

Extraordinary congress of the Lega and election of the new secretary, Matteo Salvini, October 25 2026, Milano, Italy (photo by Gian Mattia D?Alberto/Lapresse)
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Salvini rieletto: «Basta soldi e armi destinati a Kiev»
Lega. Matteo Salvini confermato segretario detta le sue condizioni agli alleati
Milano. Rivitalizzato dalla quarta elezione alla guida del Carroccio con un nuovo mandato di quattro anni, Matteo Salvini punzecchia gli alleati del centrodestra. Chiusa, per il momento, la pratica interna, il vicepremier promette battaglia dando seguito allo slogan del congresso, ovvero “Lega di lotta e di governo”. «Abbiamo festeggiato il governo più longevo della storia della Repubblica. Non si capirebbe perché il governo più longevo non debba andare avanti fino all’ultimo giorno come i cittadini ci chiedono di fare», è il messaggio in bottiglia in particolare per la premier e leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, che avrebbe invece messo nel mirino maggio-giugno come «finestra» per tornare alle urne. Ipotesi che tuttavia non piace neanche dalle parti di Forza Italia, con Antonio Tajani che a più riprese si è detto favorevole a portare in fondo la legislatura.
Sulle prossime mosse, il leader del partito di via Bellerio parla chiaro con un focus, in particolare, sulla guerra in Ucraina. «Io penso che questo congresso mi darà il mandato di andare in Consiglio dei ministri e di portare la posizione chiara della Lega: non possiamo continuare a mandare soldi e armi all’Ucraina», è l’avvertimento di Salvini. In ogni caso, dopo il secondo congresso nel giro di meno di un anno e mezzo, dopo l’appuntamento di Firenze dell’aprile convocato dopo un’estate di polemiche interne, Salvini guarda al futuro con ottimismo e lancia la sfida agli azzurri: «Noi possiamo vincere le elezioni? Sì, come minimo come secondo partito della coalizione. Lo dico con rispetto degli amici di Forza Italia: Meloni tornerà a essere presidente del Consiglio e la Lega Italia federale (ecco il nome nel nuovo simbolo, ndr) sarà il secondo partito, come minimo».
E poi si toglie qualche sassolino dalla scarpa: «Siamo leali da quattro anni, siamo una coalizione di amici e di diversi. Abbiamo fatto dei chilometri in alcuni casi verso gli altri. E penso a come viene trattata la Lega dove siamo in maggioranza. Non tollererò più che la Lega sia trattata come un alleato di serie B in una regione dove governa al centrodestra. I numeri sono i numeri, chiediamo rispetto». Poi precisa: «In alcune Regioni diciamo che c’è qualcuno che pecca di arroganza». Parole che pesano anche in vista dei prossimi impegni del governo. Sul tavolo c’è sicuramente il lavoro sulla manovra, ma resta aperto infatti anche il dossier sulla scelta dei candidati sindaci per le prossime elezioni amministrative, con alcuni nodi da sciogliere a partire da Milano con Silvia Sardone e Matteo Perego di Cremnago, indicati rispettivamente da Lega e FI. Il puzzle è da completare con la scelta anche dei candidati per Roma, Torino, Napoli, Bologna e altre città al voto nel 2027.
A proposito della legge di bilancio, intanto, Salvini torna a fare una lista di desiderata: «Il superamento della legge Fornero, dando la possibilità a chi vorrà di andare in pensione a 64 anni e non a 67, perché altrimenti saremmo il Paese che manda in pensione più tardi in Europa lavoratrici e lavoratori. Innalzamento della flat tax, della tassa piatta al 15% per partite Iva, autonomi e artigiani. E poi investire in sanità pubblica, che è qualcosa che ci chiedono in tanti, che stiamo facendo e faremo ancora di più». Certo è che, a suo dire, «non è facile trovare i miliardi che servono per fare tutto quello che vogliamo fare in un momento economico molto complicato».
