

da sabato alle 20.30
Gli Autogol a Sanremo con il “PrimaFestival”. Il trio comico nella striscia serale su Rai 1
« È una cosa bella e inattesa. Ci ha chiamato Amadeus: con lui è nata un’amicizia in occasione degli Europei di calcio»
La quota satirica e irriverente della 73° edizione del Festival di Sanremo, vedrà come assoluti protagonisti gli “Autogol”: il trio pavese composto da Alessandro Iraci, Alessandro Trolli e Michele Negroni, che animerà da sabato (4 febbraio) fino alla serata finale, il “PrimaFestival”.
La striscia quotidiana, che precede intorno alle 20.30, su Raiuno, la kermesse canora di cinque serate condotta da Amadeus: vedrà i tre conduttori radiofonici e imitatori inviati nel cuore del Teatro Ariston e in alcuni hotel della città in compagnia di Jody Cecchetto (figlio d’arte) e Andrea Delogu voce e volto di Rai Radio 2. Una vera e propria consacrazione per gli “Autogol”, che nello scorso mese di dicembre avevano ricevuto il Sansirino, la benemerenza cittadine di Pavia. L’ultimo mese del 2022 è stato foriero di soddisfazioni per i tre pavesi: che proprio in quei giorni hanno ricevuto la telefonata di Amadeus e del suo staff per essere parte integrante della manifestazione, con la loro ironia sferzante e le imitazioni che gli hanno resi celebri a tutti gli appassionati di calcio e non solo. È lecito attendersi che molti dei 28 protagonisti in gara, saranno bersaglio delle sagaci incursioni degli “Autogol” e forse lo stesso Amadeus non potrà per così dire “dormire sonni tranquilli” . Nei giorni scorsi gli “Autogol” sono arrivati nella città dei Fiori per iniziare a registrare le clip video che andranno in onda all’interno del “PrimaFestival”. Alessandro Iraci racconta il dietro le quinte a pochi giorni dal debutto su Rai 1.
Come siete stati contattati dalla Rai per arrivare a “PrimaFestival”?
«Con Amadeus era nata un’amicizia già lo scorso anno in occasione dei Campionati Europei di calcio, perché ci siamo trovati alla serata di presentazione su Rai 1. Il lavoro che abbiamo svolto in quell’occasione evidentemente gli è piaciuto molto e da lì in poi ci siamo sentiti con alcuni messaggi fino alla chiamata avvenuta nello scorso mese di dicembre. Non possiamo negare che per noi sia stata una cosa molto bella e per certi versi anche inattesa, evidentemente la bontà del nostro lavoro ha pagato».
Lo scorso dicembre per voi ha rappresentato un periodo d’oro con la consegna del Sansirino e quasi in concomitanza la notizia della vostra partecipazione a Sanremo, quali sensazioni provate rispetto a questi due importanti riconoscimenti?
«Sono due emozioni totalmente diverse: al Sansirino ci tenevamo tantissimo, perché essendo pavesi è un appuntamento che abbiamo sempre vissuto in maniera particolare nel corso degli anni, essere accostati a persone che hanno fatto del bene per la nostra città rappresenta per noi un motivo di orgoglio. Per quanto riguarda il “PrimaFestival” lo viviamo come un riconoscimento professionale, nel senso che si lega a una possibilità a livello artistico importante, ma c’è ancora del lavoro da fare da qui all’11 febbraio. Per usare una metafora è come una convocazione per la Nazionale di calcio dove poi devi cercare di vincere il Mondiale».
Cosa vedremo esattamente in onda durante la vostra partecipazione a “PrimaFestival”?
«Siamo arrivati a Sanremo da venerdì scorso, in questi giorni stiamo seguendo le prove dei 28 cantanti in gara sul palco dell’Ariston: noi e gli altri inviati del “PrimaFestival” andiamo a punzecchiarli dopo le prove o immediatamente prima, cercando di fare delle interviste divertenti giocando sul titolo delle canzoni e le caratteristiche del personaggio che andiamo a intervistare. L’obiettivo è di realizzare qualcosa di ironico come nel nostro stile per dare un tono “Autogol” alla manifestazione. Stiamo scoprendo che molti dei cantanti in gara che seguono il calcio già ci conoscevano prima del Festival, mentre altri ci stanno scoprendo adesso. L’esperienza radiofonica che abbiamo maturato nel corso degli anni ci aiuta molto e sappiamo esattamente come muoverci nei loro confronti».
Che idea vi siete fatti della qualità musicale dei brani in gara? «Il livello delle canzoni è sicuramente alto, ci sono alcuni brani veramente belli e particolari nel loro testo e arrangiamento: sicuramente la scelta del direttore artistico è stata decisamente oculata anche in prospettiva radiofonica post Festival di Sanremo. La macchina organizzativa è davvero ben oliata e il clima che si respira è ottimo, grazie ad Amadeus che mette tutte le maestranze a proprio agio».cesare degiorgi
