

Alberto Stasi (S) con l 'avvocato Alberto Giarda (D) lascia il Palazzo di Giustizia al termine dell'udienza per il processo d'appello bis per l'omicidio di Chiara Poggi, Milano, 9 aprile 2014. ANSA/DANIEL DAL ZENNARO.
Cronaca
Garlasco, escluso lo scambio di pedali
«È matematicamente escluso che ci sia stato uno scambio tra i pedali», delle due biciclette nella disponibilità degli Stasi e cioè quella bordeaux sequestrata al tempo delle indagini e quella nera da donna sequestrata lo scorso aprile. Lo scrive il sostituto procuratore generale Laura Barbaini nell'istanza di ulteriori attività istruttorie, depositata ieri alla Corte d'Assise d'appello di Milano nell'ambito del processo a Stasi. In questo modo per il pg non trova riscontro la tesi proposta dalla parte civile.
E' emerso inoltre che un raccoglitore con 41 foto che ritraggono Alberto in compagnia di Chiara e di altre persone acquisito dai carabinieri nell'autunno 2007 (quindi qualche settimana dopo l'omicidio) a casa Stasi durante le indagini non si trova più negli archivi della caserma di Vigevano, dove avrebbe dovuto essere ancora custodito. Delle 41 foto sparite ha parlato lunedì in aula a Milano il sostituto procuratore generale Laura Barbaini durante il processo d'appello bis ad Alberto Stasi imputato per l'omicidio di Chiara Poggi. Il pg, come si è potuto ricostruire, in estate, dopo aver scovato tra le carte processuali il verbale con l'elenco di quanto prelevato sette anni fa a casa Stasi ed essersi accorto dell'esistenza di queste 41 foto, ha delegato i carabinieri di Vigevano, guidati dal capitano Rocco Papaleo, di cercare quel raccoglitore. Lo scopo era analizzare le immagini, forse scattate in occasione di una festa e di gite in campagna di Alberto con Chiara e altri amici, per avere indicazioni sull'abbigliamento, in particolare, sulle scarpe indossate dall'ex studente bocconiano e sulle biciclette.

Dalle ricerche effettuate in questi mesi dall'Arma è risultato che quelle foto, quando a guidare i carabinieri della cittadina della Lomellina era il capitano Gennaro Cassese, non sarebbero state trasmesse al pm Rosa Muscio. Non sono state trovate nell'ufficio corpi di reato nè nella cancelleria della soppressa Procura di Vigevano, non risulta siano state restituite al diretto interessato e nemmeno l'esistenza di una loro copia. Insomma, come ha spiegato lunedì durante il processo il pg, non solo non sarebbero nel fascicolo dell'accusa - dove è stato invece inserito il verbale di acquisizione - , ma in pratica potrebbero essere state smarrite. Su questa circostanza non è esclusa la convocazione in aula di alcuni testimoni.

