Animali & Diritto

Animali domestici in chiesa: diritto, divieto o questione di buonsenso?

Filippo Portoghesi

La nostra rubrica su diritto e tutela del benessere degli animali, tenuta dall’avvocato Filippo Portoghese. Vuoi fare una domanda? Scrivi a lettere@laprovinciapavese.it

La questione dell'accesso degli animali domestici in chiesa può apparire di poco conto. Per molti non lo è. E rimane irrisolta alla luce delle norme statali e canoniche. Nell'ordinamento italiano non esiste una norma che vieti l'accesso degli animali in chiesa ma parimenti non ne esiste una che lo consenta. Una lettura molto partigiana del regolamento di esecuzione del Testo Unico di Pubblica Sicurezza potrebbe suggerire che accompagnarsi a un animale non costituisca, di per sé, manifestazione estranea al culto. Insomma è sostenibile che la scelta spetti all'autorità ecclesiastica competente, e dunque il parroco.

Il caso

Immaginiamo un parroco che impedisca a una persona anziana, sola e accompagnata dal cane, di assistere alla messa. Un rifiuto mediaticamente rilevante ma che non configura una violazione. Anche se una nota dell'Ufficio liturgico della Diocesi di Torino riconosce che il diritto canonico non vieta l'ingresso degli animali nelle chiese pur invitando, la stessa nota, a lasciare normalmente gli animali a casa per salvaguardare il clima di preghiera. Salvo eccezioni rispettose delle esigenze della comunità. Un discorso a parte meritano i cani guida delle persone non vedenti e quelli di assistenza alle persone con disabilità. Le tutele previste dalla legge potrebbero sostenere il loro ingresso in chiesa ma si tratta di una interpretazione destinata a rimanere tale.

Ciò detto, siamo davvero convinti che portare un animale domestico in chiesa sia sempre cosa buona e doverosa? In primo luogo per l'animale. E poi per chi si raccoglie in preghiera e magari non gradisce essere disturbato da possibili litigi canini. Equilibrio in tutto. Come cantava De Gregori, «non è da questi particolari che si giudica qualcuno». Credo che i problemi del rapporto tra animali umani e animali non umani siano ben altri. E non si tratta affatto di benaltrismo.