Folla di gente per la movida e controlli dei Carabinieri in Darsena e sui navigli.  Ansa/Matteo Corner
Folla di gente per la movida e controlli dei Carabinieri in Darsena e sui navigli. Ansa/Matteo Corner
l’intervista

Il virologo Maga: «Lombardia con dati da zona bianca. Ora vacciniamo i giovani per restarci»

Sandro Barberis

Parla il virologo del Cnr: «Proteggendo le fasce d’età più bassa, la pericolosità del virus è destinata a esaurirsi»

Il rischio di nuove zone gialle in Italia c’è soprattutto per Sardegna e Sicilia. Non al momento per la Lombardia, che ha tutti parametri da zona bianca. «Però dipende molto dall’andamento dei nuovi contagi in queste due settimane centrali di agosto, ma anche da come procederà la campagna vaccinale tra i più giovani» spiega il virologo e direttore del Cnr di Pavia, Giovanni Maga. Attualmente la Lombardia ha tutti dati da zona bianca. Nell’ultima settimana in Regione ci sono stati 46 casi ogni 100mila abitanti (la soglia d’attenzione di 50 è stata sforata in 12 Regioni), occupazione delle terapie intensive per Covid al 2% in Lombardia (scatta l’allarme sopra il 10%, per ora solo la Sardegna la supera) e nei reparti ordinari occupazione di casi Covid al 4% (nessuna Regione sopra la soglia d’allerta del 15%). Nello specifico la provincia di Pavia ha avuto 24 casi ogni 100mila abitanti nell’ultima settimana: quasi la metà della media regionale di 46.

Dati resi noti ieri sera,ma in continuo cambiamento. Tra i parametri per il cambio di colore, da zona bianca in zona gialla, ha meno considerazione dello scorso anno l’indice Rt. Ovvero che indica la diffusione del contagio. In Italia è sopra l’1, dato che fino alla scorsa primavera avrebbe fatto scattare restrizioni.

Dottor Maga, come va letta questa situazione?

«Abbiamo avuto un luglio con dati sui contagi in continuo aumento, ora la curva in Lombardia e nel resto d’Italia sembra essere in fase calante. Decisive per capire come andrà la fine dell’estate, però sono le prossime due settimane».

Si rischia la zona gialla in Lombardia?

«I dati sono da zona bianca, presto per dire se ci sarà un peggioramento della situazione. Ci sono ancora troppe variabili».

Quali sono queste variabili?

«Il comportamento che si avrà in queste settimane di vacanza e anche l’andamento della campagna vaccinale soprattutto tra i più giovani».

In vacanza sì quindi, ma con attenzione?

«Bisogna ancora avere prudenza, per evitare nuovi focolai al ritorno. Teniamo conto che le fasce d’età più avanzata sono immunizzate, ma i tassi sono decisamente più bassi invece nelle fasce d’età più giovani».

Per questo ritiene importante la vaccinazione dei giovani?

«Sì, con tutte le fasce coperte dalla doppia dose del vaccino la situazione in ogni caso è destinata a migliorare».

In che modo può migliorare?

«Tra i dati per valutare i colori delle Regioni si dà molto più peso di prima ai tassi di ospedalizzazione. Il vaccino ha lo scopo di annullare gli effetti del Covid. Quindi meno persone in ospedale, significa non rischiare restrizioni anche nelle settimane a venire».

L’indice di diffusione Rt però supera l’1, con le regole precedenti ci sarebbero state restrizioni

«È vero, però l’indice Rt va calato nel contesto. Che il virus circoli ancora lo sappiamo. Quindi possiamo avere un Rt alto, tanti contagi, ma poche persone in ospedale perché i vaccini fanno effetto. E come detto con gli ospedali vuoti la normativa attualmente in vigore prevede che le regioni restino in zona bianca».

Che fine estate si attende per quanto riguarda la curva del contagio?

«Potrebbe esserci un aumento di nuovi contagi, anche se al momento la curva è discesa. Come detto la socialità del periodo di vacanza potrà giocare un ruolo nella ripresa del contagio. Ma il numero da tenere d’occhio ormai è il tasso di riempimento degli ospedali».

I giovani mediamente hanno meno sintomi, ma sono anche i meno vaccinati

«Comunque possono capitare anche casi di persone giovani che hanno sintomi pesanti. Attualmente, dai dati che vediamo, negli ospedali l’età media si è abbassata. Significa che le fasce più anziane, quello che hanno tassi di vaccinazione al 90%, sono protette e non hanno più conseguenze gravi. Per questo è importante che la campagna vaccinale con la doppia dose si concluda con numeri percentuali alti anche tra i più giovani. Sono proprio le persone più giovani che attualmente veicolano il virus, ma anche quelle che stanno avendo le conseguenze più gravi quando lo contraggono».