

Caso Garlasco, Andrea Sempio a Roma presso il laboratorio Genomica per il colloquio con la psichiatra — Roma— Italia — Martedì 12 Maggio 2026 — (foto di Cecilia Fabiano/ LaPresse)
Garlasco enquire , Andrea Sempio in Rome for a psychiatric consulting —Rome— Italy — May 12 Tuesday 2026 - News - (photo by Cecilia Fabiano/LaPresse
La difesa
Delitto di Garlasco, Andrea Sempio non parlerà coi pm
Il pool della difesa al lavoro sull’impronta della mano
Garlasco. Come in uno specchio che non restituisce, però, lo stesso riflesso, il filone della possibile revisione della condanna di Alberto Stasi si intreccia con l’indagine a carico di Andrea Sempio. Indagine che rappresenta il filone principale della riapertura dell’inchiesta sul delitto di Garlasco, ma che da quando è stata chiusa, il 28 settembre, appare quasi come un fronte collaterale.
Eppure le prossime due settimane saranno cruciali: il 18 ottobre scadranno i termini concessi alla difesa del 38enne di rendere interrogatorio o presentare memorie difensive.
«C’è ancora tempo, ma l’interrogatorio lo escludiamo – anticipa l’avvocato Liborio Cataliotti, che difende Sempio insieme alla collega Angela Taccia –. Il team difensivo si riunisce comunque ogni giorno, per decidere il da farsi. I nostri consulenti sono orientati a rispondere sulla traccia 33, che è la vera discrepanza con la relazione dei Ris di Cagliari. Per noi quella traccia, che si ipotizza essere il punto di appoggio dell’assassino sul muro, non è di Sempio».
La traccia sul muro
Per i consulenti della Procura, Gianpaolo Iiuliano e Nicola Caprioli, quell’impronta apparterrebbe proprio a Sempio per la coincidenza di 15 punti di contatto. Non solo: gli approfondimenti avrebbero ripresentato l’ipotesi di presenza di sangue in quella traccia. A questo esito si è arrivati attraverso un esperimento condotto dai Ris di Roma su diverse tipologie di intonaco: l’azione della calce avrebbe avuto l’effetto di inibire i test per rilevare il sangue.
Potrebbe invece non essere depositata una nuova consulenza della difesa sull’orma della scarpa a pallini lasciata dal killer sulla scena del crimine. Per i legali della difesa quell’orma non può essere di Sempio, come sostengono i consulenti dell’accusa, perché più piccola, calzando lui «oggi e all’epoca una misura 44». «Qui è stato detto già tutto – dice Cataliotti –. Non c’è molto da aggiungere».
L’orario della morte
Sul fronte medico-legale resta aperta invece la possibilità di inviare in Procura altre considerazioni. La relazione dei consulenti della Procura, la patologa forense Cristina Cattaneo e l’anatomopatologo Biagio Eugenio Leone, hanno allargato, anche se con margini di incertezza, la forbice temporale del delitto, cioè l’intervallo di tempo tra l’aggressione e la morte della ragazza.
Per i consulenti l’aggressione mortale potrebbe essere avvenuta tra un minimo di 15 minuti a un massimo di un’ora, con una probabilità maggiore tra la mezz’ora e l’ora. Questo dato, secondo investigatori e inquirenti, toglierebbe Stasi dalla scena del crimine, perché avrebbe avuto soltanto 18 minuti per compiere l’omicidio, tra le 9.12 (la disattivazione dell’allarme di casa Poggi, che avrebbe compiuto Chiara) e le 9.36 (il momento dell’accensione del computer da parte di Stasi, per lavorare sulla tesi).
