle ore 17, con i giornalisti del nostro gruppo editoriale e tanti ospiti, per scrivere insieme una nuova pagina dell’Alfabeto del nostro futuro.

