

elezioni regionali
A settembre il debutto da elettrice ora è candidata per la Lombardia in provincia di Pavia
Ilaria Falossi ha compiuto 18 anni a marzo: bronese, studia al Cairoli. Corre per Unione popolare ed è la più giovane aspirante consigliera
PAVIA. È della provincia di Pavia la più giovane candidata delle elezioni regionali del 12 e 13 febbraio. Ilaria Falossi, 18 anni, di Broni, studentessa al liceo delle Scienze Umane Cairoli è candidata al consiglio regionale lombardo nella lista che riunisce diverse anime della sinistra radicale, tra cui Rifondazione comunista e Potere al Popolo, in appoggio alla candidata alla presidenza Mara Ghidorzi. Avvicinatasi alla politica a soli 16 anni, ha votato per la prima volta alle elezioni politiche dello scorso 25 settembre, dando il suo voto ad Unione popolare, ma già prima, nel maggio 2022, si era candidata al consiglio comunale di Mortara nella lista di Rifondazione comunista, a dimostrazione che il suo cuore batte a sinistra da sempre, da quando, spiega, si è vista costretta a fare i conti con strutture scolastiche inadeguate e trasporti pubblici mal funzionanti.
«Mi sto impegnando molto in questa campagna elettorale – assicura Falossi -. Sto avvicinando tanti miei coetanei che cerco di contagiare con la mia passione per la politica, sperando almeno di suscitare il loro interesse. Cerco di far conoscere il nostro programma che punta al buon funzionamento di servizi pubblici essenziali, come la scuola, i trasporti, la sanità. E punta a serie politiche del lavoro, alla salvaguardia ambientale, alla tutela sociale e al sostegno al reddito per contrastare la povertà».
Snocciola quelle che definisce le «vere questioni di sinistra», questioni reali che toccano la vita quotidiana delle persone, «questioni dimenticate». Sottolinea la necessità di un cambio di rotta nella scuola e nei trasporti. «I ragazzi – spiega - conoscono bene le condizioni degli istituti scolastici e dei mezzi pubblici. La maggior parte delle scuole ha bisogno di manutenzioni radicali. I ragazzi hanno il diritto di studiare in luoghi sicuri ed idonei, invece bisogna persino protestare per avere un riscaldamento funzionante. A Broni in alcune strutture scolastiche ci sono ancora tracce di amianto. E poi c’è il problema dei trasporti che molti studenti conoscono bene. Sono costosi e insufficienti, con orari che non sempre coincidono con quelli delle scuole. E così si arriva sempre troppo tardi in classe e si torna troppo tardi a casa». Lei si alza ogni mattina alle 5 per prendere il bus delle 6,40 ed essere in aula in tempo. E’ anche di questo che parla con gli altri ragazzi quando li avvicina per offrire volantini. «Qualcuno ha deciso di aiutarmi nella campagna elettorale – racconta -. Punto ai loro voti e a quelli dei miei concittadini».
Stefania Prato
