la basilica degli agostiniani

Effetto Papa, è boom visite in San Pietro in Ciel d’oro

Stefania Prato

Da venerdì mattina è stato un crescendo. E padre Casagrande accoglie tutti

«Leone XIV tenace e pacato: è lui il Pontefice che può portare la pace nel mondo»

PAVIA

«È tenace, capace e pacato. È il Papa che può portare la pace nel mondo». Padre Gianfranco Casagrande, priore della comunità agostiniana e rettore della basilica di San Pietro in Ciel d’Oro, non ha dubbi. Papa Leone XIV «è il pontefice giusto, quello che potrà ricostruire ponti tra i popoli». Gli agostiniani pavesi domenica 18 maggio non saranno a Roma, in occasione della messa di inizio pontificato.

Sant’Agostino con lui

«Pregheremo da qui. Siamo ancora sotto shock per la sua elezione che ci ha riempiti di gioia. Ma sono certo che Sant’Agostino gli sarà accanto», dice il priore che, anche ieri, era all’ingresso della basilica ad accogliere fedeli e turisti. Che arrivano, sempre più numerosi, per visitare la chiesa che accoglie le spoglie di Sant’Agostino. Ammirano gli interni della basilica che risale al regno dei Goti, menzionata dagli storici Paolo Diacono e Opicino de Canestris.

Si fermano davanti alle reliquie del Padre della Chiesa, custodite in uno scrigno argenteo dell’epoca di Liutprando, posto sotto l’Arca, capolavoro marmoreo scolpito nel 1362 con scene della vita del Santo. Molti raccontano di voler conoscere quel luogo sacro che sta tanto a cuore a Papa Leone XIV. E che proprio qui, nel 2007, accolse Papa Ratzinger quando era Priore generale dell’Ordine.

«Le scolaresche, i visitatori, i turisti sono sempre numerosi – sottolinea padrea Casagrande -. In tanti esprimono felicitazioni e qualcuno chiede conferma del fatto che il nuovo pontefice sia un agostiniano». Ed è una frase di Sant’Agostino, ripresa dal commento al vangelo di San Giovanni, che Papa Leone ha voluto far imprimere sul nuovo stemma papale: «In Illo Uno Unum, In Cristo siamo una cosa sola».

missionario in Perù

«Seguendo le indicazioni di Agostino, lavorerà per costruire la pace», spiega il priore, legato a Papa Prevost da un lungo rapporto di amicizia, iniziato nel 1989 e proseguito nel tempo. «Lo incontravo spesso anche in Perù dove ero missionario. E’ una persona tenace, ma calma. Sa attendere e riflettere e ha una grande esperienza del mondo che gli permetterà di valutare le persone che incontrerà – spiega il rettore della basilica -. So che non si scoraggerà alle prime difficoltà, sorretto anche dalla sua capacità di scavare nei problemi per comprenderli nel profondo e trovare la radice vera. Non si fermerà ai discorsi di superficie».

Diplomatico e mediatore

Il priore ricorda che Leone XIII era stato un grande diplomatico e un mediatore, ma era anche stato capace di entrare nel cuore delle persone, ad esempio quando era ambasciatore in Belgio. «Tutti lo hanno rimpianto per la sua capacità di dialogare e stabilire un’amicizia». Quell’amicizia che, per Sant’Agostino, era fondamentale. «Attraverso un’amicizia sincera e un rapporto diretto tra le persone è possibile comprendere e risolvere i problemi. Ed è per questo che il Papa saprà portare la pace». Ad aiutarlo la sua raffinata intelligenza, la fede, la conoscenza del mondo, la sua vasta formazione culturale. «Non va dimenticato che sa parlare fluentemente quattro lingue, inglese, spagnolo, portoghese e italiano, oltre al latino, e anche questo lo agevolerà. Sicuramente dovrà affrontare molti problemi a livello mondiale, ma li affronterà con mitezza e forza. Il suo nome richiama la forza». Intanto si arricchisce il libro delle preghiere. Pensieri di speranza e richieste di aiuto, rivolti a Sant’Agostino perché protegga il Santo Padre e perché sostenga la propria famiglia. —

Stefania Prato