Un rievocatore tedesco dell’associazione Communitas Gladii
Un rievocatore tedesco dell’associazione Communitas Gladii
Il reportage

Arrivano i lanzichenecchi, curiosità tra le tende con un tuffo nel tempo

Silvio Puccio

All’evento rievocatori arrivati da una decina di nazioni tra Europa e Stati Uniti

PAVIA. I lanzichenecchi son tornati per davvero: è ciò che viene in mente passeggiando lungo i viali dell’accampamento militare che, oggi alle 14, sarà presentato al pubblico in vista della rievocazione della Battaglia di Pavia. Ieri (venerdì) mattina sono arrivati i gruppi di rievocatori dall’estero e, chiudendo gli occhi sembra di stare in un film: il paesaggio sonoro è scandito dal ritmico martellare sui picchetti da tenda, dal crepitio delle braci, dal clangore metallico dei fasci di picche appoggiati ai tronchi.

E poi una moltitudine di accenti e lingue, perché all’evento partecipano rievocatori da una decina di nazioni tra Europa e Stati Uniti: «Siamo arrivati da Burghausen, Germania», racconta Michael, dell’associazione di rievocatori Communitas Gladii. Con lui una decina di uomini e donne consumano un pasto frugale, seduti su panche di legno. Per renderle più confortevoli, ci hanno steso sopra delle pelli che sembrano di pecora.

«Vestiremo i panni della fanteria pesante – aggiunge – e dormiremo qui in accampamento, fa parte dell’esperienza». E nonostante gli abiti contemporanei, l’atmosfera del Cinquecento si respira già. Poco oltre, la compagnia Poustevnik (Germania e Cechia) sta montando le tende per i suoi armigeri, materiale per la rievocazione che porterà Pavia indietro nel tempo. Poco importa se, per rendere i giacigli più comodi, c’è chi sta gonfiando un materassino da campeggio che sarà nascosto alla vista degli spettatori. «Noi faremo parte del manipolo degli archibugieri imperiali», racconta uno di loro, mentre ripone le sacche con gli schioppi da impiegare durante la rievocazione. In tutto, gli archibugi saranno circa una trentina, caricati a salve per rendere lo scontro simulato più realistico.

Poco distante, c’è chi sta scaricando i pezzi grossi giù da un camion: «È soprannominato il Gran diavolo, come il condottiero Giovanni delle Bande Nere» dice Andrea Veronesi con un certo orgoglio, mentre i suoi spingono la riproduzione di un cannone che, durante la Battaglia di domenica, sparerà a salve. Veronesi è il presidente del circolo culturale la Cinquedea di Crevalcore (Bologna), che sta coordinando i vari gruppi di rievocatori.

Fuoco e fiamme

In tutto, in cannoni in campo saranno quattro a simulare i reparti di artiglieria, così determinanti nel corso della Battaglia: sarà la rievocazione di uno scontro cinquecentesco più grande mai realizzata in Italia. «Tutti i serventi dei cannoni a salve hanno ottenuto un regolare porto d’armi per maneggiare la polvere da sparo – aggiunge Veronesi – Il nostro cannone farà fuoco durante la rievocazione, e anche senza la palla il botto si sentirà».

La rievocazione di domenica sarà animata da circa 400 soldati, mentre i rievocatori sono in tutto 520. Verranno messi in scena alcuni passaggi del canovaccio storico, tra cui la cattura del re francese Francesco I. «Abbiamo una trentina di archibugieri, un’ottantina di soldati con picche, alabarde e altre armi inastate, senza contare tutto il resto della fanteria».

E per quanto simulato, il contatto tra gli schieramenti ci sarà: «È come un’arte marziale – conclude Veronesi – ci sono delle regole condivise, delle convezioni, che permettono di dare spettacolo senza far male a nessuno».