l’incontro

La sorpresa di Alex D’Aquila quadro con disegno e Braille

m.g.p.

pavia

Galeotta fu la zuppa alla pavese. Grazie a un amico comune Alex Dell’Aquila, artista 36enne di origine abruzzese trapiantato da anni a Pavia, anzi a Trivolzio, viene a sapere che Toni Servillo è alla Barcela di Travacò Siccomario. Sta girando un documentario. «Il mio amico sa della mia passione smisurata per Servillo – racconta D’Aquila – gli ha parlato di me, dei miei lavori e del fatto che mi sarebbe sicuramente piaciuto fargliene avere uno». Servillo fa di meglio: chiede di incontrare l’artista.

E così Alex D’Aquila si precipita alla locanda con una sua opera storica della serie Ritratti senza volto in cui mescola il disegno e la scrittura Braille. Si intitola Alone ma, è stata realizzata nel 2015, ma a ben guardarla è il ritratto sputato di Jack Gambardella ne La grande bellezza di Paolo Sorrentino. Un uomo vestito di bianco, con un cappello, che passeggia con le mani in tasca.

«E’ uno dei miei primi lavori – spiega D’Aquila – Lo tenevo a casa mia. NOn ci ho pensato due volte a privarmene. Starà sicuramente meglio a casa Servillo. Mi ha detto che lo appenderà alle pareti della casa di Roma. “Se me lo vede Paolo (Sorrentino, ndr) me lo invidia” mi ha detto sorridendo. E’ stata un’emozione incredibile, lui è il mio mito».

Anche questo lavoro più datato, come gli altri di Alex D’Aquila, ha una cifra speciale: l’uso della scrittura in Braille che spesso abbina a scultura retroilluminate. «L’uso del linguaggio Braille – dice – nasce dalla volontà di portare alla luce temi spesso non più oggetto d’attenzione e dalla necessità di portarne perciò di nuova attraverso la fantasia e l'intuito, andando oltre le parole e trovando risposte dentro ciò che può sembrare solo un limite».m.g.p.