

il custode dell’orto
Orchidee, che passione. Ecco come averne cura
«La Phalaenopsis è facile da gestire: poca acqua e un’esposizione alla luce non diretta del sole per non bruciare le foglie»
Alcune delle piante più amate e coltivate in appartamento sono senza dubbio le orchidee tropicali. In questo immenso mondo di appassionati, vi è un genere molto diffuso anche tra i non professionisti: la Phalaenopsis. Sono piante facilmente reperibili. Fioristi o supermercati hanno una buona scelta di questa varietà che potete comprare a prezzi anche bassi. I fiori possono durare anche mesi e le piante rimangono floride per anni, rifiorendo molte volte.
L’orchidea andrà posizionata in una stanza luminosa ma non alla luce diretta del sole che potrebbe “scottare” le foglie giovani. Non andrà bagnata troppo spesso, potrebbe morire per eccesso di acqua piu che per siccità. Si andrà a bagnare soltanto le radici, mantenendo i fiori e le foglie asciutti. Utilizzate vasi con ottimo drenaggio e lasciate l’orchidea a bagno solo per pochi minuti .
Come sceglierla?
Come possiamo riconoscere una buona Phalenopsis al momento dell’acquisto? Le foglie vi diranno molto sullo stato generale dell’orchidea.
Controllate prima di tutto le foglie, che devono avere un bel colore verde brillante. A volte alla base della pianta ci sono delle foglie gialle, ma è normale che un’orchidea preferisca la salute delle foglie più giovani o dei fiori, a discapito delle foglie inferiori. Quindi se ci sono alcune foglie in basso sciupate non c’è da preoccuparsi. Se invece le foglie hanno delle macchie gialle o marroni può essere indice di annaffiature sbagliate (poca o troppa acqua), di un’esposizione sbagliata o di carenze nutritive.
Le radici non devono essere scure
Delle radici in ottimo stato sono importanti per la maggior parte delle piante e le orchidee non sono un’eccezione; infatti, le radici vi diranno molto della salute della pianta. Le orchidee dovrebbero essere piantate in un vaso trasparente, che assicuri alle radici una buona quantità di luce. Quando acquistate un’orchidea controllate che le radici siano turgide e stabili al tatto. Possono avere diversi colori: bianche, verdi, argento o giallo chiaro. Se invece sono nere o marroni e a toccarle sembrano morbide, è segno di annaffiature eccessive o di malattia. Radici grigie e fragili sono indice di disidratazione.
Le Phalaenopsis hanno di solito uno o due steli, su cui ci sono numerosi fiori; quindi, lo stelo deve essere sufficientemente robusto per sostenerli. Dovete scegliere una pianta con uno stelo robusto che possa facilmente sopportare il peso dei fiori e dei boccioli. In natura crescono attaccate ai tronchi di grandi alberi, sotto le foglie. Quindi sono abituate alla luce indiretta. Se volete mettere la vostra orchidea sul davanzale cercate una finestra esposta a est o ovest. Durante la stagione invernale potete invece esporle anche a sud, in modo che ricevano abbastanza luce. Se vedete che le foglie diventano di un verde scuro può significare che non c’è luce a sufficienza. Se al contrario notate che le foglie ingialliscono o hanno delle macchie scure può essere sintomo di bruciature dovute alla luce diretta del sole. Amano una temperatura tra i 17 e i 29°C., meglio se più fresca la notte. Non gradiscono le correnti d’aria e cambiamenti improvvisi di temperatura. In natura vivono in condizioni di alta umidità, pertanto prosperano meglio in un ambiente interno più umido. Questo rende più difficile la loro crescita in case riscaldate durante l’inverno, dove l’aria è molto asciutta.
Evitate comunque di spruzzare acqua su foglie e fiori pensando di aumentare l’umidità. Le farebbe solo marcire. Bisognerà far asciugare bene tra un’annaffiatura e l’altra e generalmente vanno annaffiate ogni 10-15 giorni. Il modo migliore per annaffiarle è immergere il vaso nell’acqua per circa 5 minuti, non di più, giusto il tempo per dar modo alle radici di bagnarsi. L’acqua sui fiori li macchia irrimediabilmente.
Si consiglia l’uso di un fertilizzante appositamente studiato per le orchidee, perché sono piante differenti dalla maggior parte delle altre piante. Meglio comunque usare un concime leggero più spesso, piuttosto che un concime più concentrato di rado. Questo perché il substrato in cui sono coltivate le orchidee è fatto di corteccia e muschio ed ha poche sostanze. Il fertilizzante va dato non tanto nel periodo di fioritura quanto piuttosto nella fase vegetativa, quando la pianta ha bisogno di sostanze per produrre un nuovo stelo e nuovi fiori. —
