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Pattuglie contro gli assembramenti a Ticino
BEREGUARDO.Almeno 10mila bagnanti hanno affollato le spiagge a ridosso del ponte in chiatte negli ultimi fine settimana. In tempo di Covid, il Ticino si è trasformato nel mare di Pavesi e Milanesi. E quel lembo di fiume a ridosso del ponte in chiatte piace sempre di più, 800 metri di riva sul lato di Bereguardo che vengono presi d’assalto, al punto che, avverte il sindaco di Bereguardo Luigi Leone, «la situazione sta diventando sempre più critica». Così adesso scatta il giro di vite: la spiaggia verrà pattugliata per indurre i bagnanti a comportamenti responsabili.
Situazione critica. li assembramenti sono difficili da gestire, il divieto di balneazione è perennemente ignorato e i rifiuti disseminati tra la spiaggia e i boschi. Per questo ora si chiede l’intervento del prefetto. Il primo cittadino, l’altra sera, ha incontrato Parco del Ticino, Protezione civile di Bereguardo, Guardie Parco e Guardie volontarie del Parco, Comitato Ticino 2000, associazione Zelata Verde, associazioni pescatori e cacciatori.
La riunione. Una riunione per decidere le misure da intraprendere, con l’obiettivo di arginare comportamenti irrispettosi delle regole anti Coronavirus e limitare atteggiamenti incivili. Nel bosco resti dei bivacchi e tracce evidenti di grigliate. E poi la sosta selvaggia, con auto parcheggiate in doppia fila, incuranti delle norme del Codice della strada e delle regole dell’ente Parco, ad impedire il passaggio dei mezzi di soccorso. Ma il Comune può contare su un solo vigile e il Parco su una quindicina di Guardie che devono tenere d’occhio 110 chilometri di asta fluviale. Ed ecco che diventa fondamentale l’apporto delle forze dell’ordine.
«Si è deciso di chiedere aiuto al prefetto – spiega Leone –. Domandiamo più uomini per regolamentare una situazione che sta diventando sempre più fuori controllo. Ormai non sono sufficienti i volontari». Le Guardie Parco, le Guardie volontarie del Parco, gli uomini della Protezione civile e le associazioni contatteranno i bagnanti per sollecitare comportamenti responsabili, mantenere il distanziamento, evitare il bagno in Ticino e l’abbandono di rifiuti. E, se non ci saranno miglioramenti, si procederà con le sanzioni.
Regole da rispettare. «Si solleciterà ad usare i cassonetti e, qualora fossero colmi, a portarsi la spazzatura a casa – sottolinea il sindaco –. Esistono norme igienico- sanitarie, dettate dall’emergenza Covid, che vanno seguite e norme del codice della strada che vanno osservate».Il consigliere del Parco, Massimo Braghieri, sottolinea la necessità di istituire una task force di almeno 4-6 persone per tenere sotto controllo la zona di Bereguardo, «non strutturata per accogliere tanti turisti».
«Abbiamo chiesto il supporto della prefettura perché le Guardie Parco si occupano di tutela della biodiversità o abbandono di rifiuti, ma non possono gestire aspetti di ordine pubblico – dice Braghieri –. In ogni caso sono disponibili a collaborare con le forze dell’ordine».
L’attacco del comitato. Un giro di vite che a questo punto pare inevitabile. «Chiediamo rispetto – dice Carlo Maiocchi, portavoce del Comitato Ticino –. Assistiamo a gesti vergognosi, commessi da chi ha scarso senso civico e disprezza l’ambiente. E invece questo è un gioiello che andrebbe valorizzato e questo è un ponte che rappresenta uno degli ultimi esempi architettonici rimasti sul territorio nazionale. Nel Ticino vige il divieto di balneazione, ma nessuno lo rispetta e si rischia la vita, sottovalutando anche i pericoli legati ad un fiume che, a monte delle chiatte, forma pericolosi mulinelli».
